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Epicrisi gotica (94). O dell’indicibile

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di Sandro Russo

 

“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia”
[William Shakespeare, da “Amleto”]

L’appuntamento – circa una volta ogni due mesi – del “redattore-tipo” di Ponzaracconta con la compilazione dell’Epicrisi settimanale è una storia nella storia, vissuta di volta in volta e dalle diverse persone con trepidazione, senso del dovere, leggerezza o aggravio, compito di routine o sfida…
Personalmente penso di aver sperimentato al riguardo un po’ tutti gli stati d’animo sopraelencati, anche se quello prevalente è la curiosità.
Mi vedo come il personaggio del professor Krainz di Paolo Villaggio ad aprire lo scatolone degli articoli della settimana:
Ja… koosa fiene poi atesso!?
Perché, come per le immagini di un caleidoscopio, a partire dagli stessi frammenti di vetro, si ottengono combinazioni sempre diverse.
Perché per quanto si seguano giorno per giorno gli articoli che escono sul sito, è solo alla fine, al momento di mettersi a scrivere, che arriva ’a ’mbressione: la risposta alla domanda cruciale: che cosa mi ha colpito più profondamente di tutte le notizie/storie lette? Posso utilizzarla come chiave di lettura?

Vetrate cinquecentesche cattedrale di Metz

***

Ebbene, questa settimana sono stato molto colpito dall’alternanza di notizie sul peschereccio Rosinella, affondato per cause tuttora sconosciute al largo di Gaeta su un fondale di circa 60 metri il 19 aprile scorso e recuperato pochi giorni fa, dopo qualche tentativo a vuoto.

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Il ‘Rosinella’ ormeggiato a Formia nell’aprile 2015

In settimana la piattaforma che imbragava lo scafo è giunta al porto di Gaeta e sono cominciate le verifiche all’interno dello scafo, inizialmente senza esito, che hanno portato, in un secondo tempo e ad un’ispezione più accurata, al ritrovamento del cadavere del comandante Oliviero.
Ponzaracconta in Rassegna Stampa ha riportato tutte le fasi della vicenda, fino alla più recente della disposizione dell’autopsia sul corpo da effettuare nei prossimi giorni.

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Sono stato molto colpito dalla perseveranza dei familiari per ottenere il recupero del relitto; dalle immagini dell’imbarcazione, sostanzialmente integra, per quanto si può vedere dalle diverse fotografie, con qualche segno conseguente alla sua permanenza a fondo per alcuni mesi.

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Il mio interesse quasi ossessivo per questa vicenda, ha una sua spiegazione in un episodio analogo accaduto nella mia famiglia – al ramo della nonna materna Natalina Romano-Zecca (dei Romano delle Forna) – che ha coinvolto miei cugini di secondo grado.

Infatti tra il 26-27 marzo del 1961 (la settimana prima di Pasqua) un grande bastimento, il “Bartolo Rosaria” di circa 400 tonn, in parte di proprietà e al comando di Giuseppe (Peppe) Romano (padre del capitano Antonio Romano, tuttora in attività) affondò al largo di Palmarola, con un carico di ferro diretto ad Ajaccio, per cause che sono rimaste sconosciute. Morirono (dispersi in mare) in cinque, tra cui anche Angelo, marito della sorella di Peppe, Allegrina (’Llerina). Una tragedia familiare oltre che isolana! [ sul sito, la vicenda del “Bartolo Rosaria” in un articolo di Gino Usai del marzo 2011]

Di qui – ma non solo da questo episodio che mi ha segnato negli anni dell’adolescenza – l’innesco a seguire questa vicenda e più in generale l’interesse per il lato nascosto, oscuro delle cose.
Nutrito nel tempo di tanti libri e film con il risultato di isolare immagini e richiami per altri insignificanti.

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Così ho guardato e riguardato le immagini del peschereccio tirato su dal fondo, i detriti che si sono depositati sul ponte, le iniziali incrostazioni sullo scafo.

Sono immagini cui non abbiamo accesso che da poco tempo – per il grande pubblico possiamo dire dall’esplorazione sul fondo del relitto del Titanic in poi – e ancora più recente è la possibilità di recuperare i relitti dal fondo.

