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Un sorriso, pur se amaro, ci sta tutto!

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di Domenico Musco

 

È una  storia che risale a  circa 15 /20 anni fa. Si  svolge a Santa Maria. Erano in corso dei lavori commissionati dalla Provincia, si trattava di un allargamento e rifacimento di tutto il manto  stradale della strada Ponza – Le Forna.

L’impresa, dotata di un potente escavatore, allargava la curva della strada che si immetteva a Santa Maria poco avanti le prime abitazioni, per capirci prospicienti il terreno di Attilio Mazzella.

La ditta, dopo aver fatto la traccia delle fondazioni, finisce l’orario lavorativo e stacca. Abitando da quelle parti, nel tornare a casa vedo un amico, impresario edile, che tutto accucciato nello scavo “sembrava cercare maruzze”, attento a non perdersi neanche un particolare.
Incuriosito, vado anche io con altri due amici a vedere di cosa si stava impicciando; conoscendo il soggetto, penso che sicuramente sta facendo qualche severe critica ai lavori in corso.
Ma egli sembrò gradire  la nostra presenza e ci disse, con tono allarmato:
– Guardate, stanno rompendo tutti i mosaici e i pavimenti della villa romana!

Non ci restò altro da fare che emulare l’amico impresario e, anche noi accucciati ‘a cercare maruzze’, senza grandi conoscenze di  archeologia – si vedemmo, levando un po’ di terra,  delle lastre di marmo grigio e delle lastre di marmo rosse 40×40  da un lato e dall’altro tanti piccoli cubetti di travertino giallino a mosaico !

…Apriti cielo! Discussione accesa tra noi su cosa fare, uno degli amici più avanti con l’età ci consigliò di lasciar perdere perché qualunque denuncia avessimo fatto l’unico risultato che avremmo ottenuto sarebbe stato che fermavano i lavori e avremmo fatto il giro della panoramica per anni (…e non si sbagliava!)

Convenimmo su un primo punto condiviso ovvero che quel ritrovamento archeologico era davvero importante; così senza perdermi d’animo chiamai l’amico mio e di Ponza Leonardo Lombardi, geologo nonché esperto idraulico e archeologo che mi disse subito che il marmo rosso veniva sicuramente dall’Africa ed è certo che doveva essere una villa imperiale importante visto il pregio dei materiali impiegati.

Ci consigliò di avvisare il sindaco, visto che non ci sono abitazioni ed è solo terreno agricolo per di più quasi abbandonato… uno scavo era una cosa ottima per Ponza .

Il solito amico insisteva sempre di più di non far nulla e non credere ai sogni.
Ma il senso civico prevalse e chiamammo il sindaco il quale ci disse che lui poteva chiamare la responsabile archeologica e far fare a lei le valutazioni più opportune.
Fermati i lavori, dopo un paio di giorni arrivano gli esperti con il tecnico comunale per il sopralluogo.

Attilio era presente e chiese al responsabile dei lavori pubblici chi fossero  quelle persone.
Questi risponde che c’era qualcosa di Romano nello scavo fatto dalla ditta della provincia .
Attilio di rimando risponde: Ma che romano e romano! A Santa Maria ci sono stati sempre i Mazzella! i Romano stann ’ngopp ’u camp!

Gli esperti della regione dissero che non c’era niente di romano e che era tutto regolare.
L’amico impresario edile a quel punto decise di farsi sentire e alzando la voce disse ai tecnici che non capivano nulla e mostrò loro le foto che aveva fatto. Solo allora i tecnici capirono che i ritrovamenti erano in effetti mosaici romani.

I lavori furono fermati per più di un anno, poi, un giorno, misero un telo di tessuto non tessuto e fecero – sopra i mosaici – una bella colata di decine di metri cubi di cemento per mantenere la curva della strada…

A volte è meglio sorridere, voi cosa ne pensate?

 

 

Immagine di copertina. Particolare decorativo di mosaico pavimentale appartenente alla villa romana di Casignana (Reggio Calabria)

 

 

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