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Epicrisi del 23 aprile. (120). Siamo prossimi alla festa della Liberazione

di Sandro Vitiello

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Che dire?
Settantadue anni fa l’Italia usciva fuori dall’incubo della seconda guerra mondiale e il ventennio fascista si chiudeva a Giulino di Mezzegra.
In quei giorni, più che combattere gli ultimi focolai di resistenza nazi-fascista, in tanti combattevano una personale battaglia nel tentativo di cucirsi addosso una nuova camicia che non avesse il colore nero.
Alcuni, previdenti, lo avevano fatto dopo il venticinque luglio del ’43 quando Mussolini, destituito ed arrestato, venne sostituito da Badoglio alla guida del governo.

Mario Magri e Rita Parisi

Prima tutti fascisti e poi tutti antifascisti?
Sarebbe semplicistico affermare ciò.
La storia moderna dell’Italia nasce anche e soprattutto grazie al sacrificio di quanti non ebbero mai dubbi sulla natura totalitaria del fascismo. Molti di loro pagarono con la vita o con immani sofferenze la scelta di stare dalla parte del diritto e della libertà.
Ponza è stata di fatto partecipe della vicenda politica che ha attraversato il nostro paese dagli anni venti alla fine della guerra.
La storia di tanti nostri concittadini è legata ai tanti antifascisti che erano al confino sulla nostra isola.
Sarebbe ora che le istituzioni locali si facessero carico di un progetto organico per la salvaguardia e valorizzazione di quel nostro particolare periodo storico.
L’attualità dell’antifascismo rimane nella lezione di quanti hanno sacrificato la loro esistenza in nome di quegli ideali.

Veniamo alla nostra quotidianità.
Tra meno di due mesi Ponza avrà un nuovo sindaco e una nuova amministrazione.
Ferraiuolo ha deciso di sfidare Vigorelli e intorno a lui si sono coalizzati gran parte dei comitati ed associazione che hanno animato il dibattito intorno alle problematiche della nostra isola in questi anni. Ne scrivono Vincenzo Ambrosino (leggi), Luisa Guarino (leggi) e Biagio Vitiello (leggi).


Oppure tra meno di due mesi Ponza avrà ancora lo stesso sindaco – Vigorelli – e la stessa amministrazione, perchè da Facebook sappiamo che Vigorelli ha confermato quasi tutti gli esponenti in scadenza di mandato.
Intanto Ferraiuolo – consigliere comunale di minoranza – fa sapere a Vigorelli che lui il suo bilancio non glielo vota, e tanto basta (leggi).
Dalle voci che sono girate e dalla Rassegna Stampa (leggi) abbiamo saputo che in Consiglio Comunale il sindaco ha cazziato Sergio d’Arco – l’altro consigliere di minoranza – e siccome le parole non erano proprio da collegio delle Orsoline, D’Arco si è incazzato e l’ha denunciato.
Secondo me da qui all’undici giugno ne vedremo volare parecchie di parole!
L’importante è che si rimanga alle parole.

E’ stata una settimana triste per quanto riguarda gli addii.
Sette giorni fa ci ha lasciato Pierino Coppa (leggi).
Apparteneva a quel mondo ponzese un po’ border line al quale non abbiamo mai fatto del male.
In altri luoghi i comportamenti eccentrici vengono guardati male e casomai sanzionati. A Ponza nessuno si è mai scandalizzato di Pierino che faceva il bagno fuori stagione.
Ci ha lasciato pure Veruccio ‘i Mennella (leggi). Zi’ Veruccio ci apparteneva: era il marito di mia cugina Amalia.
Che dire poi della morte della signora rumena a Cala Fonte?
Ne abbiamo scritto (leggi).

Ci fa piacere leggere lo scritto di Tano Pirrone (leggi) dedicato all’isola di Lampedusa proprio nei giorni in cui la sindaca di quell’isola riceve un importante riconoscimento dall’Unesco: quello della Pace.
A proposito; non c’è pace tra le corriere.


Da maggio sulla nostra isola il servizio di trasporto pubblico sarà gestito da una società esterna all’isola.
Fine della dinastia “Pilato”? Ne parla Monia Sciarra (leggi).
Due considerazioni.
Sono più di quaranta anni che il servizio pullman sulla nostra isola è gestito ininterrottamente da Pilato. Prima con Luigi Nuziale e poi da solo. Nel bene o nel male non ci ha mai lasciato a piedi.
Quelli come me ricordano i tempi di Benedetto Fricano e le tante volte che si perdeva il traghetto perchè il pullman si guastava o peggio ancora era finito in qualche fosso.
Ricordo che quando arrivò al capolinea la gestione Fricano da Le Forna si partì molto agguerriti e si fece una importante manifestazione sotto il municipio.
Da lì a poco il sindaco Sandolo venne mandato a casa.

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