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Koinè o koiné?

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di Silverio Guarino
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Ciao Sandro,
io capisco che si possa non ricordare la lingua latina; figuriamoci quella greca di cui i soli studi classici sono depositari. Infatti  “koiné” è un aggettivo greco, che significa “comune”. La lingua greca “comune” era quella “attica”, per ricordarlo.

Ora accade che, vicino al mio pianoforte c’è anche un testo di grammatica greca che mi ha ricordato che l’accento sull’ultima sillaba può essere o “acuto” o “circonflesso” (nel primo caso la parola si chiama “ossitona”, nel secondo, “perispomena”), ma mai grave.

Quando la parola ossitona cambia l’accento da acuto in grave, ciò avviene o perché la parola ossitona viene prima di un’altra parola non seguita da segno di interpunzione o da una enclitica.

Dunque: “koiné” e non “koinè” (sempre che l’Associazione sia d’accordo).

Coraggio, il mondo pullula di rompipalle.
In fondo io mi classifico tra i più innocui (o innoqui?)

 

Risponde Sandro

Ciao Silverio,
effettivamente sono io il responsabile del ‘misfatto’; posso dirti che il momento della scelta tra i due tipi di accento è stato per me totalmente privo di pathos.
Ma il tuo contributo è interessante, così lo pubblichiamo.
Tanto… per dirla alla Toto’ – …e che so’ Pasquale, io? – ho fatto lo scientifico!

 

Guarda e ascolta qui la gag da YouTube:

Totò – “E che so’ Pasquale, io?”

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Accenti o non accenti, la Redazione di Ponzaracconta ringrazia l’Associazione Koiné per l’ospitalità e per la calda accoglienza ricevuta; certo foriera di nuovi incontri, prossimamente…

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