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Le fotografie di Federica Di Giovanni

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segnalato dalla Redazione –
traduzione di Silverio Lamonica

 

Photographs by Federica Di Giovanni
Slideluck Prato: Isole d’ inverno – Editorial, 27.10.2016

https://www.yet-magazine.com/post/slideluck-prato-isole-d-inverno

Slideluck è un’organizzazione globale no profit, la cui missione è creare comunità attraverso il cibo e l’arte. Slideluck ha allestito mostre di arte multimediale in oltre 75 città del mondo, rappresentando oltre 10.000 artisti. Slideluck è libera e aperta al pubblico. L’evento consiste in un pasto comunitario alla buona, seguito da una presentazione che coinvolge 20 artisti selezionati, i quali si dedicano alla fotografia con tecniche miste.

Come partner ufficiale della prima edizione di Slidesluck Prato, esponiamo 5 serie di foto scelte tra i lavori della rosa dei candidati.
Qui di seguito alcune opere di Federica Di Giovanni [NdR].

puzzle

“Mi sono sempre chiesto cosa ci facesse un grosso puzzle sulla parete, tra i santi e le foto del matrimonio di mia nonna. Mio nonno, coi suoi sette figli, era solito aggiungervi dei pezzi durante i lunghi inverni nell’isola di Ponza.

Una volta terminato, i familiari erano soliti scomporlo e ricomporlo daccapo.
“Cercavamo di superare l’inverno” disse una volta mio padre. Questa immagine ha rinsaldato in me il senso di appartenenza a quei tasselli di famiglia. Sentii il bisogno di rimettere assieme i pezzi, cercando i freddi inverni delle altre isole. Viaggiai alla volta di Capraia, Lampedusa, Linosa, Pantelleria, San Pietro, Giglio, Procida, Eolie, Egadi, Pontine e isole Tremiti per raccontare le storie di tutte queste isole minori italiane, perché l’inverno spoglia queste terre dallo stereotipo dei paradisi estivi e mette in mostra una diversa bellezza fatta di storie e di gesti consueti.

La mia è una mappatura di qualcosa a noi vicino ma che resta lontano, un’indagine sulla condizione isolana e questa condizione risalta nella stagione invernale. Ciascuna isola ha una propria storia, in qualche modo la stessa storia di ogni isola. Forse per questo motivo l’immagine dell’isola, come luogo dell’anima, non ha confini.

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L’isola di Wislawa Szymborska è parte essenziale delle nostre speranze.
L’isola di Cesare Pavese è seducente e pericolosa se non intendi subire la sua verità.
L’isola di Elsa Morante ha il mare come confine, storie di malie e tragedie.
L’isola di Fernando Pessoa con le sue acque che separano gli uomini dalla terraferma, ci rende consapevoli del nostro mondo.

Ho trascorso oltre un mese sull’isola, attraversando il silenzio e l’attesa, parlando del vento imprevedibile che soffia da nord ovest e poi gira improvvisamente da est, mentre cerchi di stabilire la sua direzione; senza capire che il mare, visto dall’isola, si rivela come un fattore instabile.

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Federica Di Giovanni è nata nell’isola di Ponza.
Le sue opere sono state pubblicate in molte riviste italiane e internazionali quali The Financial Times, Monocle, Sport Week e Vogue. Ha partecipato a molte esposizioni tra cui   Il Mestiere del Fotografo presso La Fabbrica del Vapore a Milano, Piattaforma 09 presso Fondazione Fotografia a Modena e nel 2012 il suo lavoro Camping Italia si è aggiudicato il premio FNAC ed è stato rappresentato con una mostra personale alla Rantagalleria del Centro Fotografico del Nord in Finlandia.

Attualmente Federica sta lavorando al suo nuovo progetto Isole d’inverno, una esplorazione delle isole minori italiane durante il periodo invernale, piazzandosi tra i finalisti del Premio Combat 2014.

Quando rientra in terraferma, vive e lavora tra Firenze, Milano e Roma.

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1 commento per Le fotografie di Federica Di Giovanni

  • Sandro Russo

    Guardavo le foto di Federica sull’ultimo articolo che abbiamo pubblicato – per altre sue antologie digita – Federica Di Giovanni – nel riquadro CERCA NEL SITO, in frontespizio – e pensavo che hanno una particolare qualità “letteraria”, nel senso che sembrano sottendere delle storie, una narrazione.
    Intendiamoci… le storie sono sempre nella testa di chi guarda, ma queste con maggior facilità le innescano.

    Altre foto sono semplicemente belle, o molto belle… Ne ho visto un esempio recente in una galleria da National Geographic dedicata all’America del foliage (quel particolare modo di cambiar colore delle foglie che ogni anno è diverso) – guarda qui – In molti paesi si fanno delle escursioni apposta per seguire quest’impressionante spettacolo naturale dal Canada, attraverso tutta l’America…

    Ma intendevo, per le foto di Federica, un aspetto diverso. Che lei non fa che sottolineare, citando degli autori emblematici:
    “L’isola di Wislawa Szymborska è parte essenziale delle nostre speranze.
    L’isola di Cesare Pavese è seducente e pericolosa se non intendi subire la sua verità.
    L’isola di Elsa Morante ha il mare come confine, storie di malie e tragedie.
    L’isola di Fernando Pessoa”

    Pensavo ancora alle recenti polemiche per il Nobel della Letteratura, assegnato quest’anno a Bob Dylan, un autore cantante, che ha fatto discutere quanto quello assegnato nel 1997 a Dario Fo, un autore di teatro (leggi qui).

    In questo modo “liquido” di intendere la letteratura, si possono includere anche i registi autori di sceneggiature… Si sono fatto i nomi di Woody Allen, di Almodòvar, di Quentin Tarantino. E seguendo questo filo di pensieri, con un altro piccolo strappo, perché prima o poi non un fotografo, nel senso cui accennavo prima?

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