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v2-11 62 11 foto-antiche-1-1 250px-burkina_faso_orthographic_projection-svg_ Spugne, briozoi e astroides

Libero Magnoni Bosi. Un pittore stregato da Ponza

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di Giuseppe Mazzella
Libero.

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Il pittore Libero Magnoni Bosi, classe 1906, venne a Ponza la prima volta nell’estate del 1946. Ospite di mio padre Gennaro, di cui era amico e collega in Marina, restò folgorato dalla bellezza delle nostre isole.
Vi tornò dieci anni dopo e si fermò a Le Forna, ospite sempre di mio padre.
E fu allora che lo vidi per la prima volta, ma la sua persona era a me già abbondantemente nota per i continui ricordi di mio padre che ne esaltava non solo la perizia e bravura pittorica, ma anche la enciclopedica cultura.
In quella occasione lavorò intensamente all’acquarello, riproducendo le variegate rocce delle coste, angoli nascosti, scorci precipiti su un mare incontaminato e deserto. Il turismo, infatti, era ancora di là da venire e le nostre isole erano ancora terre del silenzio. Molti di quei lavori arricchirono la mostra che anni dopo il pittore tenne a Milano, dove ottenne uno strepitoso successo.

Magnoni. Mostra 1969

Libero, pur amando e frequentando assiduamente le Cinque Terre in Liguria, alle quali ha dedicato la sua produzione maggiore, ha per tutta la vita riservato un angolo del suo cuore alle nostre isole.
Vi tornò, infatti, in più occasioni, traendo ispirazione e lavorando a moltissimi quadri che in parte sono oggi custoditi in alcune case di ponzesi.

La spiaggia di cala Feola
Nel 1978, infatti, organizzai con mio fratello Silverio una mostra presso la sua foto-libreria “Al Brigantino”, che allora si trovava sulla scaletta di Mamozio. In una gita a Palmarola, tanto era il suo entusiasmo, che cominciò a disegnare in movimento, mentre in barca ci accostavamo all’isola.

Magnoni. Discesa a Calinferno

A Libero debbo non solo l’iniziazione alla pittura, nella cui disciplina manifestava una pazienza infinita anche verso la mia irrequieta indisciplina, ma una costante, affettuosa, paterna attenzione verso la mia formazione culturale.
A lui dobbiamo lavori che ripropongono il clima irripetibile e magico di Ponza degli anni cinquanta, e degli anni settanta e ottanta; a lui debbo le copertine della ristampa della Monografia di Giuseppe Tricoli e del Vocabolario formiano di Pasquale Mattej.
La sua scomparsa, avvenuta il 28 gennaio 2002 – per cui ricorre oggi il quindicesimo anniversario – ha lasciato un grande vuoto nel mio cuore ed ha privato Ponza di un artista stregato dalla sua bellezza.

Scorcio con cupola della chiesa

Staccionata su cala Feola

 

Su Libero Magnoni si può anche leggere sul sito un articolo di Claudia Polli Mazzulli del luglio 2012: Libero e Minatia

 

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1 commento per Libero Magnoni Bosi. Un pittore stregato da Ponza

  • Claudia Polla Mazzulli

    In occasione del quindicesimo anniversario della scomparsa di Libero Magnoni, mi unisco all’amico Giuseppe Mazzella per rendere un affettuoso omaggio alla memoria di un uomo dalle qualità davvero speciali.
    Diversa è stata l’amicizia che ha legato entrambi a Libero, ma simile almeno per determinati aspetti: tra loro c’era un legame antico pieno di incontri, esperienze e condivisioni familiari.
    La mia frequentazione con Libero, invece, è stata limitata al periodo in cui abbiamo condiviso il lavoro per 4 o 5 anni e, più sporadicamente, ad un periodo successivo.
    Ma credo che, per molti aspetti, abbiamo provato per Libero gli stessi sentimenti di rispetto e ammirazione per la sua poliedrica personalità.
    Anche per me Libero è stato un amico e un maestro al quale confidare dubbi e problematiche esistenziali giovanili e dal quale aspettare risposte, consigli e suggerimenti dovuti non solo alla sua maturità ma anche alla profonda conoscenza delle cose in senso ampio.
    Libero è stato un uomo di grande cultura, appassionato di pittura, letteratura, poesia, pieno di curiosità e amore per il mare che ricercava e dipingeva continuamente, spaziando nei suoi viaggi tra Ponza e le Cinque Terre.
    Le esperienze della vita avevano impresso nel suo carattere un’impronta di suscettibilità e di qualche rudezza, ma dalla sua inclinazione artistica emergeva la sua grande e particolare sensibilità sempre tesa a ricercare la bellezza e l’armonia delle cose.

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