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Il sindaco, l’architetto e lo sciacallagosta

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la Redazione

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Abbiamo inserito in Rassegna Stampa un articolo che il portale di informazione h24notizie.com ha pubblicato oggi, alle 14.35, collegato all’abuso edilizio commesso dal sindaco Vigorelli (leggi qui).

Gli organi di stampa se ne sono occupati nel dicembre 2016 [leggi qui, su h24notizie.com, in Rassegna Stampa 55 (aggiornamento serale del 28 novembre) e anche qui: Diciotto, un numero su cui puntare].

Giova ricordare i punti salienti della vicenda:

– Vigorelli, non ancora sindaco di Ponza, esegue lavori alla propria abitazione in via Umberto;
– dal maggio 2012, data della sua elezione, Vigorelli intraprende una strenua battaglia a favore della legalità colpendo persino il parroco, reo di aver inserito un portone nuovo all’ingresso della chiesa, più ampio del precedente di 10 centimetri;
– il 22.09.2015 l’Area Vigilanza urbanistico Edilizia e contrasto all’abusivismo della Regione Lazio riceve una segnalazione di abusi commessi da Vigorelli e richiede al Comune di Ponza chiarimenti; l’Ufficio Tecnico Urbanistico del Comune di Ponza risponde alla richiesta della Regione Lazio il 05.08.2016;
– il 26.09.2016 la Regione richiede un ulteriore approfondimento. L’Ufficio Tecnico esegue il sopralluogo il 17.11.2016, constata l’abuso e, il 24 dello stesso mese, commina la sanzione, che molti hanno ritenuto estremamente benevola nei confronti del sindaco-imputato;
– il 6 dicembre 2016 il consigliere d’opposizione Sergio D’Arco fa richiesta di accesso agli atti; il 24 gennaio, non avendo ricevuto alcuna risposta, D’Arco diffida il Comune ad ottemperare aggiungendo che, in caso contrario, presenterà un esposto all’autorità giudiziaria;
– il giorno successivo l’architetto Roberto Giocondi, dirigente dell’Ufficio, fornisce la documentazione richiesta da D’Arco. Aggiunge un comunicato in cui qualifica come “spiacevole forma di relazione con questo Ufficio” la procedura seguita da D’Arco; Giocondi aggiunge di essere stato in malattia dal 22 dicembre 2016 al 19 gennaio 2017.

Questi i fatti, questa la cronologia.
Il cittadino comune è disorientato, non riesce a decidere se D’Arco sia un cittadino-amministratore i cui diritti sono stati calpestati oppure uno spregiudicato politico che utilizza in maniera strumentale persino le assenze per malattie, una sorta di animale mitologico metà sciacallo e metà aragosta. Il cittadino comune va al sito del Comune di Ponza che lo rimanda al sito della Pubblica Amministrazione e legge che “Il dirigente di ogni ufficio deve provvedere ad assegnare i vari provvedimenti tra sé e gli altri componenti della propria unità lavorativa. In mancanza di indicazione specifica, l’assegnatario resta il dirigente d’ufficio.” Ovvero: l’architetto Giocondi aveva tutto il diritto di ammalarsi, ma anche di fruire di un periodo di ferie oppure di un congedo matrimoniale; nel frattempo, però, non è che chiude bottega. L’architetto Giocondi aveva l’obbligo, in qualità di dirigente, di nominare il responsabile del procedimento amministrativo e di comunicarlo al richiedente; avrebbe dovuto farlo tra il 6 dicembre – data di presentazione dell’istanza- e il 22: non sembra un lasso di tempo troppo striminzito.

All’architetto Giocondi, nella sua qualità di malato, non si può che augurare pronta guarigione e il recupero di tutte le energie che un mese prima, a novembre, gli hanno permesso di aprire e chiudere il procedimento a carico di Vigorelli in soli sette giorni.
All’architetto Giocondi, nella sua qualità di dirigente dell’Ufficio Tecnico, si deve richiedere l’osservanza delle norme in vigore nella Pubblica Amministrazione e l’adempimento ai suoi doveri; e ricordare che tali norme prevedono, in caso di mancata risposta entro trenta giorni lavorativi, la segnalazione all’ANAC (autorità anti-corruzione) e il ricorso al Tar. La cui sentenza, ovviamente, sarà narrata come l’ennesimo, straordinario successo del Comune.

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