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Epicrisi 87. Tutti puzzi

di Sandro Russo

 

Veramente il titolo di questa epicrisi settimanale doveva essere “Puzzle”, che però non tanto suona, all’orecchio ponzese; così ne ho preferito un altro in onore di zia Rosaria, grande consumatrice di cruciverba, che quando mi mandava da Ricciolino a farle i rifornimenti, mi raccomandava di prendere solo “Tutti puzzi” e “Puzzi giovani”, perché gli altri li trovava troppo difficili..!

In effetti sembra, questa settimana, che sul sito si siano dati appuntamento quasi tutti i temi più importanti che Ponzaracconta porta avanti, da anni ormai…
Non che qualcuno degli articoli sia conclusivo, o definitivo, ma nel senso che si inseriscono, come tessere di un puzzle, nel mainstream degli argomenti cui teniamo di più.

Puzzle.1 [1]

Possiamo cominciare proprio con il Confino, sull’onda lunga del recente summit a Ventotene di Renzi con Hollande e la Merkel. Ne ha scritto in due articoli Giuseppe Mazzella di Rurillo: questa settimana è uscito il secondo [2].

Non perde l’occasione Rita Bosso di stigmatizzare la riproposizione, da parte di un noto giornalista, della famosa battuta delle isole del confino come luoghi di villeggiatura [3]: un evidente problema di “lana infeltrita”.

Infine a Ventotene è stato presentato in settimana, da Antonio De Luca, il libro “Il partigiano e il falegname”. Ne parla, allargando il discorso, Vincenzo Ambrosino [4] che da anni ormai, termina quasi tutti i suoi articoli con un accenno alla necessità di difendere la residenza invernale dei ponzesi. Nell’isola degli acronimi suona come RPS: Residenti Protezione Speciale.
Insistenza meritoria su un tema che Vincenzo considera vitale: e come dargli torto?
Ricorda, fatte le debite proporzioni, l’ostinazione di Marco Porcio Catone (234 a. C – 149 a. C.) che terminava con una frase icastica tutti i suoi interventi al Senato di Roma antica: “Ceterum censeo Carthaginem delendam esse”.

senato_romano [5]

La vita e il lavoro sull’isola [6] e le aspettative alla luce dell’applicazione di ulteriori restrizioni [7] sono anche il tema, rispettivamente, degli articoli di Monia Sciarra e di Franco Ferraiuolo

Altri grandi temi del sito: i ponzesi d’America, la religiosità isolana, San Silverio e i miracoli.
Ci sono stati tutti, questa settimana. I primi nel bell’articolo ‘antropologico’ [8]di Silverio Lamonica sulle foto di Carlotta Maitland Smith; da Sandro Vitiello invece abbiamo appreso questo inconsueto appellativo del nostro santo che sarebbe, oltre che sempre presente (per i ponzesi) e “soccorrevole”, anche “muzzucuso [9].  Infine, assolutamente in tema, il corto-video “Arcangelo” [10].

Schermata 2016-09-02 alle 18.31.47 [11]

Non poteva mancare – e non manca in questa settimana sinottica – un articolo sul Faro [12], “fissa cartaginese” di alcuni di noi che senza sforzo è diventata comune a tutta la Redazione (oggi si direbbe “virale”).

Tramonto con faro della Guardia.1. Foto di Carlo Ponzi copia [13]

E quando si dice faro (della Guardia), l’associazione più immediata che facciamo a Ponza è con “i parlanti” [14], le berte minori, di cui insieme alle berte maggiori tratta un bellissimo articolo che abbiamo ripreso dalla sempre interessante rivista “In Natura”

Berta con nidiaceo [15]

Per il filone dei ricordi, registriamo l’amarcord onomastico [16]di Luisa Guarino.

Né manca – presenza settimanale irrinunciabile da due anni e mezzo a questa parte – l’ineffabile Sang’ ’i Retunne [17]! …Chissà che non ci faccia una sorpresa, nei prossimi giorni! …Una “bella cacciata”, come si dice a Ponza!

Venerdì pesce copia Tutti usi [18]

Come si vede in settimana c’è stato un po’ di tutto e di tutto un po’… Quel che non c’era negli articoli si sarà ritrovato in Rassegna Stampa [19], come il diuturno focus sulle vicende della sempiterna Acqualatina…

Acqualatina sede copia [20]

 

Mi sono lasciato per ultimo un argomento non meno importante degli altri, ma solo superficialmente toccato finora, sebbene vitale per i risvolti pratici della gestione del sito.
Non a caso l’ho segnalato in un articolo dal titolo forse ostico: Internet, il “lato imbecille della forza” e “L’amaca” di Michele Serra [21].

Il-mostro-di-internet copia [22]

Finalmente se ne comincia a parlare con maggior chiarezza!
“Nell’immenso pelago di internet” (come dice Silverio Lamonica) ognuno dovrebbe definire le sue attitudini e i suoi gusti.
C’è sicuramente un uso malsano di internet e dei social network (per bufale e mistificazioni di ogni tipo, fino a scopi dichiaratamente criminali), ci sono gli odiatori (haters, da hate, odio).

Questo ha scatenato una opposta violenza: l’invettiva contro “gli imbecilli del web”, di Umberto Eco e il più recente insulto di Enrico Mentana: “Lei è un webete!”

Come se fossero due mondi distinti e contrapposti.

Webete [23]

Il sito ha una posizione di cauta apertura ai social nel rispetto delle posizioni dei singoli redattori: alcuni di essi frequentano assiduamente i social network e gestiscono anche una pagina Facebook: – Ponza Racconta, appunto – che riverbera su Fb alcune pagine del sito; altri redattori non hanno un account Facebook e se ne tengono alla larga.

Ma non si possono sottovalutare i caratteri di immediatezza e di partecipazione dei social, e d’altra parte “l’uso colto” di internet qualche volta può sfociare in supponenza ed elitarismo.

Social network

Una posizione più equilibrata riconosce gli aspetti positivi del social network e le ricadute virtuose di una contaminazione; ma a condizione di mantenere un’attenzione vigile.

Conclude Serra la sua nota su: “L’amaca”: “Gli haters vincono là dove i mansueti calano le braghe”.

E su posizioni altrettanto costruttive è Roberto Saviano in un suo articolo sul ruolo dell’informazione nel passato e in futuro, a proposito del recente terremoto dell’alto Lazio [“Il coraggio del rigore” in “La Repubblica” del 30 agosto]: “Ora che abbiamo capito che sul web, insieme alla stragrande maggioranza di normalissimi navigatori, ci sono anche “hater” e “webeti”, odiatori e creduloni, possiamo iniziare a fare il nostro lavoro. (…)”.

E introduce il termine, noto ma ancora poco frequentato, di “netiquette” [“Netiquette unisce il vocabolo inglese network (rete) e quello di lingua francese étiquette (buona educazione). È l’insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente di internet nel rapportarsi agli altri utenti attraverso risorse come newsgroup, mailing list, forum, blog, reti social o e-mail in genere (Wikipedia)].

Insomma… come puzzle settimanale non c’è male e la zia avrà anche imparato un bel po’ di parole nuove per i suoi Tutti Puzzi..!