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Su una poesia di Tommaso Lamonica: “… e mi materio di serenità”

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di Silveria Aroma
Rose marine. Sfondo fortino

.

Coloro che pensano che la poesia sia disperazione
non sanno che la poesia è una donna superba
e ha la chioma rossa”.
(Alda Merini)

La poesia è una sorta di miraggio.
Appare accessibile ma non lo è.
E’ una Signora assai difficile, bisogna trattarla con garbo e finezza, ma anche con vigore e rabbia.
Nel corso della storia ha tratteggiato amori, glorificato eroi, esaltato la natura, insegnato il coraggio e la rassegnazione, condannato potenti e intellettuali…

Non basta andare a capo per creare versi. E chi si è confrontato seriamente con questo stile di scrittura sa bene quanto sia facile incorrere nel rischio di essere classificati come “poeti della domenica”.
Faticosa da conquistare, sembra ci accosti con facilità l’alloro o il mirto… è una vera burlona indisponente, pari alla dama che ammicca senza concedersi.

Quando ci imbattiamo in versi capaci di riproporre in pieno l’essenza voluta da chi li scrisse, sin dalla prima lettura veniamo catturati; questi componimenti sono esenti dal riposare nel decanter della mente; passano sotto la pelle senza chiedere permesso, e permeano l’intero nostro sentire.

Sarà stato per la familiarità del luogo o per la gentilezza tributata alla natura, non saprei dire; sono caduta in una sorta di specchio magico leggendo i versi che vado a proporvi.
Densi, carichi di immagini, emozionanti.

Scala tra le ginestre

Frontone

 

Suoni colori ombre!

Crocidanti stormi

di albi gabbiani

volteggiano pazienti

fissi al mare.

Frulli di uccelletti fuggenti

fra le ginestre ed i pinastri

delle aspre rocce

come i giochi di chiaroscuri

fra i bassifondi scogliosi.

Cuore di Ponza

e dell’esistenza mia,

irresistibilmente a te mi reco

nelle aurore della primavera

e mi materio

di serenità.

(di Tommaso Lamonica)

 Rose marine. Sfondo spiaggia Frontone

 

Ascolta qui la poesia, dall’avatar dell’autrice dell’articolo, nel file mp3

 

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2 commenti per Su una poesia di Tommaso Lamonica: “… e mi materio di serenità”

  • silverio lamonica1

    Cara Silveria, innanzitutto grazie per aver voluto pubblicare una delle poesie più belle di mio fratello Tommaso. Fa piacere leggere o sentire da altri giudizi tanto lusinghieri sui suoi componimenti, ad ulteriore conferma dei tanti riconoscimenti in diversi concorsi letterari cui ha partecipato, come scrissi tracciando la sua biografia nell’opera postuma “L’Isola di palma che s’inciela”. Frontone fa parte della prima raccolta “Isole e Acque”.
    Quei versi così belli sono stati dettati, come affermi, dalla profonda familiarità dei luoghi, perché Tommaso nacque il 13 aprile 1918 (l’anno prossimo ricorrerà il 100° anniversario della nascita) nella casa-grotta di zia Matilde (nonna di Gerardo) a Frontone, che perciò così definisce: “Cuore di Ponza / e dell’esistenza mia”.
    Tommaso, com’è noto, era un maestro elementare, della stessa generazione di Antonio Scotti, Antonio Tagliamonte, Silverio Mazzella (tuo nonno) ai quali era legato da una grande, reciproca amicizia e stima.
    Provo una gioia immensa nel constatare che a distanza di 30 anni dalla morte, avvenuta il 14 giugno 1987, sia una giovane concittadina a ricordarlo e che profonda emozione nell’ascoltare quei versi, recitati con tanto sentimento!

  • silveria aroma

    Caro, caro maestro,
    ti confesserò che ho lavorato con grande emozione a questo pezzo, un’emozione che ha vibrato nelle mie dita mentre scrivevo,
    incagliandosi – infine – nella mia voce.
    E’ possibile nascere in epoche diverse, traversare vite che non si appartengono senza mai incontrarsi, e scoprirsi – molto dopo –
    accomunati da un profondo sentire che disconosce il tempo.
    … ringraziare spetta a me.

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