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Galapagos, le isole senza tempo (5). Plaza dei leoni

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di Adriano Madonna

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per la quarta parte (leggi qui)

Nell’isola di Plaza trovai una grande popolazione di leoni marini. Questi mammiferi, appartenenti alla famiglia degli otaridi, sono animali straordinariamente simpatici e spesso socievoli, ma è bene non avvicinarli troppo da presso poiché sono in grado di inferire morsi terribili.
Nell’aspetto ricordano molto le foche, con due grandi arti trasformati in pinne, con cui nuotano e si muovono goffamente sulla terraferma.
Quando approdai a Plaza, avvertii la presenza dei leoni marini prima dai suoni gutturali che emettono e poi dal forte odore che emanano. Li vidi nuotare con agilità e accudire i cuccioli, che le femmine allattano all’ombra dei cactus e istruiscono al nuoto e alla pesca nelle acque basse delle scogliere.
I leoni marini sono creature dal comportamento incredibile: una femmina, che avevo battezzato Teresa, ogni giorno si reca al mercato di Puerto Ayora, nell’isola di Santa Cruz, e va a “ciabattare” tra le cassette del pesce in cerca di cibo. È una presenza quotidiana: tutti, infatti, conoscono Teresa, a cui i pescatori offrono interiora di tonno e sgombri. C’è chi va al mercato anche per vedere Teresa, che spesso dorme adagiata sopra una panchina e fa compagnia agli anziani che prendono il sole.

Tutto ciò trova una sua spiegazione nel fatto che in quelle isole lontane del Pacifico non esiste una barriera definita tra la dimensione umana e il regno animale: gli abitanti delle Galapagos, infatti, vivono a stretto contatto con iguane, leoni marini, tartarughe giganti e altre creature straordinarie nella più assoluta normalità. Ad esempio, ogni giorno accade che le automobili debbano fermarsi perché una tartaruga di 400 chili attraversa la strada che taglia in due Santa Cruz. Una dimensione unica e introvabile altrove, perché nelle isole senza tempo, dove qualcosa è rimasto immutato da migliaia di anni sino ad oggi, anche le cose più straordinarie rientrano nella normalità e raccontano l’avvincente storia della vita.

Tutto questo pensavo in quelle lunghe notti a Santa Cruz e i miei pensieri si avvolgevano al fumo del sigaro e volavano in alto, verso stelle e costellazioni che non avevo mai visto prima.

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[ Galapagos, le isole senza tempo (5) – Fine ]

L’autore ringrazia per la preziosa collaborazione l’Ambasciata dell’Ecuador in Italia nelle persone di S.E. l’Ambasciatore Dr. Juan Holguin e della Dottoressa Estefania Larriva Vélez, e la Cressi Sub.

Nota: le foto inserite nell’articolo sono dell’autore

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