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0025-025 ipc p-18-4-di-4 l-06 t6-24 Cunicoli semisommersi nei pressi delle cosiddette grotte di Pilato

La visita al faro della Guardia in occasione degli Openlighthouse Days e qualche considerazione

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di Vincenzo (Enzo) Di Fazio

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Le giornate di visita ai fari e agli edifici costieri inseriti nel secondo bando “Valore Fari” appena pubblicato (i cosiddetti Open Lighthouse Days) iniziate il 6 settembre continuano secondo un calendario che va fino al 21 ottobre, giorno in cui sarà possibile visitare la Torre Angellara in provincia di Salerno.
L’iniziativa, già sperimentata positivamente nella passata edizione, è lodevole in quanto consente a chiunque (basta che sia maggiorenne e che ne faccia richiesta sottoscrivendo una dichiarazione di manleva) di accedere a dei beni unici, di norma chiusi al pubblico, collocati in luoghi suggestivi e di grande impatto e interesse ambientale.

Al faro della Guardia è stato possibile andare nelle giornate del 12 e 13 scorsi. Anche io vi sono andato assieme ad un amico che avevo incuriosito parlandogli tanto di quel luogo.
E’ sempre un’emozione tornare al faro ed è stato inevitabile che mi sia ancora una volta incupito nel vedere, pur conoscendole bene,  le condizioni in cui si trova.
Lo scenario d’intorno, il blu del mare, la pace che si respira, la natura in cui è immerso sono quelli di sempre ma il faro sembra un vecchio sofferente e pieno di piaghe anche se ancora con la schiena dritta.
Speriamo che questo bando sia l’occasione per farlo rivivere.

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Il vecchio forno

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Il giardino

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Dalla sorte di decadimento e di degrado, ovviamente, non sfugge il viottolo che dallo sbarcatoio conduce al cortile del faro, inerpicandosi lungo il crinale del faraglione. Malandato appare soprattutto nella parte iniziale a causa del distacco dalla roccia sovrastante di alcuni grossi massi che hanno sfondato il muro di contenimento.

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Mi dice Cristofaro (il fanalista) che in due giorni hanno visitato il faro 31 persone su 36 che risultavano aver fatto la prenotazione.
All’evento non è stata data molta pubblicità. Le comunicazioni tra le persone che hanno chiesto di fare la visita e la Difesa Servizi che doveva accoglierle sono state scarne né sono state fornite istruzioni sui punti d’incontro e sui mezzi con i quali raggiungere il faro, tant’è che ognuno ha dovuto provvedervi per conto proprio. E’ mancata la presenza sia del WWF che del Touring Club (ma sembra che fosse prevista solo per i beni in carico all’Agenzia del Demanio), è mancata l’assistenza di coloro che avrebbero dovuto fornire i caschi di protezione così come prescritto. Insomma è passato tutto sotto tono quasi a voler dare poca visibilità ad un evento che, presentando obiettivamente dei problemi di sicurezza di non facile soluzione, era meglio non publicizzare. Questa è l’idea che io mi sono fatto.
Hanno sopperito a tutto i fanalisti Cristoforo e Silverio con la loro disponibilità e la loro assistenza.
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Non è accaduto così, ad esempio, al faro del Po di Goro in provincia di Ferrara o al faro di Punta del Pero a Siracusa o a quello di Capo Zafferano a Santa Flavia in provincia di Palermo ove i visitatori hanno beneficiato del supporto del WWF e del Touring Club e sono stati accompagnati nel corso delle visite da alcuni responsabili della regione.

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La stessa Agenzia del Demanio ha inviato sulla posta del sito i video girati con il drone sui fari del Po di Goro e su quello di capo Zafferano che qui ripropongo. Vedere i fari dall’alto è un’emozione unica e l’occhio viene tenuto a riparo delle brutture provocate dall’incuria dell’uomo.


Ma… noi, per il faro della Guardia, non siamo da meno e, per l’occasione rispolveriamo uno dei tanti video girati da Giancarlo Giupponi segnalando nel contempo alla fine di questo articolo i riferimenti degli altri pezzi contenenti immagini aeree del faro.

 

 

Il 16 è stato pubblicato il bando con tanta documentazione allegata, più ampia per i beni in carico all’Agenzia del Demanio rispetto a quelli in carico alla Difesa Servizi e con una differenza sostanziale che salta subito all’occhio: la durata della concessione. Da 6 a 50 anni, secondo le condizioni stabilite dal concessionario, per i beni dell’Agenzia del Demanio; 19 anni, anzi più precisamente fino al 2/2/2034, per quelli della Difesa Servizi.
Al momento non è dato di capire il perchè di questa differenza, elemento di non poca importanza soprattutto per il nostro faro per il quale, considerata la possibile necessità di grossi investimenti per la messa in sicurezza, 19 anni appaiono insufficienti ad ammortizzare i costi. E, a detta di Cristofaro, qualche visitatore inviato per un sopralluogo da persone interessate, questa osservazione l’ha già fatta.
Nei prossimi giorni daremo conto del bando dopo aver letto il corposo disciplinare e le altre carte, e forse qualcosa in più capiremo…

 

Ecco gli articoli in cui si possono trovare i video di Giancarlo Giupponi con immagini aeree del faro della Guardia:
Lo sguardo di Giancarlo Giupponi per Ponza
Il faro della Guardia, 127 anni di storia
Il faro della Guardia, tra emozioni e prospettive

 

 

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