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La poltrona del dialetto (17). Dialetto, poesia, comprensione

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di Francesco De Luca

nu-viecchio

 

In una chiacchierata l’amico Giovanni N. mi faceva notare come la poesia ‘Nu viecchio (leggi qui) sia stata per lui incomprensibile. Non so se per educazione, lui ha attribuito il demerito alla scrittura.

La nota mi ha rammaricato un po’ perché quella poesia traligna dal modello classico della poesia dialettale. La quale deve essere fresca, frizzante, vivace. Al contrario, essa è riflessiva e per nulla allegra. In verità per me essa presenta un pregio in più perché attesta come il dialetto si presti ad esprimere i sentimenti anche quelli tristi e dolorosi.

Prego perciò la Redazione di ripubblicarla con accanto la versione recitata. Chi sa che il parlato non possa dotare il testo di quella comprensione che mi aspettavo.

Se così non dovesse essere paleserò il fallimento dell’intenzione. Lo farò, fidatevi !

 

’Nu viecchio

.

’Nu viecchio pennulea ’a ’nu barcone

abbabbiato, cu ’i mmane tremmanno.

Ogne tanto se scete a nu llucco d’ a canzone,

guarda, nun vede che ombre cammenanne.

Remmane accussì, ’ntrunato,

allupato ’i capi’ ’a vita che n’ ha guduto.

’U vecchiariello se vulesse spassa’ ancora

e n’ ha capito ca pe chi nasce povero

meglio è ’u sunna’,

meglio d’ u capi’ è s’ accuntenta’

’i chello c’ a mente ’nventa,

pecché si no nun sulo n’ he visto niente

ma te remmane dinto ’a pecundria

a vvede’ ca n’ato s’ha pigliato ’u ttuie.

Che bbuo’ fa’. Tu he passato l’aità ’i piglià a ccauce ’a sucietà.

Suonnelo ’u dimane ca tiene mmente,

’nt’arrenne a chello ca siente.

Si ’a vita è merda

’nte spurca’ quanno ’a morte s’ appresenta.

.

Ascolta qui la versione recitata, in file .mp3:

 

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2 commenti per La poltrona del dialetto (17). Dialetto, poesia, comprensione

  • giovanninappi

    Caro Franco, mi sembra giusto intervenire sul sito visto che un mio commento ti ha indotto a riproporre la poesia.
    La versione recitata è sicuramente molto più comprensibile; resta almeno per me da ponzese acquisito ma napoletano verace una certa difficoltà nella lettura del testo che però ritengo non sia da attribuire al contenuto “serio” come tu hai creduto.
    Ti saluto con affetto, Giovanni

  • Francesco De Luca

    Da quel gentiluomo qual è, Giovanni mi rassicura che il contenuto non ha duellato con la forma dialettale. Lo ringrazio.
    Mi sottopone poi un quesito critico che non posso tacere. Per cui, se la poesia è stata recitata a dovere seguendo il testo nelle sue movenze tutt’altro che leziose e, ciononostante, presenta una certa difficoltà di lettura, mi suggerisce, con garbo, che la scrittura offra materia per una revisione.
    Spero che sia questa la ragione di fondo. Potrebbe anche essere il significato a non piacere ma, se così fosse, non avrei nulla da eccepire giacché il ‘piacere’ è personale e non si può mercanteggiare.
    Per la revisione della scrittura posso rassicurarlo: mi sforzerò in futuro di trovare modi più attinenti al ‘napoletano’, al fine di avvicinare al padre (napoletano) il figlio (ponzese), senza danno per alcuno.

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