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Che male c’è, che c’è di male?

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di Luisa Guarino

 

“Non c’è niente di male nel provare nostalgia”: non lo dico io (che potrei anche farlo) ma Danny Boyle, regista di “Trainspotting 2”, parlando del secondo capitolo del film di culto appena uscito a distanza di vent’anni. In un’intervista un giornalista gli ha chiesto se non avesse il timore che nel film prevalesse troppo la nostalgia, e Boyle ha risposto: “La nostalgia c’è e riguarda tutti. Anzi, spero che il pubblico rimanga toccato proprio da questo aspetto, non solo pensando al film originale ma tentando di ripensare al proprio passato”.

Se questo vale per “Trainspotting” vale anche per noi, ho pensato, riflettendo sul commento che il nostro Sandro Russo ha scritto al pezzo di Franco De Luca “Scalinatelle” (leggi qui), già ampiamente commentato. Sandro ha notato una sorta di rigurgito di nostalgia che lo preoccupa, perché parrebbe rapppresentare ai suoi occhi una pericolosa involuzione.

Per darci la sveglia ricorda che una situazione analoga si è verificata quattro anni fa [Elogio della Nostalgia (1) ed Elogio della Nostalgia (2)].
Sarà la recrudescenza di un’epidemia? mi sono chiesta: però a pensarci bene non mi sembra tanto grave. La nostalgia è una componente della nostra vita, purché naturalmente non diventi un “piacere” solipsistico che non ci sappia far guardare avanti. Ma non credo che a Ponzaracconta corriamo questo rischio, nonostante talvolta qualcuno indugi e indulga un po’ più del dovuto.

Perciò mi sento di dire, prendendo in prestito le parole di un artista come Pino Daniele, pietra miliare della nostra musica e della nostra vita: “Che male c’è, che c’è di male?”. Nostalgia insomma, può anche essere bello.

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