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Verso il voto…

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di Luisa Guarino

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È da circa una settimana che sul sito non si alza più una voce, non si spende più una parola, per affrontare l’argomento che in questo periodo sta più a cuore, o almeno dovrebbe stare più a cuore, a tutti i ponzesi: le prossime elezioni amministrative che si terranno domenica 11 giugno.
Da quando Vincenzo Ambrosimo ha parlato della campagna elettorale e della sua importanza (leggi qui) nessuno si è fatto più sentire, per rendere noti non tanto i nomi dei candidati (due nomi ci sono: Vigorelli e Ferraiuolo, sebbene il secondo non abbia avuto ancora il crisma dell’ufficialità), quanto dei componenti dell’Altra Lista.

Non frequento per mia deliberata scelta i social, ma immagino che lì lo scambio di notizie e commenti imperversi, vivace e magari anche acceso, nello stile che contraddistingue tale genere di comunicazione. Ma su Ponzaracconta non arriva neanche l’eco più lontana di quel mondo.
Non so se considerarlo un elemento negativo o positivo.
Sui social qualunque affermazione e il suo contrario sembrano autoaffermarsi nel momento stesso che vengono postati: argomenti seri o faceti, affrontati con cognizione di causa o buttati lì tanto per fare ’mmuina. Tutto va bene. Anzi, più si fa ’mmuina e meglio è.

Scrivere su Ponzaracconta è un’altra cosa. Serve forse maggiore responsabilità, più ponderazione, meno improvvisazione…
È per questo che nessuno, a meno di sessanta giorni da quella data fatidica, vuole affrontare l’argomento?
Stanno, stiamo, tutti sulla difensiva a rimuginare su come uscire vivi da un confronto che, nonostante la superficie apparentemente calma, in realtà sotto bolle e ribolle.
Non voglio neanche pensare infatti che, chiamati a esprimere la loro volontà, la maggior parte dei ponzesi faccia spallucce e pensi solo ai mesi che l’aspettano, per l’attesa mèsse estiva, che ahimè anno dopo anno si fa sempre meno ricca e più problematica.

Magari la campagna elettorale non serve, perché ognuno ha già ben chiaro dentro di sé a chi dare il proprio voto. E del resto gli elettori, disincantati da anni di promesse – e questo vale da un capo all’altro della Penisola, grandi e piccole isole comprese – non hanno più voglia di ascoltare qualcuno che prima parla parla… e poi fa il contrario, o non fa proprio niente.
Ma pensiamo che con il voto diamo una delega in bianco a qualcuno che deve rappresentarci: che deve rappresentare le nostre esigenze, le aspettative, le speranze. Negli ultimi decenni abbiamo fatto esperienze diverse: sindaci isolani, commissari, sindaco “forastiero”: dovremmo essere capaci di saper scegliere, di saper superare gli interessi personali, per il bene della comunità. Guardiamoci negli occhi e cerchiamo di riconoscerci.

P. S. – Proprio pochi minuti prima dell’inoltro di questo scritto per la pubblicazione, Vincenzo Ambrosino ha inviato un altro suo intervento. Ne prendiamo atto e lo riteniamo come sempre utile, ma ciò nulla toglie alla carenza di dibattito sul sito in merito alle prossime elezioni.


Nota –  Sempre dalla serie “Mestieri pericolosi” proposta dalla Redazione, le tre immagini che corredano l’articolo. Da Sabastiao Salgado, un reportage sugli spegnitori dei pozzi di petrolio in fiamme nel Kuwait dopo la guerra del 1991 (dal libro fotografico di Lélia Wanick Salgado e Sebastião Salgado: “Kuwait, a desert on fire”; Taschen ed., 2016)

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