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La risposta del presidente del Parco del Circeo alla lettera aperta di Ponzaracconta

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di Gaetano Benedetto
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Cara Redazione e gentili lettori,

ho riflettuto molto su come impostare la risposta che è dovuta alla vostra lettera aperta, lettera che dimostra un’attenzione di cui davvero vi ringrazio.

In questi mesi ho cercato in ogni modo di evitare polemiche e non vorrei proprio ora “caderci dentro”. Il silenzio del Parco, che voi avete evidenziato, è stata una scelta precisa.

Quando c’è un contenzioso tra soggetti pubblici la cosa più importante è interromperlo, provando a risolvere i problemi, non alimentarlo; la “rissa” non permette di vedere torti e ragioni e non aiuta a trovare soluzioni. C’è poi un approccio istituzionale a cui personalmente, come Presidente, ma in generale come Ente teniamo molto poiché sono profondamente convinto che gli enti pubblici debbano parlare più con gli atti amministrativi che non con i comunicati stampa.

Ma d’altra parte polemiche, e non solo, ci sono state e ci sono nonostante l’Ente Parco abbia fornito atti, verbali, fotografie, riscontri e prove che le cose sono ben diverse da come sono state spesso descritte. E’ tutto talmente evidente che vi chiedo di credere a quanto sto per dirvi solo dopo averlo direttamente riscontrato: ogni documento in nostro possesso è a vostra disposizione così come lo è per chiunque lo chieda.

Non v’è dubbio, come voi scrivete, che su Zannone è “messo in discussione il ruolo (che poi rappresenta anche il futuro) all’interno del Parco Nazionale del Circeo”. Perché?
Per 18 sacchi neri di materiale spiaggiato e due cumuli di inerti? Perché si vuole che Zannone esca dal Parco Nazionale del Circeo? Per fare che cosa?

Il Parco ha scritto cosa vorrebbe che Zannone fosse, lo ha approvato in un Piano e ha più volte detto che quel piano non si può realizzare senza il Comune.
La ristrutturazione della “villa comunale” è già prevista in piano, così come la sua destinazione ad attività recettive; l’idea di un’isola vocata alla conoscenza naturalistica, all’educazione ambientale, alla ricerca è descritta nel Piano del Parco. Nel piano è prevista la sistemazione degli approdi per renderli sicuri ed accessibili; nel piano è infatti prevista una fruizione non solo per studiosi o naturalisti, anzi.
Si può non essere d’accordo su tutto ciò? Qual è la proposta alternativa?

Temo che non sia a tutti chiaro che i vincoli a Zannone ci sono al di là dell’Ente Parco, conseguentemente si rischia di pensare a cose irrealizzabili anche se l’Ente dovesse scomparire. Se infatti l’isola non dovesse essere più parco, non verrebbero certo meno i vincoli dell’Unione Europea che impongono procedure e pareri ambientali, non verrebbe meno il piano paesaggistico o quello d’assetto idrogeologico che prevedono disposizioni puntuali e stringenti.

La battaglia è dunque tutta politica e giocata sul piano della comunicazione ad effetto; Zannone è solo un “casus belli” ed il tempo è “galantuomo”, sono certo cioè che farà vedere le cose per quello che sono.

Nella vostra lettera giustamente richiamate una frase del Ministero dell’Ambiente con cui si indica quale debba essere la procedure per richiedere che Zannone sia escluso dal perimetro del Parco Nazionale del Circeo.
E’ stato questo un modo per dire che il Ministero non ha alcun potere per dire al Comune di Ponza di sostituirsi al Parco Nazionale del Circeo e che questo può avvenire solo se Zannone dovesse uscire dal perimetro di questo tramite una procedura precisa fissata per legge, procedura che dev’essere supportata da “un’apposita istruttoria tecnica”. Questo vuol dire che un territorio si può sottrarre ad un’area protetta solo perché sono venuti meno i presupposti per cui questa ne faccia parte. Nel caso di un parco nazionale devono venire dunque meno i presupposti quegli “ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati da interventi antropici” oppure quelle “formazioni fisiche geologiche, geomorfologiche, biologiche, di rilievo internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi” per cui lo Stato tramite gli Enti Parco Nazionali svolge funzioni di “conservazione per le generazioni presenti e future” (art. 2 della legge quadro sulle aree naturali protette, L. 394/91).

