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Ponza e Sermoneta: dal mare alla collina, dialetto mon amour

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di Luisa Guarino
Sermoneta panorama

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Da una parte, sul nostro sito abbiamo sempre prestato molta attenzione al dialetto, e non solo a quello ponzese; dall’altra, personalmente ho sempre manifestato il mio amore profondo per Sermoneta, dove ho trascorso nove anni di un’infanzia a dir poco magica. Ecco perché sono molto felice oggi di poter parlare insieme sia di dialetto che di Sermoneta.
Il prossimo 9 febbraio infatti si svolgerà nella sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma la premiazione dei vincitori del Premio nazionale “Salva la tua lingua locale”, la cui giuria è composta da Pietro Gibellini (presidente), Ugo Vignuzzi, Franco Loi, Vincenzo Luciani, Luigi Manzi, Cosma Siani, Toni Cosenza.
Quest’edizione sarà dedicata alla memoria di Tullio De Mauro, presidente onorario della Giuria.

Tra i vincitori, nella sezione “Prosa edita” figura al secondo posto il presidente onorario dell’Archeoclub di Sermoneta, Dante Ceccarini, medico, autore del fortunato volume “Proverbi, detti, modi di dire, filastrocche… insulti in dialetto sermonetano”. Per Ceccarini si tratta del terzo libro dedicato al dialetto, dopo il “Primo dizionario sermonetano-italiano” del 2010, e il “Secondo dizionario sermonetano-italiano e italiano-sermonetano” del 2015.
L’autore ha svolto un lavoro meticoloso e considerevole di raccolta di 1200 proverbi, detti e modi di dire, 12 proverbi “a confronto”, 100 filastrocche e ninne nanne, 260 maledizioni, imprecazioni e insulti in dialetto sermonetano.

Un progetto di cui fa parte anche “Sermonet’Amo… in poesia”, il concorso di poesie in dialetto sermonetano dedicato agli studenti delle scuole di Sermoneta.
– Congratulazioni a Dante per questo ennesimo riconoscimento a un lavoro attento di ricerca e riscoperta della tradizione orale della nostra comunità – commentano orgogliosi il sindaco Claudio Damiano e l’assessore alla cultura Giuseppina Giovannoli, che tra l’altro è molto legata a Ponza, dove ogni estate trascorre un periodo di vacanze.

Dante Ceccarini
Mi piace aggiungere il mio personale apprezzamento per il dottor Ceccarini, che si chiama Dante come il nonno paterno, che ho conosciuto e che abitava vicino a casa nostra negli anni ’50/’60: era sua la ditta che gestiva i bus che collegavano Sermoneta con la Stazione ferroviaria, Latina Scalo e Latina. E c’era papà Paolo a fare la supervisioni durante i viaggi: io, con mio fratello e altri compagni, almeno altri tre, facevamo ogni giorno i pendolari per frequentare le scuole medie, che in paese non c’erano.

Seduti vicini eravamo ingestibili: e Paolo Ceccarini (detto Paolino nonostante fosse un omone) ci posizionava uno lontano dall’altro per “neutralizzarci”, cercando a fatica di fare la faccia seria e un’espressione di rimprovero.

 

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