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Per carnevale mi vesto da Sindaco

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di Vincenzo Ambrosino

 

Sono stato invitato ad una festa in maschera ma a due ore dell’evento non avevo ancora una maschera; improvvisamente mi viene l’idea: “Mi vesto da Sindaco!”.

Perché mi è venuta questa idea? Non lo so, ma ogni “riferimento a fatti e eventi del momento è puramente casuale”.

Ho comprato della carta adesiva, ho tagliato una striscia bianca, una verde e l’altra rossa, le ho messe insieme e ho prodotto la fascia del Sindaco. Poi ho aggiunto alla fascia dei vezzi intimi, tipo: un gufo e dei piccoli “cornetti” contro, appunto, i gufi iettatori. Ho preso dall’armadio una giacca, ho cercato la camicia più ignorante che avevo e la cravatta più smargiassa e in pochi minuti sono diventato Sindaco per carnevale.

Mi sono vestito e ho aggiunto al tutto degli occhiali “periscopici” che dovevano dare “più carisma e sintomatico mistero”;  dopo la vestizione sono uscito alla volta della festa.

E’ ovvio – era sottinteso nella scelta del ruolo (casuale) – che appena arrivato sul posto, le mascherine mi sono venute incontro e con un sorriso maliziosamente rispettoso mi hanno salutato: “Buonasera Signor Sindaco!”.

Il Sindaco ha cominciato a recitare la sua parte e tutti rispondevano come si deve.
Il Sindaco ha individuato tra la folla un Boss, un “carico da novanta”, vestito anni sessanta con giacca e cravatta scuri, cappello e grande sigaro in bocca; si è avvicinato al tipo e gli ha detto: “Amico sei una bella figura!”.
E il Boss: “Mai come la tua Signor Sindaco”.
Sono bastate queste parole che per tutta la serata i due sono diventati una coppia; anche se bevevano o mangiavano a distanza, anche se ballavano con persone diverse, il loro era un “minuetto armonico”; recitazione perfetta di due maschere del potere reale che quando s’incontrano è impossibile che si tradiscano.

Si è ballato molto: il Sindaco ha onorato con la sua presenza i vari balli, si è messo in gioco, ha scherzato: un Sindaco dopo tutto deve essere un istrione, deve saper danzare e se non lo sa fare deve comunque dimostrare di saper sbagliare con professionalità, con stile. Il Sindaco deve avere uno stile inconfondibile! E poi l’arte del Sindaco è essere un ottimo conferenziere, tra l’altro democratico, per cui con classe e discrezione  – tra un piatto di lasagne e un bicchiere di aranciata, tra un panino e una birra,  tra un rustico e un bicchiere di vino, tra un dolce e un bicchier di champagne – ha fatto visita a tutti i crocicchi mascherati.

Una topolina, scherzosamente dice al Sindaco:
Topolina: “Sindaco perché indossa quegli occhiali?”.
Sindaco: “Questi occhiali mi consentono di vedere quello che altri non possono vedere”.
Topolina: “Ma non  è vero, Lei mi vuol far credere che legge nei pensieri della gente?”
Sindaco: “Non ci credi Minny, ti chiami Minny non è vero? Guarda quello vestito da medico… Che sta pensando secondo te?”. 
Topolina: “Sta mangiando Sindaco e anche con appetito, si muove sulle gambe a ritmo di musica, sorride. Questo è quello che vedo!”.
Sindaco: “Ecco la differenza dall’avere questi occhiali; io invece so anche quello che pensa… In questo momento pensa alle gambe di quella infermiera che gli sta davanti, lo vedi lui balla al ritmo della musica, lui mastica con gusto, ma i suoi pensieri sono deliziati dal piacere di quelle belle gambe. Un Sindaco deve sapere sempre prima quello che veramente desiderano i suoi compaesani”.

Parte la quadriglia. La quadriglia è un ballo a coppie, si parte scegliendo un compagno o una compagna ma poi nel corso del ballo, c’è lo scambio di coppie, un continuo scambio di coppie. E’ un ballo molto divertente, coinvolgente, anche perché ogni scambio di coppie può portare all’eliminazione o di una dama o di un cavaliere. C’è un governatore della quadriglia che esce ed entra a suo piacimento dal ballo ed elimina una volta un uomo e un’altra una donna.

Il Sindaco si è difeso fino alla fine quando sono rimaste solo tre coppie: il Sindaco, il Boss e il Corsaro.
Devo dire che il Sindaco era convinto che vincesse lui, dopotutto c’era un patto con il Boss e il Corsaro era suo figlio, ma è successo una cosa incredibile: in uno scambio di coppie il Sindaco tentava di competere con il Corsaro per una dama bionda e il Corsaro senza pietà mostrando tutta la sua agilità ha detto al Sindaco: “Largo ai giovani, nonnetto vatti a sedere!”

Poi c’è stata la foto ricordo per Facebook. Ritualmente tutto il gruppo si è riunito dietro al Sindaco e al Boss e gioiosi hanno sorriso per immortalare il momento.

Subito dopo la pubblicazione su facebook immediatamente sono scattati i commenti. Un amico probabilmente già in pigiama da casa sua ha scritto: “ma è una carnevalata!” .
Voglio ringraziare questo amico che ci ha rivelato questa grande verità!
Qualcun altro ha scritto: “Finalmente si mette in gioco”.
A quest’altro amico rispondo: “Infatti a carnevale ogni gioco vale!”

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