Zannone ha tutto ciò, e non si venga a dire che lo Stato non ha competenze poiché questo è chiarissimo in Costituzione, sia nel testo vigente che nel nuovo che verrà sottoposto a referendum: “la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali” è infatti competenza “esclusiva” dello Stato (art. 117 della Costituzione).

Il fatto dunque che un territorio di un Parco sia gestito male può comportare, se ce ne sono i presupposti, la cacciata degli amministratori di quel Parco, non la sottrazione di quel territorio.
Dunque la risposta del Ministero è stata saggia oltre che corretta.

Su Zannone c’è una vasta letteratura scientifica, decine di studi e rilievi, l’aumento delle presenze migratorie indica poi che l’isola è un “biodiversity hot spot”, cioè un punto con un’importante presenza e varietà di specie. Inoltre né noi, né la Regione Lazio (direttamente responsabile e referente per le norme comunitarie vigenti sull’isola), abbiamo evidenza che il bosco su Zannone “stia morendo” come incredibilmente dichiarato alla stampa.

Ci sono stati casi di mufloni morti, è vero, ma questo va letto all’interno di dinamiche proprie dei cicli naturali ed ecologici dove le popolazioni animali confinate (come nel caso di questa isola che ha visto subire l’arrivo di questa specie per esclusivo scopo di caccia), soprattutto quando sono alloctone (cioè non appartenenti a quell’ambiente naturali in cui si trovano) diventando oggi in sovrannumero innaturale, creano poi anche problemi di consanguineità e quindi vanno incontro a decessi che è assurdo imputare a responsabilità umane dirette. Su questo abbiamo comunque prodotto un Report e chiesto il supporto dell’ISPRA.

Il Ministero richiamando la necessità di “un’apposita istruttoria tecnica” indica la necessità (e l’obbligatorietà) di una relazione scientifica sui valori sopra citati a supporto della richiesta di esclusione. Questo non vuol dire però in alcun modo che il Comune di Ponza oggi non abbia competenze rispetto all’Isola, né vuol dire che il Comune non possa intervenire con progetti (sugli immobili, i sentieri, la fruizione) seguendo ovviamente le procedure di legge.
L’Ente Parco agisce solo per competenza, si esprime cioè solo tramite nulla osta ambientale; la “villa comunale” (inagibile almeno dal 2006) è nella piena disponibilità del Comune di Ponza dal luglio del 2012, mentre l’isola (con la sola esclusione del Faro) lo era già da molti anni prima.
Questo dicono le carte. Questo, non altro, è documentato.

