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Nino Picicco con noi. La tammurriata “Aret’u curreduro”

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di Francesco De Luca

 

Ci chiamò Assunta Scarpati, assessore alla cultura nell’Amministrazione Balzano: Ponza era stata invitata al programma Uno Mattina. Bisognava presentare delle chicche culturali dell’isola.

Avevo scritto Aret’u curreduro come una tammurriata perché i versi dovevano seguire il ritmo del tamburo. Nino suggerì di utilizzare il grande tamburo del ‘dragon boat’, al ritmo del quale aveva gareggiato e vinto la squadra femminile.

Stava depositato in un angolo. Fu preso e Nino si prestò a batterlo per dare a me il tempo.

Insieme a tutta la truppa ponzese si andò a Roma La nostra performance ad ‘Uno mattina’ fu apprezzata. Ricordo che noi due (Nino e io) vestiti con giacca e cravatta fummo invitati dall’assistente di studio a rimanere in camicia, aperta al collo, come due cantori popolari. L’ho rivisto, quel filmato, pochi giorni fa su Facebook!

– Ma… chella Giovanna coscialonga… chi è ? ” – chiede Nino.
– Nessuna – rispondo – è una figura immaginata ”.
– Sì sì, tu… zittu zitto, serio serio, ’uarde tutte cose ”.
– Ma no, Ni’ – ribatto – m’è venuta accussì”.
– Sarrà… – dice Nino – ie ’a canosco ’na Giovanna accussì”
– Aaah… allora si’ tu ca faie ’u scemo pe’ nun ghì a’ ’uerra”.

E così fra un batti e ribatti passammo il pomeriggio.

La tammurriata per il vostro piacere è qui sotto.

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