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2009-07-21_19-27-26 h-20 ernesto-b v8-10a 22 L'ingresso pricipale delle grotte di Pilato presso il porto

Il cambiamento climatico a Ponza e dintorni (1)

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di Alessandro Romano (Sandro) (*)

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Già ho avuto modo di toccare l’argomento clima nell’articolo in cui sono state affrontate le problematiche idrauliche di Ponza (leggi qui), ma solo accennando alle mutazioni meteo che, da qualche anno, stanno interessando e compromettendo sempre più anche il delicato territorio isolano.

Tutti ricorderanno le forti ed improvvise levantate che una volta tormentavano la parte est di Ponza soprattutto nei mesi estivi ed, in particolar modo, proprio nel mese di agosto quando porto, rada e baie erano affollate di panfili e natanti di ogni genere. Si arrivò a sfiorare tragedie con turisti che, sorpresi dalle improvvise “burriane” (da buran “vбуран” vento proveniente dalla Russia attraverso i Balcani), cercavano la salvezza aggrappandosi agli scogli o rifugiandosi in spiaggette inaccessibili da terra, mentre le loro barche venivano sbattute sulle “chiane” (scogli affioranti) ed ingoiate dalle onde.

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Levantate 

Tutti ricorderanno le mitiche “trubbee” (nubi a forma di turbante), ammassi verticali di cumuli nembi che si sviluppavano al calar del sole sulle montagne (alle spalle di Zannone) del continente: magistralmente interpretate dai vecchi marinai. Esse indicavano il livello di stabilità atmosferica e, quindi, consentivano di articolare una rudimentale, ma precisa previsione del tempo a 12 ore.

Come si ricorderà il famoso “girasole”, la brezza marina che partendo da levante, al sorgere del sole, ne accompagnava l’intera evoluzione scorrendo metà rosa dei venti fino al maestrale dove, poi, calava con il tramonto.

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Trubbee 

Delle formidabili ed improvvise levantate di una volta, oggi c’è rimasto solo il ricordo anche se, di tanto in tanto, qualcosa ancora accade, ma decisamente fuori orario, fuori stagione e di scarsa intensità. Non è difficile che le “trubbee” da antichi segnalatori di tempo atmosferico, si tramutino in vere e proprie perturbazioni locali, generando venti, piogge, cali termici e, non di rado, incredibili grandinate estive.

Va osservato che, ad oggi, il girasole è l’unica manifestazione meteo tradizionale estiva che ancora svolge il suo quotidiano compito di accompagnare il corso del sole, ma anche esso ha subito delle trasformazioni. La sua forza di brezza estiva, una volta costante e puntuale, periodicamente subisce delle improvvise impennate tramutandosi in vento teso con fastidiose, anche se brevi, mareggiate.

Naturalmente oltre al periodo estivo anche i mesi invernali sono diventati una vera incognita.
Il fenomeno più vistoso riguarda le piogge. Si passa da lunghi periodi di siccità a momenti di precipitazioni intense, quando in poche ore si concentra la quantità di pioggia che una volta si distribuiva in più mesi.
Un’altra evidente mutazione sta nelle temperature. Com’è noto, il mare, funzionando da enorme serbatoio termico, attenua gli sbalzi delle temperature, soprattutto nei cali repentini, ma l’instaurarsi da qualche anno di un regime ventoso persistente soprattutto dai quadranti settentrionali, fa sì che la mitigazione del mare venga sopraffatta ed inibita. In passato, nelle isole Ponziane, le precipitazioni nevose sono avvenute, ma non con la frequenza, l’intensità, l’estensione e la persistenza degli ultimi tempi.

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Neve a Ponza

Strettamente legate alle temperature ed ai venti sono le forti turbolenze, le cosiddette trombe d’aria. A memoria d’uomo non era mai successo che un tale, non frequente, fenomeno avesse interessato il porto di Ponza. Quelle che si incontrano per mare – note tra i marinai ponzesi come cod’i zéfere –  a rigore sono di minore potenza, sono più appuntite e si spezzano appena toccano terra.
Di recente una tromba d’aria proveniente da Palmarola, dopo aver superato Capo Bianco e il Piano delle Viole, incanalandosi nella vallata del Monte Pagliaro, ha sconvolto i Conti e Santa Maria, per terminare la sua corsa nel cuore del Porto con gli effetti che possiamo ben immaginare.

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Trombe d’aria

L’attività elettrica che è la più paurosa e spettacolare, non è rimasta immune al cambiamento.
Una volta i fulmini “non osavano” scendere oltre le maggiori colline isolane. Monte Guardia, Monte Core, Campo Inglese e Punta Incenso erano i luoghi di normale caduta delle scariche durante i temporali. Purtroppo, da qualche anno, i fulmini raggiungono sempre più spesso anche Frontone, lo Scoglio Ravia, lo Scoglio Rosso, Capo Bianco, Le Forna, zone Sandoli, Montagnone e Cala Caparra.
Ha generato molta apprensione il fulmine che lo scorso inverno ha colpito il faro della Madonna, con diverse conseguenze anche agli impianti elettrici ed alle abitazioni della zona. Mentre ha lasciato increduli e spaventati il recente fulmine che si è abbattuto sulla piana di Monte Guardia, generando un incendio. Quest’ultimo evento si è manifestato in tutta la sua eccezionalità perché è accaduto in assenza di pioggia, quindi su terreno secco, e non ha colpito la vicina parte più alta che è l’antico Semaforo. Queste particolarità inseriscono la recente micidiale scarica su Monte Guardia nel novero dei fulmini globulari. Qualcosa di veramente imprevedibile e molto pericoloso.

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Fulmini

Tutte queste condizioni di criticità indicano chiaramente che stiamo di fronte agli effetti di una progressiva mutazione climatica. Ma quali sono i fattori che stanno determinando questo sconvolgimento atmosferico?

Sulla questione c’è in corso un vivace dibattito scientifico internazionale. Ma, attenzione! …nel gran parlare, dove ognuno si sente in dovere di dire la sua, ci sono anche una serie di tentativi di speculazione che additano quali cause del cambiamento climatico, situazioni che di scientifico hanno ben poco.

Quindi, per avere un quadro veritiero del fenomeno, è consigliabile procedere per gradi e, cioè, analizzando prima le cause che sono scientificamente provate e poi considerando le varie ipotesi in corso di verifica o ancora tutte da dimostrare.

 

(*) – L’ Autore è Funzionario di Protezione Civile

[Il cambiamento climatico a Ponza e dintorni (1) – Continua]

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