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La mia idea di isola (1). Appunti per gli amministratori

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di Vincenzo Ambrosino
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L’amministratore che voglia andare nella giusta direzione e salvare l’isola e la sua comunità, a mio avviso, in tutte le sue scelte amministrative, dovrebbe farsi guidare da questa terminologia: recupero, valorizzazione, salvaguardia, reinterpretazione, rivalutazione, invenzione, rivelazione, rinascita; sono tutti termini che vanno assolutamente d’accordo con la mia idea di isola.

A Ponza vivono 1500 persone d’inverno, sono circa 400 famiglie, è una quantità valutabile con una bilancia “pesa persone”, sono numeri da “pallottoliere” per cui siamo nella dimensione umana di conoscerci, capirci, controllarci e viverci insieme.
Queste persone hanno dei bisogni: devono crescere, nutrirsi, curarsi, studiare, lavorare, viaggiare, giocare, pregare.
Quanti sono i bambini, i giovani, gli adulti gli anziani a Ponza? Io non lo so con precisione ma un amministratore deve saperlo perchè ogni suo gesto amministrativo deve servire determinati e specifici bisogni e non altri; un amministratore di Ponza (isola) deve avere la giusta dimensione di quale e quanto patrimonio umano deve andare ad amministrare.
Queste 1500 persone vivono in un territorio limitato dal mare, una isola di circa 14 Kmq, che è da proteggere.
Per quale motivo è da proteggere?
Perchè è la casa di tutti i ponzesi presenti e futuri e ogni anno questa casa diventa più vecchia, più fragile per cui su di essa vanno fatte delle opere di salvaguardia e di manutenzione.

Il dissesto idrogeologico per esempio: non è un fenomeno astratto, è un fenomeno concreto che mette sempre più a rischio “la casa di tutti i ponzesi cioè la Nostra Isola”.
Un buon amministratore sa che deve amministrare delle risorse umane (che sono 1500 persone), un ambiente naturale (flora, territorio urbanizzato e naturale, costa, mare) molto limitato, per cui deve organizzare una vita sociale ed economica che dia garanzie di sopravvivenza per tutti (ponzesi) nello spazio (isola) e nel tempo (per le attuali e future generazioni).
L’amministratore sa che deve dare Lavoro a tutti – a cominciare dai Residenti che sono quantizzabili – come fa?

Qualcuno potrà dire: “ma questa è un’isola che sta nel mondo e deve rispettare le leggi del mondo che tra l’altro sono liberiste per cui “chi è più attrezzato alla competizione è sicuramente avvantaggiato!”
Questo è vero, ma allora che facciamo? Non diamo il lavoro a tutti i ponzesi a cominciare dai residenti?
Un amministratore che va in Comune deve avere questo obiettivo principale: dare lavoro a tutti i residenti in questo territorio!
Ma se l’offerta economica è limitata perché lo spazio-territorio è limitato e se un imprenditore che già ha una sua rendita economica occupa un altro territorio come si fa a dare lavoro a chi non ce l’ha?

Ecco che un amministratore in questo contesto si pone obiettivi precisi per esempio – dare lavoro – per un fine più importante: salvaguardare la comunità residente.
Posso salvare la comunità residente applicando le leggi liberiste che tra l’altro non solo hanno come filosofia la competizione per la sopravvivenza ma anche la competizione per la supremazia economica?
Posso permettere la crescita individuale illimitata in un territorio limitato come la nostra isola senza poi creare divisione della comunità isolana, esodo, emigrazione e distruzione dell’ambiente naturale?

No!
la crescita individuale non può essere illimitata, non possiamo permetterci questo se non si vogliono perdere definitivamente anche queste 400 famiglie che sono il serbatoio umano di una genetica e di una cultura in via di estinzione.
[La mia idea di isola. (1). Continua]
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