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Ci intromettiamo in un mondo misterioso, sconosciuto… finora più di pertinenza dei sognatori e dei poeti che di tecnici e investigatori. Un mondo anche di suoni alieni, distorti… Immaginiamo i rumori del condominio ascoltati con le orecchie completamente immerse nella vasca di bagno…

E da quell’universo ignoto ci giungono “segni” forse in grado di gettare una luce di conoscenza su quel che finora ci era precluso…

Questa settimana si è parlato molto di barche…
Sullo stesso versante irrazionale (…ma quanto sentito!) la testimonianza di Adriano Madonna, commentata e confermata anche da Enzo Di Fazio e Luisa Guarino.

E di barche (dell’anima delle barche) parla anche Paolo Rumiz nel video proposto subito dopo.

Non dimenticherò mai dai tempi in cui anch’io andavo per mare, le notti di tempesta in cui la barca rollava sbattuta tra le onde e io cercavo di dormire, nel mio alloggiamento sotto la prua, pensando che c’era solo un sottile spessore di legno tra me e l’abisso… Sono pensieri che segnano… è così che ci si lega alla propria barca!

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Non è mancata nella settimana l’attualità – oltre a quella stretta della Rassegna Stampa – come nella Lettera Aperta redazionale al Presidente del Parco del Circeo su Zannone.
L’articolo tratta di fatti ben reali e di gestione quotidiana e a lungo termine dell’esistente, ma che Zannone per i ponzesi sia un luogo dell’anima e dell’immaginario, prima ancora che un’entità geografica – come Palmarola del resto – lo testimonia (si parva licet…), un mio scritto di qualche anno fa, quindi in tempi non sospetti: una trilogia intitolata L’isola misteriosa.

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Emergono dal passato altre figure di coraggiosi del secolo scorso, nella loro opposizione al regime fascista, nell’evento di Latina riportato da Rosanna Conte, come le donne rievocate da un rappresentazione teatrale a conclusione della due giorni di studio. E come la figura di Rita Parisi in un precedente articolo…

Di altre lotte e personaggi, della fine del secolo scorso con propaggini fino ai nostri giorni si è trattato facendo menzione della contemporaneità di due eventi, la morte di Dario Fo e il Nobel a Bob Dylan dello scorso 13 ottobre.

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E veniamo alla più stretta attualità a prova di doppie letture… per quanto, non si può mai dire! Il volenteroso, quasi certosino lavoro di Silverio Lamonica che ripercorre tutti i modi in cui scrittori e cronisti di lingua inglese hanno reso omaggio alle nostre isole traendone le sue conclusioni, e il commento di Vincenzo Ambrosino: “(…) Non c’è più nessuno in quest’isola.”
Viene da chiedersi: ma parlano della stessa isola?

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Infine “l’evento della settimana”, culminato nella cerimonia, officiata la mattina di sabato in Comune dal Sindaco, dell’unione civile del secolo:

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Parafrasando Neil Armstrong quando, insieme a Buzz Aldrin, mise piede sulla Luna, il 20 luglio del 1969… “è stato un piccolo passo per due persone, ma un grande balzo per la mentalità dell’isola…”, ufficializzato ora, ma iniziato 23 anni fa quando Benny e Nino si misero insieme…”

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Appendice del 24.10

Antonio Romano fa recapitare in Redazione l’immagine fronte-retro del bastimento di famiglia, affondato nel 1961.

Grazie, Antonio

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2 commenti per Epicrisi gotica (94). O dell’indicibile

  • “Silverio Lamonica che ripercorre tutti i modi in cui scrittori e cronisti di lingua inglese hanno reso omaggio alle nostre isole traendone le sue conclusioni, e il commento di Vincenzo Ambrosino: “(…) Non c’è più nessuno in quest’isola.”
    Viene da chiedersi: ma parlano della stessa isola?”

    Evidentemente parliamo della stessa isola ma interpretiamo la realtà in maniera assolutamente diversa, sarà probabilmente una questione di “punti di vista”.

    Oltre al solito sorriso di facciata, presente sui volti dei ponzesi, c’è un immenso vuoto di prospettiva, non c’è speranza, c’è sfiducia per cui c’è infelicità. Quei “quattro giovani” che vivono l’isola sono i più colpiti da questa mancanza di fiducia e consumano come possono e con quello che possono il loro tempo.

    Sono volutamente molto chiaro: siamo a un anno dalle elezioni e non c’è neanche l’entusiasmo di credere in un cambiamento.

    Peggio di così!?

  • La Redazione

    Appendice del 24.10

    Antonio Romano fa recapitare in Redazione l’immagine fronte-retro del bastimento di famiglia, affondato nel 1961.

    Grazie, Antonio

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