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La scoperta dell’acquaponica

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presentazione di Martina Carannante
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Quando quest’anno, ad inizio estate ho sentito mio cugino Davide (*), mi ha detto che molto probabilmente, dopo 29 anni, avrebbe saltato la vacanza a Ponza per motivi di lavoro. Ci sono rimasta male, perché neanche la sorella sarebbe venuta; l’estate, nonostante tutto è un modo per rivedere e far ritrovare tutti i cugini vicini e lontani.

L’ultima settimana di agosto, l’arrivo imprevisto. Davide mi spiega che senza la sua vacanza a Ponza proprio non può stare; che deve rilassarsi e che sta lavorando ad un progetto che gli dà non pochi pensieri.

Usciamo in barca, così come facciamo da 20 anni, con la differenza che ormai siamo grandi e che Davide, laureato in biologia marina, ha appeso il fucile subacqueo al chiodo. In realtà è sempre appassionato di pesca, ma o la cernia è sotto pezzatura, o il polpo è simpatico ed intelligente… e lui preferisce osservarli, giocarci e lasciarli liberi invece che ucciderli.
Ricordo quando era agli inizi dei suoi studi di biologia marina, a mio papà avevano regalato dei ricci che stava pulendo per condire la pasta, Davide si mise al suo fianco osservando ogni gesto, spiegando i vari organi e le caratteristiche del riccio.
La sua è sempre stata una grande passione e visto il suo settore molto “chiuso” alle opportunità hanno pensato, lui e suoi amici, ad un progetto tutto loro.
Ovviamente non posso che augurargli tutto il successo possibile per questa “avventura” con l’acquaponica (**), ma… caro cugino, non montarti la testa che sempre a Ponza sott’acqua devi tornare!

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(*) – Davide Mazzella è mio cugino, figlio di Giuseppe Mazzella, dottore gastrenterologo, con cattedra all’università di Bologna. Vive a Bologna, l’accento nordico si sente.

(**) – Per acquaponica si intende una tipologia di agricoltura mista ad allevamento sostenibile basata su una combinazione di acquacoltura (pesci d’acqua dolce) e coltivazione idroponica (da Wikipedia – NdR)

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Guarda qui il video su YouTube (durata 7 min. circa)

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