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Il porto di Cala dell’Acqua

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dal Comitato Samip 2012
Cala dell'acqua 22

 

COMITATO DI QUARTIERE “SAMIP 2012”

Alla società MARINA DI CALA DELL’ACQUA S.R.L.
pec: marinacaladellacqua@pec.it

MINISTERO delle INFRASTRUTTURE e dei TRASPORTI
direzione Generale dei Porti
Pec: dg.tm.@pec.mit.gov.it

COMUNE DI PONZA Ufficio Lavori Pubblici
Pec: ufficiolavoripubbliciponza@pec.it

Oggetto: PORTO….. di Cala dell’Acqua – PONZA
Rif: Prot. Comune di Ponza n. 6950 del 02/08/2016

***

Non privato ma pubblico-privato

PREMESSA Il Comitato di Quartiere Samip 2012 ritiene di dover partecipare alla scelte condivise che riguardano il porto. Rappresenta un collegamento della comunità locale verso le scelte importanti del domani.

Addirittura Esso sopravanza anche l’Amministrazione Comunale che esaurisce il suo mandato decisionale nel ciclo della sua sindacatura, mentre il Comitato non si esaurisce nello stesso arco di tempo.

Premesso che la zona del porto, e l’entroterra connesso appartengono ai Cittadini di Le Forna. È vero che ci sono stati gli espropri delle case e dei terreni privati ma finalizzati all’attività della miniera di bentonite, e non per altro scopo (per esempio porto). Ma le strade interne e quelle verso il mare nessuno le ha espropriate, per cui appartengono ancora alla cittadinanza fornese

Ma c’è stata anche la dispersione delle polveri sottili sul terreno agricolo e non con grave danno per le colture. E la silicosi che ha portato a morte diversi operai.

Ora si presenta l’occasione di fare un po’ i conti: certo non pretendiamo di sanare tutto il passato, con l’isola che è stata gravemente menomata nella sua struttura, ma un po’ di scelte condivise ci sia concesso di esprimere.
Alla luce di quanto detto esprimiamo il concetto che NOI CITTADINI DI PONZA dobbiamo partecipare alla gestione del porto.

  • Non mettiamo in dubbio che i capitali investiti per la costruzione del porto debbano rientrare con gli interessi consentiti.
  • Ma anche che tutta la cittadinanza di Le Forna debba guadagnarci e non essere penalizzata dall’operazione e dal suo funzionamento.
  • Tutte le opportunità che esistono sull’isola devono essere impiegate prima di assunzioni dall’esterno.

IL PORTO

I) È indispensabile che la scogliera frangiflutti, anima e genitrice del porto, e per la quale siamo disposti a impegnarci fino in fondo, debba partire dalla Punta della Montagnella, non 200 m all’interno di essa, e con una curvatura esterna dirigersi verso l’ex derrik.

Altre soluzioni meno estese riguardano solo un porticciolo privato, che 
Noi non vogliamo; un simile porticciolo servirebbe solo ad un Privato, mentre Noi vogliamo qualcosa di uso anche Pubblico, per il quale ci sia una ricaduta economica anche per i Residenti.

Assodato il fatto che la scogliera frangiflutti è costituita da cassoni in c.c.a. con superficie subverticale all’interno e all’esterno…

All’esterno della scogliera possono attraccare, col tempo buono, le navi-crociera, gli aliscafi, tutti quei mezzi che portano solo persone.

Il traffico che si presenta sull’isola dalle ore 9 alle 12 ha le seguenti caratteristiche:

1) Le persone che devono restare sull’isola;
2) Quelle che devono ripartire nella giornata.
1.1) I Primi devono prendere il pullman per salire sulla strada Provinciale;
2.1) Gli Altri devono ripartire dopo una giornata di Ponza:
2.1.1 hanno bisogno dei taxi e del Pullman per fare il giro dell’isola;
2.1.2 devono andare coi barconi da 20 e più persone per Palmarola;
2.1.3 devono andare con le taxi-barche nelle spiagge deputate;
2.1.4 devono prendere una barca con Conducente per il giro delle grotte,
2.1.5 devono prendere un gommone in proprio.

Per soddisfare queste esigenze bisogna separare le utenze di traffico subito dopo lo sbarco:
I passeggeri di cui al punto 1.1 e 2.1 devono salire nel parcheggio posto a monte, accompagnati dalle navette elettriche e gratuite, per prendere il taxi o il pullman;
quelli per il mare devono restare il più vicino possibile alla zona d’imbarco.
I turisti di cui al punto 1 non hanno più bisogno del porto.

Quelli di cui al Punto 2 cioè i “pendolari”, vuoi sbarcati dagli aliscafi che dalle navi crociere, devono trovare:
– le biglietterie, vuoi per l’aliscafo che per le barche,
– il negozio per l’acquisto dell’acqua, della frutta, dei panini, della pizza, dei preconfezionati mangiabili;
– il negozio dei souvenir.

Per soddisfare questo traffico intenso che si svolge in due orari distinti, quello mattutino dello sbarco sull’isola e quello pomeridiano dell’imbarco dall’isola, mentre rimane inesistente nel resto della giornata (a parte quello locale e meno intenso che riguarda gli Utenti dei mezzi ancorati nel porto) si pensa di

II) collegare con scale mobili in tunnel sottomarino la scogliera esterna frangiflutti (all’altezza del fanale verde) con quella interna (alla base) – all’imbocco del porto.

  • Potrebbe essere realizzato anche con strutture trasparenti parzialmente per rendere visibile il mare, come in un acquario.
  • Il fondale di oltre 10 m non ostacola il passaggio dei mezzi.
  • Eviterebbe un percorso lungo la costa di dimensioni importanti e di notevole impatto con uno più flessibile e di minori dimensioni, in quanto esso sarebbe utilizzato solo dagli Utenti dei mezzi ancorati nel porto.

Le nostre esigenze poi all’interno del porto, sono costituite nell’ormeggio di circa 200 imbarcazioni relativamente piccole di 6 m oppure 8 m, con punte di oltre 10 m per le barche dei pescatori.

IL PRESIDENTE Ing Aprea Aniello PRANLL40A21G871P

Ponza 05/09/2016

 

Regione Lazio
Direzione Regionale Territori, Urbanistica, Mobilità e rifiuti
Area Porti e Trasporto Marittimo
Pec: porti_trasporto_marittimo@regione.lazio.legalmail.it

Cala dell'Acqua. da LTO

Allegato file. pdf del documento protocollato: Porto Cala dell’Acqua Ponza

Cala dell'Acqua. Zona Miniera. Recente. Better copia

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1 commento per Il porto di Cala dell’Acqua

  • Qualcuno ha detto che il Comitato Samip non vuole il porto! In questo documento, a firma del presidente del Comitato, addirittura si auspica il raddoppio dell’ampiezza del porto a Cala Dell’ Acqua: che secondo questo documento tutti, (privati e pubblico) dovrebbero comprenderne l’interesse. Raddoppio significa più soldi ai privati e più possibilità e servizi per i fornesi.

    Signor Sindaco se fossi in Lei, coglierei l’occasione: metterei in contatto i progettisti di Marina di Cala Dell’ Acqua con l’ing. Aprea, il quale sta dimostrando di impegnarsi nel proporre idee, soluzioni e addirittura organizzazioni di flussi turistici.

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