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Un dissalatore mobile a Ventotene e uno a Ponza

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di Antonio Impagliazzo
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Fonti dell’inquinamento
Le sostanze che vengono versate a mare all’esterno della diga foranea del Porto nuovo a Ventotene a nella zona Capodacqua a Ponza, per il mantenimento di un ciclo produttivo industriale efficiente, da un collettore unico della dissalazione – da impianto mobile – possono raggrupparsi:

a) quelle provenienti dalla “produzione della salamoia” all’uscita del processo ad osmosi inversa, che nel periodo estivo raggiunge quantitativi considerevoli (circa 2000 tonn. di acque di salamoia al giorno da cui precipitano sui fondali di Ventotene circa 3,5 tonn. di sale mentre per Ponza la quantità di sale si raddoppia, circa);

b) quelle chimiche provenienti dai “pretrattamenti” dell’acqua di mare (sostanze anti-incrostanti, antivegetative, flocculanti, etc.);

c) quelle chimiche per il “lavaggio e controlavaggio” delle membrane dell’osmosi inversa e dei filtri (il progetto prevede per Ventotene una vasca di circa 50 mc per le acque reflue di controlavaggio mentre per Ponza la vasca sarà di dimensioni certamente superiori).

Cartografia geomorfologica e di caratterizzazione del fondale
La Cartografia Geomorfologica e di Caratterizzazione del fondale – cfr. allegati – evidenzia con estrema chiarezza che lo scarico a mare delle sostanze a valle dell’impianto di desalinizzazione avviene in Area SIC (Sito di Interesse Comunitario). In questo angolo di mare vivono praterie di “poseidonia oceanica”, la Pinna nobilis ed il corallo rosso.

La flora e la fauna autoctona
Sul tacco tufaceo dell’isola di Ponza e nel sottocosta sommerso, è presente un tacco tufaceo ed una stratificazione basaltica nella quale vivono colonie di micro-organismi floro-vegetazionali autoctoni, in particolare cresce e si riproduce una straordinaria e piccolissima fauna marina di grande bellezza (granchi e granchietti; piccolissimi pesciolini dai colori variopinti e dalle forme straordinarie; gamberetti e lamberapili; mono-valvi e bi-valvi; coralli e cavallucci di mare; cipolle e vermicelli di mare; piccoli polipi e seppioline; magazzino necessario per il deposito delle uova; etc.) che non possono essere distrutti dalla incuria e dalla negligenza dei pochi, forse più propensi agli affari che non alla conservazione ed alla tutela di un patrimonio importante per gli equilibri vitali dei mari che circondano le isole.
La tutela di questa risorsa è di straordinaria importanza perché intende mantenere un pascolo indisturbato e protetto, per garantire la prima forma autoctona della flora e della fauna del mediterraneo ed essenziale per la catena alimentare primaria del mare di ciascun territorio.

Inquinamento marittimo (per Ventotene)
Alla luce di quanto esposto una riflessione si impone: è giusto e corretto alzare la soglia dell’attenzione verso quei battelli che intendono sostare o navigare nelle acque della riserva, senza conoscere la capacità di accumulo dei serbatoi di bordo dei reflui e dei sistemi di trattamento degli stessi che ciascun battello detiene?
E’ altresì importante e corretto effettuare un controllo preventivo sulla metodologia che ciascun battello attua, anche in maniera autonoma, per lo svuotamento dei serbatoi di bordo ed altresì, è importante e doveroso il controllo dei reflui che provengono dagli impianti pubblici con il trattamento delle acque urbane?

 

Allegati (file .pdf):

1-fondali-circostanti-lisola-di-ponza-tabella-dati-standard

2-fondali-circostanti-isola-di-ponza_anno2010-fonte-minist-ambiente


3-fondali-circostanti-isola-di-ponza_aggiornamento_genn2016-fonte-minist-ambiente

 

Sul tema del dissalatore leggi anche il recente articolo di Silverio Guarino: “Dissalatori: impatto ambientale” (NdR)

 

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