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Epicrisi 110. Terremoti, persone e personaggi

di Sandro Russo
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Settimana “terremotata” per vari aspetti, da quanto si desume dall’analisi degli articoli usciti sul Sito.

Ha cominciato (o meglio “ha finito”, speriamo!) Martina raccontando del terremoto a Ponza [2], di come lo ha vissuto la gente, al di là degli approfondimenti ‘tecnici’ pubblicati la settimana scorsa.
Come finisce? Che ci deve pensare San Silverio, come al solito!

Anche terremoti finanziari [3] in arrivo, secondo Vincenzo Pagano, che dall’America fa un’analisi della situazione dell’economia aggiornata all’epoca Trump. E anche per questo possiamo delegare a San Silverio (american branch), tanto è al difuori delle nostre possibilità interferire con certi processi, finanziari o politici, che letteralmente ‘ci passano sopra’.

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Uno pensa… Certo queste cose – i terremoti, la finanza – sono troppo grosse per poter sperare di modificarle, dal nostro piccolo..! Ma ecco che Domenico Musco ci dimostra con una storiella esemplare – quasi una parabola – che anche quel che è sotto i nostri occhi, che possiamo toccare con meno – come i mosaici e i marmi di una villa romana antica [5] – ci sono espropriati dalla burocrazia e da incomprensibili “motivi di ordine superiore”. Giusta la conclusione (e il titolo): Un sorriso, pur se amaro, ci sta tutto! 

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Allora da che parte ci possiamo volgere se tutto ci è precluso, se tutto ci sovrasta e ci annichilisce, senza che possiamo farci niente?

Evadiamo nel sogno? E’ una possibilità: Ponza è sempre bella (1) [7] e “da turisti” (2) [8] ci si vive moolto bene, che la si racconti per iscritto, in foto o in video [9].
Solo, è rischioso far intendere di saperla lunga sull’isola [10]… Si può incappare nel Grande Inquisitore, Enzo Torquemada, che con poche domande di diabolica astuzia scopre ogni nequizia e inganno.

Ci buttiamo sulla nostalgia? In fondo, che c’è di male? [11] Lo facciamo da anni – T’arricuòrde comm’era bella Ponza ’i ’na vota? – ed è molto appagante, tranne che per un’inezia: ci preclude ogni possibilità di evoluzione, di cambiamento
Ma forse sono troppo severo… forse da questo sentimento [12] può nascere anche la riaffermazione di un modo più consapevole di vivere (o di tornare) adesso, a Ponza…

Cediamo alla disperazione? Quella non ci lascia mai, se ripensiamo al passato [13] e a quello che follemente ci stiamo apparecchiando per il futuro: personaggi agli onori delle cronache e ai posti di comando, fatti recenti, armamentario ideologico…

O cerchiamo di capire? E’ il nostro impegno primario, quello di tenere gli occhi aperti [14], di combattere [15] per quanto è possibile, non perdendo di vista l’umanità.

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Allora apriamo il cuore alla speranza [17], all’amore? Sono sei anni [18] che lo facciamo, che raccontiamo di Ponza e del mondo e delle tante facce dell’amore… [19]

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E veniamo ai personaggi [21]… Ma soprattutto, come si diventa “personaggi”?
Perché quasi tutti noi siamo “persone”; lo sono quelli che incontriamo per strada, che hanno i loro pregi e difetti, i momenti tristi e quelli allegri…

I personaggi invece hanno privilegiato un lato del loro carattere (o più di uno) e lo hanno assunto a cliché. C’è quel famoso generale che vince tutte le battaglie (…e perde tutte le guerre!). Quello dello scontro muscolare – ‘maschio’, si diceva una volta -; senza dubbi e senza paure… Che ha sempre ragione lui!

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Ce n’è anche di quelli ossessionati dai gufi e dagli avvoltoi; e dalle volpi in pellicceria… Quando non si tratta di sciacallagoste: le peggiori!

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Un personaggio emerge in trasparenza da uno degli ultimi articoli che abbiamo pubblicato sulla vexata questio della sentenza del Tar sul dissalatore [24], oltre che in molte notizie riportate in Rassegna Stampa [25]negli ultimi giorni… Quello che il nemico se lo mangia a colazion, con la panna e col cialdon..!

Avrete già capito di chi parlo… Di Napoleòn naturalmente, nella caratterizzazione di Renato Rascel… Chi può dimenticarla?

“Buonasera con…” era un programma televisivo trasmesso dalla Rete 2 della RAI. Dal 6 novembre all’8 dicembre 1978 l’ospite-protagonista è stato Renato Rascel. Da quella trasmissione è tratto questo famoso sketch: Napoleon. Qui ripreso da YouTube:

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