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p-18-3-di-4 s-04 v1-18 casa-di-vincenzo-darco Forme multicolore di spugne incrostanti Bavosa africana: Parablennius pilicornis

Superare la pregiudiziale anti-ambientalista

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di Vincenzo Ambrosino
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In un’isola come Ponza si dovrebbe subito capire che fare economia sottintende proteggere l’ambiente naturale.

Noi a Ponza facciamo turismo grazie al patrimonio che madre natura ci ha donato e siccome questo patrimonio  non è infinito, anzi assistiamo quotidianamente al suo progressivo degrado, è da pazzi non prenderne consapevolezza e correggere il nostro sistema economico affinché diventi compatibile con la valorizzazione e la protezione ambientale.

Ponza deve avere un modello di sviluppo che rifiuti un ambientalismo ideologico e privo di concretezza ma sia però in prima fila per un modello di sviluppo sostenibile in grado di coniugare sviluppo economico e protezione ambientale per dare un  futuro all’ecosistema isola.

Come non si protegge il mare se non si hanno depuratori funzionanti così non si potrà mai parlare di  svolta ecologica se non ci sarà una nuova consapevolezza tra gli isolani dell’importanza della protezione ambientale.

Quando un amministratore di un’isola come Ponza ha paura di parlare, apertamente, di protezione ambientale (per non inimicarsi l’elettorato) significa che siamo lontani anni luce dall’avere compreso quali sono le soluzioni politiche e culturali da attuare sull’isola.

Le scelte politiche e organizzative da proporre agli operatori turistici devono indirizzare il miglioramento della qualità dei servizi senza aumentare la quantità delle strutture turistiche. Ridurre la competizione commerciale per risparmiare risorse da investire in immagine e arredamento urbano.
Politiche di pianificazione territoriale in una piccola isola devono avere chiara l’idea della protezione ambientale, come quello della ridistribuzione della ricchezza per creare nuova occupazione (cooperative di disoccupati) ampliando le offerte turistiche.

Le buone scelte politiche strutturali sono fondamentali in una piccola isola  e da queste scelte si vede se l’amministrazione ha compreso come si può salvare l’ecosistema isola.

Impiantare strutture che consumano ambiente naturale ed energia è assolutamente sbagliato.

Impiantare strutture che non incrementano la residenza stabile per tutto l’anno è assolutamente sbagliato.

Ripensare collegamenti marittimi per creare flussi turistici e non ondate turistiche. Elaborare nuove forme di mobilità interna riducendo il trasporto privato e commerciale.

Noi stiamo sprecando risorse ambientali pertanto economiche quindi non siamo ancora riconosciuti produttori di svolte ecologiche, non possiamo ancora diventare autorevoli competitori degli “ambientalisti talebani” insediatisi nelle varie sedi istituzionali nazionali e sovranazionali.

Infatti ci impongono dall’esterno legislazioni di protezione ambientale completamente avulse  da quelle sociali ed economiche e noi non siamo in grado di dare una risposta politica unitaria e forte proprio perché non abbiamo una cultura ambientalista pur vivendo da sempre in relazione estetica ed economica con il nostro ambiente.

Se prima era consuetudine sfruttare egoisticamente l’ambiente oggi deve diventare necessario proteggere il nostro ambiente proprio per dare continuità ai nostri interessi economici, sociali e culturali.

Ci dividiamo, ci dividono e non riconosciamo il nostro interesse primario: proteggere noi per primi l’ecosistema isola sviluppando una offerta economica eco-sostenibile.  

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