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Lavori in corso per L’Altra Lista (3)

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di Vincenzo Ambrosino

 

Cronaca differita di una riunione ponzese.
La democrazia, si dice, è partecipazione, è coinvolgimento, è partire dal basso… e con questo spirito, penso, molti  ponzesi partecipano alle riunioni aperte, dove tutti possono prendere la parola e dire la loro.

Così sabato sera è andata in scena “la democrazia ponzese”!.
Nella sala parrocchiale si è tenuta  la riunione che avevamo preannunciato per “cominciare a capire… come iniziare a pensare…. per avviarsi ad elaborare… nell’abbozzare un progetto… per  finalmente mettere la prima pietra dell’Altra Lista.”

Ha aperto i “lavori” l’ingegnere Aprea (l’unico nome che faccio in questa cronaca) che come Presidente del Comitato Samip  ha “rotto il ghiaccio” ricordando tematiche fondamentali: il Porto Turistico e il dissalatore da costruire a Cala dell’Acqua.
In effetti sembra di aver capito che se per il Porto Turistico c’è ancora molto da discutere, per il dissalatore “l’unica cosa da dissalare sono le bollette!”.

Dopo l’introduzione dell’ingegnere si è aperto il dibattito che ha visto la partecipazione di molti cittadini a riprova che “il momento è topico”.
Infatti dopo un po’ di “melina” sulle tematiche porto e dissalatore un uomo con i capelli bianchi si è alzato e con voce emozionata ha detto di smetterla e di parlare di cose più importanti: “Scegliere il capolista per battere Vigorelli”.
– “E parli proprio tu” – si è imposta perentoria una voce femminile.

C’è stato un po’ di disorientamento tra i moderati nella assemblea ma poi tra l’uomo dai capelli bianchi e la donna c’è stato un chiarimento e la discussione ha preso la piega giusta: discutere di chi doveva guidare l’ Altra Lista.

C’è stato poi l’intervento di un cittadino della contrada di Calacaparra che, come da sue caratteristiche culturali, ha cominciato a fare un excursus storico-politico ricordando le vicissitudini amministrative del passato per poi tentare di arrivare alle conclusioni e quindi alle sue proposte in merito alla coalizione e a chi la doveva guidare.
Non ha avuto la possibilità di “cacciare dal suo cilindro la formula magica” e al grido di “spia Vigorelliana” è stato azzittito.

Ci siamo chiesti se c’era una presidenza che governava quell’assemblea popolare, democratica e coinvolgente.
Ci hanno risposto che la presidenza c’era ma l’assemblea rimaneva anarchica.

In questo clima di democrazia ponzese si sono resi disponibili due candidati una Donna e un Uomo. Ma poi nel corso del dibattito c’è stata anche la disponibilità di un Terzo candidato.

Sulle candidature presentate si accendevano qua e là grandi e piccole scaramucce difficili da riassumere; volendo tentare di trovare tra di essi un minimo comune multiplo possiamo dire che vedevano a confronto due visioni della futura guida dell’Altra Lista: cercare un Nome Nuovo per rinnovare la vita a Ponza, oppure non rischiare e rimanere fedeli alla Tradizione.

È da dire che nessuno dei candidati in corsa ha avuto modo di spiegare le sue idee di  governo, quindi le opposte critiche delle fazioni rivali erano basate essenzialmente su pregiudizi di natura personalistica.

Per stroncare la fazione “Nome Nuovo” alcuni (rappresentanti dei “poteri forti”) hanno scelto l’appellativo di “comunista” e per paura che non bastasse gli hanno aggiunto anche il termine  “ambientalista” e per non farsi mancare niente nel dispregio del Nuovo, hanno aggiunto l’appellativo “verde!”
Al contrario per stroncare la fazione “Tradizione” – all’altra fazione – è bastato ricordare il passato recente e trarne le conseguenze.

Un uomo dalla voce sicura e calda si è alzato dall’assemblea e ha pronunciato parole diverse: “Ma qui mancano i giovani”
A quelle parole tutti si sono rivoltati a 360 gradi ed effettivamente in quella assemblea non c’erano i giovani.

Certo andare in una assemblea è chiedersi  “dove sono i giovani” e un po’ sconcertante, comunque a quel punto è intervenuto un ragazzo – che tanto ‘ragazzo’ non è – comunque a nome dei giovani ha detto: “amici, i giovani ci sono ma a questi non vengono dati gli spazi giusti, comunque una cosa è vera: senza giovani, che dovrebbero essere il futuro, non si va da nessuna parte. Questa isola è vecchia per cui è da svecchiare!”

Quindi nell’assemblea, in maniera molto estemporanea – per cui democratica – oltre al dilemma che ha visto confrontarsi Il Nuovo alla Tradizione, si è dispiegato un altro dilemma: dove sono i Giovani!?

Qualcun altro a questo punto si è avventurato a proporre un altro nome che sta a cavallo tra la Tradizione e la Gioventù ma sembra che il personaggio invocato non sia stato neanche contattato, per cui la proposta è rimasta sospesa nel nulla.

Un cittadino in modo ironico ha invocato: “Aridatece er Peppone” (citazione di “Aridatece er Puzzone”? Chissa!) invocando il ritorno a tempi andati quando c’erano Capipopolo dominanti e Partiti Politici.
E tra questi dilemmi e invocazioni, un amico pittoresco, in modo allegro distraeva l’assemblea liberando il suo inconfondibile “DRU  DRU”.

Una Signora usando un buon italiano e un tono assolutamente autorevole implorava i partecipanti ad essere più responsabili e in effetti lasciava a tutti la giusta riflessione da fare: “Bisogna assolutamente fermare questa amministrazione, per cui bisogna trovare la quadra tra tutto quello che abbiamo detto, ci vuole un personalità che colleghi: Nuovo – Giovane e Tradizione.”

Mentre il “popolo dell’Altra Lista” lasciava la sala parrocchiale qualcuno ancora commentava: “Se si permettono di portare avanti quel Nome io con l’altro candidato faccio la Terza Lista”.
Un amico mi ha detto che sentendo quelle parole  “scissioniste”, si è ricordato di quando la domenica mattina passando sul piazzale della chiesa, prima della messa delle 11, i bambini giocavano:

“Oh che bel castello marcondiro ndiro ndello,
oh che bel castello marcondiro ndiro ndà”
“Il mio è ancora più bello marcondiro ndiro ndello,
il mio è ancora più bello marcondiro ndiro ndà”.
“E noi lo ruberemo marcondiro ndiro ndello,
e noi lo ruberemo marcondiro ndiro ndà”.
“E noi lo rifaremo marcondiro ndiro ndello,
e noi lo rifaremo marcondiro ndiro ndà”.

La cronaca differita finisce qui. Il popolo dell’Altra Lista si è dato appuntamento a sabato prossimo e sicuramente  i partecipanti avranno una settimana per chiarirsi le idee e rispondere a questa domanda: “Quest’isola non ha giovani, ma è vecchia e da svecchiare! Con chi? Con il Nuovo o con la Tradizione?

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