Negli ultimi giorni ho avuto modo di vedere che si è trovato modo di ironizzare sull’ultima convenzione sottoscritta nel 2011 tra Ente Parco e Comune di Ponza.
In particolare per sostenere che quell’accordo fosse “una buffonata” si è lasciato credere che fosse uno scandalo pagare un affitto di 14.460 euro l’anno per una villa composta da “14 stanze, più gli annessi e i magazzini”. Poiché quell’accordo porta la mia firma, e poiché non mi sento affatto “buffone”, voglio chiedere a voi che leggete quale debba essere il giusto canone di un immobile inagibile. Quanto vale il canone di affitto di un immobile, sia esso di una o di cento stanze, se tutte queste non sono utilizzabili ed inagibili per motivi di sicurezza?
Ci sono molte relazioni ed atti che documentano come l’immobile fosse inagibile almeno dal 2006, cioè prima della nomina degli organi dell’Ente Parco. Altre carte dicono come quell’immobile sia stato recintato due volte a cura del CFS (Corpo Forestale delle Stato – NdR) e a spese dell’Ente Parco; altre carte ancora (verbali) dicono come ci siano state ripetute effrazioni che hanno rubato materiali (i pannelli solari), rovinato impianti (il quadro elettrico), divelto infissi e rotto porte.
E’ dunque di tutta evidenza che quel canone era stato riconosciuto in via transitoria non tanto per l’immobile quanto per un percorso congiunto col Comune che avrebbe dovuto portare al restauro e recupero dell’edificio.
Per questo l’Ente Parco ha fatto fare un progetto di massima che individuava gli interventi necessari, i costi ed i tempi.
Questo progetto, richiamato nella convenzione, non si è riusciti a finanziarlo. Non va bene quel progetto perché oggi il Comune ha altre idee? Nessun problema, si faccia un altro progetto, quando arriverà chi di competenza ne discuterà, ma intanto abbiamo una relazione tecnica che documenta la situazione dell’edificio, ne evidenzia le criticità e fa una stima degli interventi necessari. E’ a disposizione di tutti e, per quanto sappiamo, ad oggi è l’unico disponibile.

Avrei moltissimo da dire, ma forse sarebbe noioso. Preferisco limitarmi a rispondere alle domande che mi ponete seguendo il vostro indice.

Quando si porteranno via i rifiuti dall’isola?
Vorrei poter rispondere: “domani”, ma non sarà purtroppo così poiché questo non poteva avvenire a prescindere dalle competenze. Per permetterci d’intervenire, come specificato in una nota del Ministero dell’Ambiente, sì è dovuto prima provvedere a predisporre un’intesa istituzionale e solo a valle della quale abbiamo potuto stanziare i fondi necessari per un’azione con altri Enti finalizzata alla riqualificazione ambientale.
Il Parco ha deliberato il 21 ottobre, non appena arriveranno le intese sottoscritte, e i revisori dei conti daranno il via libera alla variazione predisposta, agendo di concerto con Provincia di Latina, Comune di Ponza e CFS, sentita per correttezza la Procura di Cassino, si procederà all’assegnazione dei lavori con le procedure previste dalla legge. Non vedo un lavoro complesso se non per il trasporto, in definitiva si tratta di 18 sacchi neri di materiale spiaggiato e due siti estremamente circoscritti con presenza di inerti e materiali vari. La relazione transitiva tra questi rifiuti e Zannone isola mondezzaio non trova alcuna corrispondenza nella realtà e nelle relazioni scientifiche che abbiamo e che abbiamo messo a disposizione del Ministero dell’Ambiente.

Per rimuovere i rifiuti occorre attendere la Magistratura?
Non so come rispondere, questa è stata la richiesta del Comune di Ponza e noi, una volta definiti gli interventi e i soggetti attuatori faremo per correttezza, con la Provincia di Latina, un’informativa alla Magistratura, ma ad oggi noi non abbiamo alcuna comunicazione da parte di questa Procura, non abbiamo neppure copia della denuncia (o si tratta di un esposto?) presentata; né d’altra i rifiuti di cui si tratta sono stati posti sotto sequestro e quindi formalmente non esistono impedimenti alla loro rimozione. Ripeto comunque che la Magistratura sarà ciò nonostante interessata poiché l’Ente Parco è oggi il soggetto che più di tutti ha interesse ad avere assoluta chiarezza sulla vicenda. Basta polemiche e si proceda quanto prima.

