Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

0050-050 u-09 k1-14a b-01 36 57

Grazie, Silverio Lamonica

Condividi questo articolo

di Antonio Impagliazzo

ventotene-simbolo-delleuropa-unita

 

Grazie, Silverio Lamonica,
la tua riflessione è l’occasione per puntualizzare alcune scelte culturali.

La visita di Renzi all’ex penitenziario di Santo Stefano ed alle ceneri di Altiero Spinelli a Ventotene, caro Silverio, è un omaggio generoso e straordinario, che il Presidente del Consiglio ha voluto rendere a questo luogo della storia così ricco di simboli, di testimonianze culturali, di valori e di storia nazionale.

L’omaggio reso, testimonia la forte sensibilità culturale e politica verso i valori universali della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza e dei diritti dei cittadini che, espressi con l’occasione unitamente ai massimi rappresentanti degli stati Europei, consolidano il vincolo dell’unitarietà. Una vittoria pertanto ascritta all’isola di Ventotene, ma che include al tempo stesso tutte quelle isole, ivi compreso l’arcipelago delle Pontine, che hanno ospitato, nel corso degli anni, i confinati politici, i coatti ed i carcerati politici.

Ventotene, culla dell’Europa, non può allontanarsi dalla difesa, dalla tutela e dalla condivisione di questi principi democratici, ma simbolicamente deve rimanere legata al ruolo che la storia e la cultura le hanno assegnato, mantenendo alti questi valori e questi diritti dei cittadini soprattutto nei giovani, leve del futuro.

Il tuo intervento pertinente e corretto, carissimo Silverio, lascia scaturire una puntualizzazione: – molti cittadini dell’isola di Ventotene hanno ritenuto di manifestare, attraverso la scelta del “sì”, una riconoscenza ed una stima verso l’uomo che ha riportato al centro del dibattito Europeo ed internazionale i valori dell’Illuminismo Francese (Libertà, Uguaglianza e Fraternità) e quelli espressi nel Manifesto, per un’Europa libera e unita.

Condividi questo articolo

3 commenti per Grazie, Silverio Lamonica

  • Caro Antonio scusami ma non me ne sono accorto – dalla campagna elettorale per questo referendum – che Renzi si ispirasse ai valori di “Libertà, Uguaglianza, Fraternità”.

    Però devo dire che è suggestiva la tua spiegazione dei voti che Ventotene ha dato al Si, io poi non capisco perché si dovrebbero giustificare i voti al Sì.

    Potremmo spiegare per esempio che chi ha votato per il No l’abbia fatto per difendere i principi della Costituzione? Oppure al contrario potremmo dire che chi ha votato per il No l’ha fatto contro i valori illuministi di “libertà, Eguaglianza e Fraternità?

    Io penso, invece che la gente abbia votato, valutando la realtà concreta, quotidiana che è soprattutto fatta di relazioni sociali, economiche e politiche dirette.

  • silverio lamonica1

    Caro Tonino,
    Grazie per aver accolto la mia “provocazione”. Mi piace sottolineare proprio l’ultima parte del tuo intervento ove precisi che i cari amici ventotenesi col loro voto (al di là dei ristretti ambiti del SI e del NO – voglio aggiungere, condividendo il commento di Vincenzo) hanno voluto premiare chi “ha riportato al centro del dibattito europeo e internazionale i valori dell’Illuminismo Francese (Libertà, Uguaglianza, Fraternità) e quelli espressi nel Manifesto per un’Europa libera e unita”.
    Partiamo proprio da qui. Nel corso di questo 2016 l’ex reclusorio borbonico di Santo Stefano ha “tenuto banco” a più riprese, sulla stampa nazionale ed estera: “Un progetto per il recupero di Santo Stefano” del 28.01.2016 e “Un tavolo di lavoro regionale per il futuro del Carcere di Santo Stefano” del 10.02.2016 entrambi a firma di Sergio Monforte, da cui risulta il tuo coinvolgimento negli studi di fattibilità e infine l’articolo di Ernesto Menicucci in “Corriere della Sera” dove viene lanciata l’idea di trasformare l’ex ergastolo in un “Centro Studi Europeo” in omaggio ad Altiero Spinelli, per la cui realizzazione l’attuale Primo Ministro dimissionario Renzi aveva annunciato un primo stanziamento di 80 milioni di euro. (Tutti gli articoli citati sono stati pubblicati su questo sito)
    Il “Centro Studi Europeo” è un’idea affascinante che assolutamente bisogna perseguire, al di là dei SI e dei NO, al di là delle divisioni ideologiche, politiche e campanilistiche. Non vorrei che questo mio appello venga frainteso con il consueto banale “volemose bbene”. Ognuno di noi deve avere le proprie idee con il diritto di manifestarle nel rispetto degli altri, senza quei beceri insulti di cui sono pieni i social, purtroppo.
    Il “Centro Studi Europeo”, in cui possano convergere gli studenti universitari di tutta Europa, sarebbe indispensabile per preparare la futura classe dirigente del nostro “Vecchio Continente”, scongiurando l’attuale “Europa egoista e divisa” come l’ha definita Renata Colorni (figlia di Eugenio, che assieme a Spinelli scrisse il famoso Manifesto), in una sua intervista a “La Repubblica”, riportata da questo sito.
    Purtroppo da diversi mesi a questa parte non sento più parlare di progetti in merito al recupero dell’ex reclusorio di Santo Stefano e mi chiedo: è in essere quel finanziamento di 80 milioni di euro? E chiedo ancora: non sarebbe opportuno creare un movimento “Pro valorizzazione di Santo Stefano” al fine di destare l’attenzione, soprattutto dei politici, di tutte le appartenenze partitiche, affinché il progetto: “Centro Studi Europeo a Santo Stefano” vada in porto, facendo altresì leva sul Movimento Federalista Europeo che annualmente, a settembre, tiene un convegno proprio a Ventotene?
    Inutile precisare che c’è tutta la mia piena adesione e disponibilità, anche se modesta.

  • Antonio Impagliazzo

    Ringrazio Vincenzo e Silverio per i commenti alla mia Nota che mi spingono ad ulteriori riflessioni.
    Caro Vincenzo, non ho voluto esaltare i beceri battibecchi televisivi e dei media, poco esemplari anche per me, e tantomeno entrare in una polemica sterile e dannosa, ma il mio obiettivo è stato quello di far emergere, nella risposta a Silverio Lamonica, quella positività che è patrimonio della cultura illuministica e di una certa storia, diversa da quella che aveva seminato in Europa la dittatura, il nazismo e la persecuzione razziale.
    La tua Nota, carissimo Silverio, positiva e discreta, tende a lanciare una proposta che condivido appieno e che sono pronto a perseguire (Pro valorizzazione Santo Stefano – un “Centro studi Europeo” – una sorta di Erasmus permanente).
    Altre iniziative che si sono prodotte in questo anno puzzano più di campanilismo e di personalismo invece di relazionarsi, ricercare e promuovere un itinerario educativo comune, capace di ridare lustro e splendore alla cultura dei valori, della storia, della democrazie e dei diritti dell’uomo.

Devi essere collegato per poter inserire un commento.