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Epicrisi 104. Capodanno 2017 per ripartire

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di Luisa Guarino

 

Questa è la prima epicrisi nella storia di Ponzaracconta che coincide con il primo giorno dell’anno: ed è il primo segno benaugurale che vogliamo cogliere.
Di solito questo scritto, di cui ricordiamo la definizione per chi non l’abbia del tutto presente, “giudizio conclusivo che si desume da una somma di giudizi parziali”, termine squisitamente medico, guarda al passato recente. Un excursus insomma che analizza gli scritti della settimana appena conclusa, che questa volta coincide con l’ultima dell’anno.
Come se non bastasse inoltre, c’è un’altra ricorrenza: i due anni della nostra rubrica. Lo scorso anno infatti, il 3 invece del 1° gennaio, Enzo di Giovanni intitolava il suo lavoro Epicrisi dell’epicrisi e parlava tra l’altro di resistenza, concludendo le sue considerazioni con un lapidario “è ponzese chi resiste”. E noi… continuiamo a resistere, sia per l’epicrisi sia per la tenuta di Ponzaracconta che, nonostante venti spesso contrari, prosegue la sua navigazione che toccherà a febbraio i sei anni: insomma siamo davvero ponzesi.

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Guardare avanti in un giorno come questo è d’obbligo: e noi ci aspettiamo davvero tanto dall’anno che verrà, soprattutto una svolta dalle amministrative che si avvicinano a grandi passi. E ci auguriamo per tutti noi ponzesi una presa di coscienza e un impegno che sappia superare frizioni e spaccature personali, per riuscire a costruire insieme un bene che accomuni gli isolani lontani e vicini, nel rispetto delle bellezze naturali e ambientali, che sono la nostra ricchezza più grande. Da troppo tempo ci sentiamo ospiti in casa nostra, estraniati in un’isola che non ci appartiene più. Facendo nostro, a dispetto di tutto, “quell’ottimismo della volontà” citato da Sandro Russo nella scorsa epicrisi, mettiamo da parte il “pessimismo dell’intelligenza” e guardiamo avanti, come sono abituati a fare i naviganti che traguardano l’orizzonte.

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Però uno sguardo alla settimana alquanto sonnolenta che ci lasciamo alle spalle bisogna darlo. A vivacizzarla e a darle la giusta atmosfera che accompagna le festività natalizie ci pensa la nostra Martina Carannante, con il suo giro dei presepi, direzione Santa Maria, Porto, Le Forna, che di sicuro avrà scaldato il cuore anche dei numerosi ponzesi all’estero.
E Sandro Vitiello sottolinea giustamente lo spirito e il senso profondo dell’allestimento de Le Forna, particolarmente significativo, con “Un presepe per ricordare“…  tutto da vedere.
Grande malinconia invece nello scritto di Franco De Luca “Mettere le ali“, struggente per fine anno. E la tristezza ci fa da compagna per un’altra scomparsa: quella di Maria Aprea, de Le Forna, che Sandro Vitiello che la conosceva bene ricorda con affetto.

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Ma per fortuna fanno sognare i racconti che Adriano Madonna ci porta dal suo recente viaggio alle Galapagos: a leggere i suoi scritti, non lunghi ma concentratissimi, sembra di avere accanto un National Geographic vivente, con barba e baffi. Peccato che per ora le puntate (cinque in tutto) siano finite.
Proseguendo la sua opera di ricerca e traduzione, Silverio Lamonica ci propone un nuovo scritto di un turista australiano dopo una sua visita a Ponza nel 2013: è sempre piacevole e curioso sapere come ci vedono “gli altri” e quali sono gli aspetti che li colpiscono di più. Lo stesso Silverio poi ci presenta tre brani tratti dal cd Italian folk: sono motivi cantati da ponzesi, che rappresentano “Un regalo per le feste dai ponzesi d’America”: Passione, Ninna nanna e Care cumbare: quest’ultimo, con qualche piccolo ritocco, lo sentivo cantare spesso a casa quand’ero bambina.
Visto il periodo di feste abbiamo inoltre ospitato con piacere le iniziative della Pro Loco per Natale, Capodanno e l’Epifania.

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Un po’ sibillina la risposta-non risposta di Pasquale Scarpati al commento a un suo scritto precedente, con Le navi e i porti. Cosa dire? Risponde “alla sua maniera”.
Sorpresa di fine anno: ricompare, rigorosamente di venerdì, Sang’ ‘i Retunne, che ne ha per tutti e per tutto l’anno appena archiviato. Exploit di fine 2016 o assaggio in vista del 2017? Ai posteri – come scrive il poeta – l’ardua sentenza.

E a tutti voi che ci leggete, gli auguri più belli di ogni bene per l’anno appena nato!

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