Quali provvedimenti si stanno prendendo per garantire la ripresa dei servizi a Zannone?
Tre linee di azione messe in essere, che sta gestendo e coordinando, assieme al tema Rifiuti, il nuovo Direttore del Parco, Dott. Paolo Cassola.
1) Abbiamo già da tempo rimesso in acqua il nostro gommone Heaven 34 a disposizione ora del CFS per la riattivazione del servizio di vigilanza e controllo;
2) Stiamo, allo stesso tempo, da alcuni mesi lavorando alla fattibilità di un accordo (c’è già un protocollo di intesa) con il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera che opera sulla fascia costiera ricadente nel territorio di competenza dell’Ente Parco Nazionale del Circeo (competente su San Felice Circeo e Sabaudia), per sottoscrivere un comodato d’uso per il mezzo nautico dell’Ente, favorendo così l’attività di polizia marittima e di sorveglianza demaniale ed ambientale all’interno degli specchi acquei e lungo i litorali del Parco, per la prevenzione dell’attività di abusivismo (ricomprendente i comuni di Latina, Sabaudia, San Felice Circeo, la parte insulare dell’Isola di Zannone (Ponza) anche con il battellaggio del CFS, e le aree marine adiacenti (SIC marini prospicienti il territorio del Parco e l’Isola di Zannone – SIC: Siti di Interesse Comunitario – NdR)), allo scopo di salvaguardare l’ambiente naturale, storico, archeologico e monumentale. Favorendo poi, con il trasporto di personale indicato dall’Ente Parco, la ripresa dell’attività di ricerca sull’Isola;
3) Come indicato dal Ministero dell’Ambiente serve poi un accordo per la realizzazione di un intervento strutturale per mettere in sicurezza almeno uno dei due approdi dell’Isola (ci sono varie ipotesi di massima), il Parco ha già ripetutamente dato la propria piena disponibilità al Comune di Ponza che formalmente è il primo titolare di quest’opera piccola o grande che sia, semplice o complessa che possa essere). A breve sarà inviata una nuova proposta di incontro tra tecnici e istituzioni responsabili. Più si collabora tra Enti, più veloce si va e più efficaci si è. Un’opera tra l’altro che sarebbe indiscutibilmente utile anche per tutti quegli operatori economici che trasportano turisti su questa splendida isola. Mettendo in sicurezza manovre e sbarco.

Ci saranno investimenti futuri per Zannone?
I bilanci dei Parchi Nazionali sono un po’ complicati perché sono in gran parte composti di voci di spesa obbligatorie, ma si possono trovare soldi su progetti specifici. Se i progetti poi sono di concerto con gli Enti locali le possibilità aumentano.
Ora se si tratta di finanziare opere di completa ristrutturazione come per “villa comunale” (o per Villa Fogliano) trattandosi di milioni di euro su beni che non sono neppure del Parco la cosa è ardua, ma quando si tratta d’interventi di valorizzazione che possono ammontare da alcune decine di migliaia di euro a qualche centinaia allora ci si può provare a cercare linee di finanziamento, ma la condizione è una: avere i progetti.
Il parco ha più volte dimostrato di essere in grado di attivare questi finanziamenti. La sintonia con gli Enti locali paga moltissimo in questo campo, attiva la Regione, dà carte in più da giocare in sede comunitaria.
Per Zannone inoltre il problema d’intesa con il Comune è essenziale ed imprescindibile. Mentre infatti il Comune potrebbe agire sull’isola senza chiedere nulla al Parco se non per i nulla osta ambientali obbligatori per legge, il Parco non ha alcun titolo perché tutto oramai è nella piena disponibilità del Comune.
Un progetto complessivo quindi, se da un lato ha presupposto nella pianificazione, dall’altro, con l’eccezione della vigilanza ambientale, trova la sua operatività (esattamente come per la rimozione dei rifiuti), in un accordo quadro che può essere una convenzione o un protocollo d’intesa.

Scrivete che occorre avere un’idea di futuro per l’isola.
Avete assolutamente ragione. Noi l’abbiamo e l’abbiamo espressa. La nostra idea su Zannone è semplice, direi scontata dato l’obbligo di mantenere integra la naturalità dell’isola.

