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Beniamino e Nino, prima unione civile a Ponza

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di Luisa Guarino

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Hanno rischiato di tagliare il traguardo della “convivenza d’argento”, venticinque anni insieme da “irregolari”.
Ma finalmente a maggio è arrivato il decreto Cirinnà sulle unioni civili e, lasciata trascorrere l’estate, Beniamino e Nino dopo ventitré anni di vita insieme potranno coronare a Ponza il loro sogno sposandosi sabato 22 ottobre alle 11 in Comune: il matrimonio sarà celebrato dal sindaco Piero Vigorelli, che subito dopo sposerà anche un’altra coppia ‘tradizionale’.
A fare da testimoni saranno Assunta Scarpati, ponzese doc, e Maria Romano, cara amica di Roma. Subito dopo Beniamino Mazzella, 54 anni, e Nino (Antonio) Pizzella, 49, coinvolgeranno chiunque si trovi nella zona in un brindisi nella piazza sottostante il Municipio.

Ma naturalmente non finisce qui. Perché il ricevimento vero e proprio, quello “intimo” e su invito, prenderà il via alle 16.30 a Le Forna, la zona dell’isola ove la coppia vive, nella Villa dell’albicocco, piena di verde e di alberi, tra olivi, oleandri e alberi da frutto, messa a disposizione da amici. Un ricevimento intimo dicevamo: saranno infatti solo in trecento.

“Abbiamo deciso di sposarci in autunno perché tutti gli amici, impegnati per la maggior parte in estate, potessero condividere con noi questo giorno”. E infatti sabato, per essere vicini a Nino e Beniamino, le persone care arriveranno da ogni parte d’Italia: i più lontani addirittura dalla Sicilia. E sarà una grande festa per tutti.
I preparativi, come per ogni coppia in procinto di convolare, sono in atto da tempo e con tutte le fasi classiche: partecipazioni (“Hanno anche sbagliato il cognome di Nino: Pezzella invece di Pizzella” commenta Beniamino); bomboniere (a cui pensa l’amica storica, nonché regista e attrice di ‘A Priezza, titolare del rinomato ristorante A casa di Assunta, Susy Scarpati).

Nessun particolare è stato trascurato: a portare le fedi sul tradizionale cuscinetto sarà Gioele, otto anni, figlio del fratello di Beniamino, detto Benny. “Quando gliel’ho chiesto – ci confida il futuro sposo – si è un po’ preoccupato. Aveva frainteso e credeva che le fedi le avrebbe dovute acquistare lui. Quando gli ho detto che doveva solo portarle ha tirato un respiro di sollievo. Piccolo com’è è sempre stato molto protettivo nei nostri confronti, orgoglioso di me in quanto zio, molto affezionato a Nino”.

Nino Pizzella, romano, libero professionista e decoratore di interni, è arrivato a Ponza nell’estate del 1993. “Il giorno di Ferragosto inavvertitamente ho rotto uno specchio. Il giorno dopo, a Chiaia di Luna, ho conosciuto Beniamino. Da allora, ogni sette anni festeggiamo un anniversario tutto nostro e molto singolare”.
Come forse molti sanno infatti la credenza popolare vuole che a uno specchio rotto seguano sette anni di disgrazie. “In occasione del primo settennio – continua Benny – Nino mi ha dato uno specchio già rotto, a mo’ di promessa. Nel secondo ne abbiamo rotto insieme un altro, come presa di responsabilità per entrambi. Nel terzo, quello dei ventuno anni insieme, abbiamo affidato lo specchio al caso, facendolo sollevare in aria da alcuni palloncini: non volevamo sapere che fine avrebbe fatto. Senonché dopo poco alcuni palloncini sono scoppiati e lo specchio è caduto in frantumi a breve distanza da noi”.

Nino e Beniamino sono la prima coppia omosessuale di Ponza che si unisce in matrimonio. Hanno aspettato a lungo, tant’è che avevano anche pensato di andare all’estero “però la nostra unione non sarebbe stata riconosciuta in Italia”. Poi finalmente è arrivato “il grande giorno”, in tutti i sensi.

 

in condivisione con l’edizione odierna di  Latina Oggi

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