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Cuore ponzese

di Pasquale Scarpati

 

“Io che da lungi le palme tendo…” come dice il Foscolo, scusate se mi intrometto in faccende che non mi toccano materialmente; mi piace, però, utilizzare il sito per esternare ciò che penso e soprattutto sento: mi auguro che il nuovo sindaco sia ponzese.
Ponzese che sappia cogliere la vera essenza di Ponza, prenda su di sé il fardello dei tanti problemi, ma soprattutto sappia ascoltare.
Per fare questo non può non stare costantemente in mezzo alla gente; non deve, cioè, arroccarsi nella città turrita o considerare i cittadini “figli e figliastri” in base a considerazioni personali.
Il sindaco deve capire e tener conto delle peculiarità locali e deve essere speculare come i faraglioni che si riflettono nell’acqua chiara. Deve sapere dirigere la barca in ogni tempo, soprattutto durante le procelle.
Forse dico banalità, cose ovvie; ma Ponza deve essere gestita da un ponzese soprattutto di cuore, non da un podestà (di medioevale memoria).
Mi auguro, altresì, che tutti i comitati, associazioni e quant’altro che di norma, prima della competizione elettorale sorgono come funghi in un bosco, finita questa, non si sciolgano come neve al sole o come le nuvolette bianche in chiaro cielo (Saba) – cosa che, ahimè, purtroppo accade quasi sempre – ma rimangano per dare supporto, anche con le critiche, a colui che si assume il gravoso onere, perché può anche essere deleterio (per ovvi motivi) demandare tutto a uno solo, o a pochi.

Buona e sana competizione!

1 commento per Cuore ponzese

  • Luisa Guarino

    Anche io come te, caro Pasquale, mi auguro che il nuovo sindaco sia ponzese: non per campanilismo, né per sostenere un isolano generico, ma perché credo nel ponzese che si candida. Ha già ricoperto questo ruolo, è di specchiata onestà, e nelle amministrative del 2012 non è stato eletto per un soffio, per via di certi “giochetti” dell’ultim’ora nel seggio di Santa Maria. Lo sappiamo bene, e a circa un mese e mezzo dalle elezioni è inutile nascondersi dietro un dito. Perché mai cambiare? si chiederà qualcuno. Vista dal di fuori, in tv e sui giornali, Ponza sembra un luogo magnifico, in pieno risveglio, dove tutto funziona perfettamente. Però solo chi ne respira l’atmosfera da vicino e dal di dentro sa “di che lagrime grondi e di che sangue”: naturalmente l’immagine è forte, tratta da I Sepolcri di quel Foscolo che anche tu ami citare. Ma il concetto è semplice: l’apparenza inganna.
    Parli di comitati, associazioni e così via. Ponzaracconta è stata tirata in ballo inopportunamente molte volte, ora come associazione ora come sito, peraltro come se tali realtà coincidessero: cosa che non è. Come ha spiegato bene anche Enzo Di Fazio, alcune persone, a titolo personale, hanno deciso di scendere in campo. Buon per loro, e buon per Ponza speriamo, se il loro progetto andrà in porto. In quanto al nostro sito, esso continuerà a svolgere il ruolo che ha ricoperto in questi sei anni, affiancando, criticando, sollecitando, ogni volta che sarà necessario, l’Amministrazione che uscirà dalle urne l’11 giugno.

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