Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

i-10 v7-19 corrida10 scansione0002 a-monte Forme multicolore di spugne incrostanti

Sono una goccia di pioggia…

Condividi questo articolo

di Silverio Guarino

 

Ciao!
Sono una goccia di pioggia… e sto per cadere sull’amato scoglio. Questo percorso l’ho fatto migliaia e migliaia di volte, quello di evaporare dai mari e di ricadere sulla terra. Sull’amato scoglio erano tanti anni che non mi capitava di farlo.

Certo, ho dei ricordi meravigliosi, quando arrivavo a Ponza, cadendo insieme a tante altre mie compagne di viaggio, ci ritrovavamo su quei tetti a cupola rigorosamente puliti e imbiancati; con la pendenza ci spingevamo in un condotto che ci portava gioiose e frizzantine fino dentro la “piscina”. Ogni casa a Ponza aveva la sua “piscina”

Lì mi univo insieme a tutte quelle altre gocce che mi avevano preceduto ed insieme costituivamo la riserva d’acqua per tutte le stagioni.

Il caro vecchio “capitone” provvedeva a smaltire quella modesta microfauna che poteva convivere sulla superficie e sul fondale della “piscina”; il tutto in un sovrano fresco silenzio rotto solo dall’ingresso del secchio che veniva calato dall’alto per raccogliere l’acqua necessaria. Era anche il luogo dove si tenevano in fresco i cocomeri, prima di essere gustati (e prima che esistessero i frigoriferi).

Acqua potabile, fresca, e gratuita.

Adesso che sto per arrivare sull’isola, vengo a sapere che il mio destino è cambiato: scivolerò sulle case e per le strade per arrivare direttamente al mare; nessuno mi potrà usare subito perché non riuscirei a trovare una “piscina” in cui possa dirigermi.

E andrò direttamente nel mare da dove, con un meccanismo artificioso e artificiale, altamente inquinante, rumoroso, antiestetico e costoso i cervelli umani si impegneranno a separarmi per ritornare a terra, per poi essere usata.

A volte questi umani non li capisco. Era tutto così semplice. Il ciclo dell’acqua: pioggia, mare, evaporazione, nubi, pioggia etc. Poi lo stesso uomo, divenuto “avidus”, ha dismesso le “piscine” che sono diventate spazi dove alloggiare altri uomini che hanno una feroce necessità di lavarsi almeno una volta al giorno (d’estate due o tre volte) e l’acqua, non più conservata, non basta più.

Spero proprio che il vento non mi faccia cadere in questo strano luogo, dove i Romani e i loro successori avevano ben saputo custodire il bene immenso dell’acqua e che lo stesso vento possa spingermi verso qualche territorio che sia in grado di proteggermi e di usarmi al meglio.

Tanto, prima o poi, ritornerò.

 

Condividi questo articolo

1 commento per Sono una goccia di pioggia…

Devi essere collegato per poter inserire un commento.