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Il porto di Ischia. Breve storia (3)

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di Alessandro Romano (Sandro)

 

Per l’inaugurazione ufficiale sul posto arrivò l’intera Famiglia Reale, gli Ambasciatori accreditati, i Capi di Stato Maggiore e persino un rappresentante del Governo degli Stati Uniti d’America. Per accogliere tutti, fu costruita una loggia nelle prossimità della “Pagoda”, villa in stile cinese allora appartenente ad una famiglia nobile. Nel momento cruciale della manifestazione, fecero ingresso nel nuovo porto duecento imbarcazioni addobbate a festa che eseguirono diversi giri; su alcune di esse vi trovarono posto delle bande musicali che intonarono marce e musiche popolari napoletane, su altre si spararono mortaretti come pure sulla terraferma.

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La lancia reale

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La nave reale “Monarca”

La nave reale, la lancia al servizio particolare del re ed i piroscafi reali di scorta Tancredi, Saetta, Delfino, Antilope e Cristina furono collocati al centro del porto: issavano sui pennoni enormi bandiere reali.

La cerimonia iniziò alle ore 17 in punto quando il Re, con al suo fianco il vescovo d’Ischia, mons. Felice Romano, sguainando la sciabola diede il segnale prestabilito per l’inaugurazione del porto. Allora colpi di cannone a salve annunciarono alla numerosissima folla che il porto era funzionale. La festa di popolo fu grande.

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Il nuovo porto di Ischia

 Va anche detto e sottolineato, dato che la storia ufficiale anche in questo non ne fa menzione, ma gli archivi sì, che essendo diventato il nuovo Porto di Ischia l’arteria principale e sicura dell’intera isola, nella stessa giornata furono inaugurate le nuove strade lastricate per Casamicciola, Lacco Ameno e Forio.

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Ischia: strada per Casamicciola

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Marinai di Ischia nel nuovo Porto

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Il cantiere navale nel nuovo Porto

Tra i tanti aneddoti, nelle cronache si riscontra che un rappresentante del popolo, avvicinatosi al Re durante la cerimonia, riferì che i sindaci, colpiti nei loro interessi probabilmente personali, non si erano presentati per l’inaugurazione. Dal “Diario reale” risulta tale circostanza: alle accorate parole del rappresentante, Ferdinando non si scompose più di tanto esclamando: “Guagliò, nun t’arruinà ‘a festa, nunn’i da retta a chilli quequere”.

 

[Il porto di Ischia. Breve storia (3) – Fine]

Per le puntate precedenti, leggi qui e qui

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