I punti operativi indicati e proposti con chiarezza dal Piano del Parco sono diversi e articolati.
Certamente prioritario sarebbe ridefinire un accordo tra Parco e Comune che gestiscono l’isola, a valle però di un preciso programma di interventi che deve riguardare (come già previsto nel Piano del Parco) il recupero degli immobili esistenti (complesso del Faro e complesso della Villa e del Monastero) per sviluppare sia attività turistiche che naturalistiche controllate è permettere quindi una reale fruizione dell’Isola (ed anche un controllo della stessa attraverso la presenza di un presidio utilizzabile). E’ infatti di assoluta importanza mantenere un costante monitoraggio scientifico dello stato di conservazione dell’Isola e continuare i monitoraggi dell’avifauna (magari con una partecipazione più diretta dell’Istituto Nazionale Fauna Selvatica che opera nell’I.S.P.R.A. vigilato dal Ministero dell’Ambiente) che hanno già dato risultati d’interesse internazionale.

Qui a seguire, in nota, riportiamo quanto il Piano del Parco prevede per Zannone. Su questi punti siamo pronti a qualsivoglia confronto. Siamo pronti non solo a motivare, ma anche ad ascoltare perché il processo di pianificazione di un Parco non può che essere partecipato, il nostro lo è stato e per quanto ci riguarda continuerà ad esserlo.

Ringraziandovi ancora molto per l’attenzione e per l’opportunità di chiarire alcuni elementi che nelle sintesi della comunicazione potrebbero essere sfuggiti, rimaniamo a disposizione per qualunque ulteriore chiarimento o per produrre se necessario i documenti a supporto di quanto sopra affermato.

Un cordiale saluto.
Gaetano Benedetto

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NOTE

A seguire i punti salienti su Zannone presenti nel Piano Nazionale del Circeo già approvato dal Consiglio Direttivo dell’Ente Parco e, trasmesso alla Regione Lazio nel 2012, in attesa di pubblicazione previa approvazione della Valutazione Ambientale Strategica.

A) MONITORAGGIO SCIENTIFICO DELLA BIODIVERSITÀ DI ZANNONE

Azione: Monitoraggio scientifico.
Mantenere un programma di monitoraggio scientifico della biodiversità di Zannone, con particolare riferimento allo studio della migrazione degli uccelli tramite inanellamento scientifico, studio delle popolazioni di berte nidificanti sull’isola, monitoraggio della popolazione del muflone ed eventuale programma di controllo, studio della Podarcis sicula (ssp. patrizii) – Lucertola di Zannone, monitoraggio della flora, monitoraggio dell’eventuale presenza del Ratto nero a seguito del programma di eradicazione già eseguito negli anni scorsi, studio della biologia marina sui fondali dell’isola.

B) PROGRAMMA DI CONTROLLO DEL MUFLONE

Azione: Programma di controllo del Muflone (Ovis musimon).
Elaborare un attento programma di verifica degli impatti del Muflone (specie introdotta negli anni ’20) sull’ecosistema dell’Isola di Zannone e verificare l’opportunità di un programma di controllo – ed eventualmente di eradicazione, dopo aver verificato la sensibilità locale anche attraverso un progetto con l’approccio della “Human Dimension in Wildlife Management” – al fine di ripristinare la situazione ecologica originale e preservare la diversità floristica e faunistica dell’isola.

C) PROTOCOLLO DI INTESA CON COMUNE DI PONZA

Stabilire un protocollo di intesa con il Comune di Ponza per la gestione dell’Isola di Zannone, basato sui punti successivamente elencati.

Ente Parco Nazionale del Circeo – Schema di Piano del Parco – Dicembre 2010

(1) ATTIVITÀ TURISTICO-RICETTIVE DI ELEVATA QUALITÀ

Restauro della struttura dell’ex Casa di Caccia (di proprietà del Comune di Ponza) al fine di realizzare un “rifugio marino”, regolamentato ma aperto al pubblico, coinvolgendo nella gestione strutture professionali locali ed il volontariato, nonché rendendo disponibile una foresteria per personale del Parco e ricercatori.

