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I tre fischi…

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di Domenico Musco
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Oggi domenica 2 ottobre.
Uscendo dal porto, ovviamente passando dal lato destro come prescrive la legge del mare venendo dalla spiaggia di Sant’Antonio, sono passato davanti al Sorrento Jet il monocarena veloce che collega Terracina con Ponza, e ho sentito quei tre fischi lunghi…
Summith, il ragazzo singalese che lavora con noi mi dice che la nave ci sta suonando perché siamo passati davanti alla prua; non può sapere che i tre fischi stanno a indicare che è l’ultima corsa del 2016, la chiusura della linea: se ne riparlerà l’anno prossimo. Credo che sia stato l’ultimo mezzo a durare un po’ più a lungo per il prolungamento della stagione turistica; gli altri “i tre fischi” li hanno già fatti da parecchio, così come tante attività nautiche e terrestri che hanno chiuso la “stagione” da un pezzo.
…Poi noi continuiamo a parlare di allungamento della stagione turistica!

Mi è preso il solito sconforto. Quello che ti prende dentro e ti dice che l’estate è finita, sono finiti i colori, la gente, i rumori… e entreremo subito, quasi senza stacco, nella dimensione dell’isola dove il silenzio e la solitudine la fanno da padroni.

A me non piace molto l’isola nel periodo invernale, lo dico con molta franchezza e senza mezze misure.
Tutto diventa difficile da una semplice partenza a un semplice acquisto.
Parlare poi diventa più difficile perché le persone che incontri sono  quelle che già conosci da una vita; sai come la  pensano e lo scambio di informazioni in un colloquio rimane fermo e statico.
Non si progredisce perché molto spesso i ragionamenti non hanno la forza di penetrare nelle convinzioni precostituite; perché si ragiona da tifosi e il concetto del fair play non esiste. È un po’ come per le convinzioni religiose; nessuno molla la propria posizione.

“La politica”, che dovrebbe essere la parte nobile dei ragionamenti e sicuramente l’argomento principe che riempirà le giornate di questo inverno, sarà sempre faziosa, da tifosi, senza mai riconoscere merito agli avversari e questo porterà a scontri verbali molto duri rischiando di compromettere molte amicizie.
In America si dice: “Mai parlare con gli amici di politica o di religione”.
L’estate è diverso, perché incontri tante persone nuove e anche con piccoli tasselli di ragionamento ogni volta si arricchisce la tua conoscenza facendoti cambiare la prospettiva e il modo di vedere su tanti argomenti che davi per scontati.

Questa mia amarezza da fine dell’estate spero non sia solo un messaggio negativo ma costituisca lo stimolo a una discussione serena sul futuro dell’isola, soprattutto da parte dei giovani che ci credono e vogliono con forza di vivere sull’isola.
Spero tanto che qualcuno di loro “ci faccia sognare”… Che con il loro entusiasmo diano linfa attiva al benessere della nostra comunità!

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