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Addio Nunziata, io ti ricorderò così

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di Martina Carannante
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Nunziata d’a Giannètta, al secolo Annunziata Taliercio, originaria di Ventotene, era arrivata a Ponza sposando Giovanni Calise. Lasciando la sua isola natìa non aveva fatto un gran salto di qualità, anche perché durante la sua vita ha dovuto sempre lavorare moltissimo.

Accompagnata dalla sua carriola, qualsiasi cosa potesse vendere la metteva lì dentro e girava per l’isola, cercando di guadagnare qualcosa.

Ind’a carriol, ‘a Giannètta, ci metteva di tutto: roba vecchia, il raccolto del giorno o il pescato del figlio Beniamino, spesso ci portava anche un gatto, o qualche gattino piccolo, e questa cosa da piccola mi colpì tanto che quando mi chiedevano chi fosse Nunziata io rispondevo: “E’ la signora con la carriola, che rapisce i gattini, li mette nel sacco e poi li va a vendere!”.

In realtà Nunziata era una buona persona, che si piegava alla fatica e non si lasciava abbattere da nulla.
Quando gli ultimi anni nonno Aldo non stava bene, qualche volta era venuto anche a trovarlo a casa e spesso chiedeva di lui perché, avendo le terre confinanti, da buoni vicini, nonno la aiutava.

Erano un bel po’ di anni che non girava più con la carriola a vendere le cose, ultimamente era andata anche via da Ponza, ospite dalla figlia.

Stamattina al risveglio, alla notizia: é morta Nunziata!, “ci sono rimasta”.
Non potevo non ricordarla; è stata una donna isolana, completamente immersa nella società ponzese e per il rione di Santa Maria, una sorta di icona.

Ciao Nunzia’, che questo viaggio ti sia lieve, con o senza carriola.

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