(2) PROGETTO DI INTERPRETAZIONE AMBIENTALE SULL’ISOLA

Sviluppare un progetto di interpretazione ambientale sull’Isola, attraverso la posa di tabellazioni informative ed interpretative (in parte già sperimentate recentemente dall’Ente Parco con il Progetto Litorale), e ripristino nell’ex Casa di Caccia di una piccola struttura museale – centro visitatori – che permetta lo sviluppo di visite guidate anche attraverso cooperative locali.

(3) MIGLIORAMENTO DELLA SICUREZZA E DELL’ACCOGLIENZA SULL’ISOLA DI ZANNONE

Migliorare la sicurezza dell’approdo sull’Isola, attraverso la posa di un pontile stagionale galleggiante a basso impatto all’attracco del Varo, realizzando un punto di accoglienza mobile nell’area del Varo (nella esistente Grotta, dopo averla messa in sicurezza), gestito da giovani locali.

(4) COINVOLGIMENTO DEI RESIDENTI DI PONZA IN OPPORTUNITÀ OCCUPAZIONALI

Coinvolgimento dei residenti di Ponza (soprattutto i giovani) nelle attività turistiche ed educative legate alla fruizione dell’Isola (trasporti, accoglienza, didattica) allo scopo di sviluppare occupazione locale.

D) MIGLIORAMENTO DELLA SICUREZZA PER I VISITATORI DELL’ISOLA

Effettuare una attenta analisi del rischio idrogeologico sulle sponde dell’Isola, nelle aree attualmente fruite dai turisti balneari, verificato situazioni di particolare rischio e segnalando al Comune di Ponza la necessità di adottare gli opportuni provvedimenti.

E) RAFFORZARE LA PRESENZA DEL CFS SULL’ISOLA

Rafforzare la presenza durante tutto l’anno di personale in divisa del CFS sull’Isola di Zannone, (CTA – Coordinamenti Territoriali per l’Ambiente – NdR), utilizzando la struttura già disponibile al CFS del Faro, al fine di informare il pubblico sulla normativa vigente sull’Isola e di prevenire eventuali sanzioni, ed in particolare per prevenire il bracconaggio degli uccelli migratori. Coinvolgere l’UTB nell’ambito dei rapporti convenzionali con il Parco nelle attività di manutenzione dell’Isola.

F) REALIZZARE UNA FORESTERIA PERMANENTE DEL PARCO PER I RICERCATORI E IL PERSONALE DI SERVIZIO

Realizzare – nell’ex Casa di Caccia o nei locali del Faro, con opportuni accordi con il Comune o il CFS – Demanio Marittimo – una foresteria permanente del Parco per i ricercatori e il personale di servizio del Parco da utilizzare per le attività sull’Isola (monitoraggio scientifico e ricerca, campo di inanellamento degli uccelli, attività di biologia marina, didattica, ecc…).

G) ISTITUZIONE DEL SERVIZIO NAUTICO DEL PARCO

Istituire un Servizio Nautico permanente del Parco a supporto delle attività di gestione dell’Isola di Zannone e delle aree marine circostanti il Parco (ZPS a mare, SIC marini), dotandolo dei necessari mezzi e formando il personale addetto (anche parzialmente) al servizio.

Il Servizio Nautico potrà anche operare a supporto delle attività di sicurezza in mare e di sorveglianza da parte delle forze di P.G. (Polizia Giudiziaria – NdR) operanti in zona, sulla base di specifici accordi, che potranno prevedere anche la cessione in uso di mezzi del Servizio agli stessi organi di P.G.. Il Servizio Nautico potrà utilizzare i mezzi già in uso del Parco (battello spazzamare, gommone motoscafo, …).

