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All’amico Ralph De Falco

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di Francesco De Luca

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L’estate scorsa, in settembre, Ralph è venuto a Ponza. Ci siamo incontrati e abbiamo parlato. Vive negli Stati Uniti, in pensione. Nutre un forte attaccamento per la sua isola, legge infatti giornalmente Ponzaracconta per sentirsi vicino ai compaesani e alla sua terra. Dalla quale partì giovanissimo. Il suo itinerario educativo, sentimentale e professionale lo ha scritto nel libro “Le avventure di un mancino” (leggi qui).

I ricordi però premono alla soglia della coscienza e vogliono uscire. Così nell’incontro, al Welcome’s, sotto ‘u Municipio, come dice lui, si è lasciato ad episodi dell’infanzia.
Coetaneo di Aniello De Luca, amico di Angelone (alle Forna), viveva la fanciullezza a Ponza in modo ‘naturale’, un po’ rispettando le ammonizioni dei genitori, un po’ sfidando le attrattive del mare, a due passi. Aveva casa sulla via Santa Croce, vicina a quella di Mimma Califano. Il cui padre, Giuvantonio, fuori al cortile, spesso, aggiustava le reti o le ordiva.

Si me puorte ‘a robba t’ u faccio ie ‘u sciavechiello – gli promise Giuvantonio.

I soldi sapete come se li procurò? Portando le valigie dei primi turisti da An- zio. “Ragazzo… mi porti al Bellavista?.. Ralph, che allora era Raffaele, si accollava i bagagli e portava a destinazione. Quanto racimolava? Dieci, venti…cinquanta lire, va, se era fortunato.

Con la somma raggiunta comprò da Maria Sciammereca il filo. Per il piombo seguì un altro metodo… più creativo e furtivo. Aiutato da Angelone.

Giuvantonio si prese il tempo necessario e alla fine ‘u sciavechiello fu pronto. Una rete semplice, forse la più elementare. Si cala in prossimità di una spiaggia. Un capo a terra, la rete si slarga a semicerchio, e l’altro capo si porta a terra anch’esso, dopo aver recintato un tratto di mare e raccolto quanto vi è dentro.

La barca usata per allontanarsi era quella di don Mario. “Mi raccomando – gli diceva il farmacista – stai attento”.

Raffaele, Angelone e Franco ‘i Piccino si portarono sotto il Belvedere. Adesso è interdetto approssimarsi alla costa ma allora… scesero in quella spiaggetta. Uno a terra, gli altri calarono la rete e l’altro capo portato anch’esso a terra. Dalla barca si batteva la superficie dell’acqua per intimorire i pesci e dirottarli nella rete.

Tirarono. Cosa presero? I rotondi. Presero una decina di chili di pesci. Una parte a don Mario e il resto a loro.

A casa, la madre fece ulteriori divisioni. A Giuvantonio, alla vicina di casa… come era doveroso fare, perché la povertà avvicina e solidarizza. Avere conoscenti con cui condividere era una ricchezza. Diversamente da come si pensa ed agisce oggi.

“Vide nu poco stu sfaccimme che t’ha saputo fa’!” – fu il commento della madre.

Raffaele sorride. Come farà certamente adesso nel leggere questo regalo che gli inviamo (Ponzaracconta e io) per Natale.

Nella prossima estate ricambierà il dono: con la sua venuta a Ponza.

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