Il servizio Nautico potrà anche essere operato tramite specifici accordi con soggetti privati idonei e abilitati ai sensi di legge (soggetto gestione di servizi portuali o marittimi, cooperative di pesca o servizi, ecc. …).

  1. INDIRIZZI E AZIONI PER LA CONSERVAZIONE DEGLI AMBITI MARINI LIMITROFI AL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO

E’ auspicabile trovare una intesa con la Regione Lazio per far sì che la gestione della parte a mare della ZPS “Parco Nazionale del Circeo” (Zone di Protezione Speciale – NdR) e dei SIC marini che fronteggiano la costa del Parco e l’Isola di Zannone (elencati nella parte “Analisi” del Piano) sia effettuata dall’Ente Parco che provveda alla loro conservazione attraverso:

– Redazione del Piano di Gestione della ZPS inclusa la parte a mare e dei SIC marini;

– Posa di sistemi di boe di attracco perimetrali che permettano alle barche da diporto di accostare il sito e di permetterne la fruizione (snorkeling e subacquea) senza danneggiare le praterie di Posidonia;

– Posa di tripodi sul fondo od altri sistemi di dissuasione e contrasto della pesca a strascico abusiva lungo il perimetro dei SIC, che possano anche funzionare come nursery per i pesci (strutture forate);

– Posa di segnaletica subacquea e creazione di guide utilizzabili da sub e bagnanti per l’osservazione delle specie marine;

– Formazione di guide subacquee professioniste e promozione dello “scuba diving”.

Lo stesso approccio è stato elaborato dal Comune di San Felice Circeo con il progetto di Valorizzazione delle Aree Marine elaborato dai Prof. Ardizzone e Belluscio dell’Università La Sapienza, che il Parco supporta fortemente e che andrà implementato in collaborazione anche con il Parco in modo che gli altri interventi previsti siano coerenti con esso.

Lo stesso approccio può essere utilizzato per l’area di protezione del PTP n. 13 (Piano Territoriale Paesistico – NdR) previsto a fronte del Promontorio del Circeo per 500 metri dalla costa. In prospettiva queste attività potranno creare un flusso turistico specialistico oltre che uno sbocco al turismo del diporto nella zona del Parco, ed un risultato positivo per i pescatori artigianali operanti in zona grazie alla tutela delle aree di riproduzione presenti nei SIC marini, come dimostrato anche in altre zone marine gestite (Parco Nazionale delle Cinque Terre, Riserva Naturale Marina del Plemmirio…). Queste attività potranno costruire una maggiore sensibilità su questo tipo di interventi, ed in prospettiva anche creare le condizioni per valutare l’ampliamento a mare del Parco.

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La “Lettera aperta di Ponzaracconta al Presidente del Parco Nazionale del Circeo”
è stata pubblicata il 20 ottobre scorso (leggi qui)

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Alleghiamo in file .pdf il documento ricevuto in Redazione: parco-naz-circeo-risposta-a-ponzaracconta

 

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4 commenti per La risposta del presidente del Parco del Circeo alla lettera aperta di Ponzaracconta

  • Biagio Vitiello

    Ho letto con attenzione la lunghissima lettera del presidente del Parco, ma comunque mi chiedo (come prima e più di prima) di chi sono le colpe del danno ambientale causato a Zannone e conseguentemente alla comunità di Ponza?
    Ora non ci resta che vedere cosa scoprirà la Procura, ma ho le mie perplessità!
    Tutto finirà (come credo) in una “bolla di sapone”; resterà solo il rimpianto di aver dato Zannone al Parco.
    Perché? Perché prima il bosco e i mufloni non morivano, la villa comunale non era abbandonata, i sentieri erano accessibili, si monitorava anche il passo degli uccelli (documentazione presente al Parco del Ticino) e non si spendevano soldi pubblici!

  • Rita Bosso

    Ho apprezzato l’intervento del Presidente del Parco: chiaro, pacato, ragionato; evidenzia la complessità della materia, non minimizza le difficoltà. Meno comprensibile mi risulta la posizione dell’onorevole Castelli di M5S, che interviene sulla medesima questione. Nella sola giornata di ieri si è appreso che: 1) l’on. Castelli ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente; 2) l’on. Castelli è stata messa al corrente dei problemi di Zannone dal Meetup 5S ad agosto; 3) l’on. Castelli ha mandato in visione l’interrogazione al sindaco di Ponza, prima di presentarla; 4) l’on. Castelli sottolinea il ruolo essenziale del Meetup e la continuità tra la propria azione e quella del Meetup; 5) il Sindaco di Ponza ritiene che i Meetup di Ponza e di Formia non rappresentino M5S. Mi chiedo di chi sia il rappresentante l’on. Castelli.

  • Caro Biagio io dubbi non ne ho: che Zannone sia stata inserita nel parco del Circeo è stata una cosa buona e giusta. Per proteggere un patrimonio di tale importanza non si può improvvisare bisogna che si operi in modo scientifico e soprattutto coerente con quelle che sono le finalità: protezione integrale dell’ambiente naturale.

    Che poi dirigenti a vari livelli non sono funzionali a raggiungere gli obiettivi minimi (pulizia e sorveglianza) per cui mettere in dubbio le stesse finalità (protezione integrale) la responsabilità ricade sulle persone coinvolte (ripeto a vari livelli istituzionali).

    Le interrogazioni parlamentari spero che almeno raggiungano un obiettivo: chi non ha saputo svolgere il suo ruolo a cui era stato deputato per legge deve essere rimosso dall’incarico.
    Io penso che a questo punto dei fatti, non ci possa essere più collaborazione tra Vigorelli e Benedetto per cui è necessario che il Ministro e/o la magistratura procedano a indicare il responsabile numero uno della situazione attuale di Zannone e a decidere senza indugi il da farsi nell’interesse superiore della vera funzione di un Parco: protezione ambientale.
    Come si dice: gli “scalda sedie vadano a casa!”
    Ma Zannone nel Parco, per quanto mi riguarda, “non si tocca!” che poi il Comune di Ponza da proprietario dell’isola voglia contare di più nella gestione di Zannone per integrare la sua offerta turistica è cosa necessaria ma qui bisogna passare dalle parole ai fatti che devono seguire prassi burocratiche, progettuali e finanziarie molto delicate.

    • Silverio Tomeo

      Condivido assolutamente con te che Zannone è e deve rimanere nel Parco del Circeo, al di fuori di ogni pulsione privatistica ed affaristica. Gli starnazzi e gli allarmi sullo stato d’abbandono dell’isolotto avranno sicuramente fondamento, ma per alcuni sono solo pretestuosi, con tutta evidenza. In quanto alle polemiche tra Vigorelli e Benedetto, spetta certamente al Ministro verificare le responsabilità, e questo è un conto, ma l’altro conto è che la comunità isolana chiuda democraticamente e decisamente – alle elezioni di primavera – la nefasta avventura vigorelliana. A volte credo che non abbiate tutti ben chiaro il danno d’immagine che proietta all’esterno il sindaco-sceriffo con le sue sparate, e che poi sull’isola abbia instaurato un clima rissoso, dispotico, sospettoso e conflittuale, mi risulta ma non mi tange personalmente, ovviamente. Mi auguro che la parte migliore di Ponza reagisca, costruisca un’alternativa valida e il più possibile condivisa, con un’alleanza democratica, responsabile, a difesa dei beni comuni e della qualità della vita sull’isola. Con una nuova amministrazione comunale operosa, non divisiva, con un sindaco equilibrato, rispettoso, civile, Ponza avrà maggiori chances di contare di più nei rapporti istituzionali con Regione, Parco, Governo.

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