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Storia prima felice, poi dolentissima e funesta di Zannone

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a cura della Redazione
Zannone. Foto dal Corriere della sera

 

Un nuovo capitolo si aggiunge alla Zannone Story, avviata dagli slogan Aridatece Zannone /Aripijamoce Zannone lanciati dal sindaco Vigorelli a gennaio, a cui replicarono il presidente dell’Ente Parco Gaetano Benedetto e Franco Schiano in qualità di ex componente del Consiglio Direttivo del Parco del Circeo: “Zannone è già dei Ponzesi” fu il controslogan, accompagnato da una lunga disamina del problema, la cui complessità indurrebbe ad un approccio pacato, ragionato e cooperativo.

Qualche giorno fa il sindaco Vigorelli ha comunicato alla stampa (vedi la raccolta degli articoli in Rassegna Stampa) di aver denunciato l’Ente Parco per le condizioni penose in cui l’isolotto versa; ha inoltre chiamato le telecamere di Mediaset, con cui ha rapporti di familiarità come ex vicedirettore di TG5 e come padre della giornalista Ilaria, in servizio a TGcom24.

Oggi arriva la lunga ed articolata replica di Gaetano Benedetto, di cui citiamo i punti salienti (gli interventi completi sono stati già inseriti in rassegna stampa).
Scrive Benedetto: Vi sono effettivamente rifiuti in tre punti dell’isola, parte dei quali sono stati raccolti dai volontari e lasciati in loco; la situazione è nota anche al Sindaco ed è stata segnalata al Ministero dell’Ambiente.
La Forestale è intervenuta sulle trappole per i topi collocate nell’ambito di un progetto di lotta ai ratti e di protezione dei nidi di uccelli.
La presenza di rifiuti non è da confondere con una discarica abusiva; i termini “immondezzaio” e “discarica” non sono affatto sinonimi; le discariche sono oggetto di indagine da parte della magistratura e degli organismi comunitari.
La competenza in tema di rifiuti è del Comune, al quale il Parco deve limitarsi a segnalarne la presenza; spetta poi al Comune affidare il servizio di rimozione ad apposite società iscritte agli Albi dei gestori ambientali.

Benedetto dunque restituisce al mittente le accuse, aggiunge il rilievo di mancata cooperazione tra enti e pone un interrogativo: Qual è lo scopo del Sindaco nel denunciare altri per le proprie inadempienze?

II mondo dei social network ha preceduto l’intervento di Benedetto con considerazioni analoghe.

“E’ un autogol” scriveva stamattina Monia Sciarra, ricordando una riunione in municipio a cui aveva presenziato: al sindaco che dichiarava di disporre di volontari pronti a raccogliere i rifiuti a Zannone, Benedetto aveva risposto di procedere pure. Osserva Monia: il sindaco avrebbe prima dovuto rassegnare le dimissioni da consigliere dell’Ente Parco e, successivamente, denunciare.
Effettivamente si rileva incompatibilità tra i due ruoli di sindaco-accusatore e di consigliere-accusato. Per noi di Ponzaracconta si avvera la profezia enunciata nel memo Le battaglie di Isso contro Isso“: la necessità di essere presente quasi quotidianamente sulla stampa, di sollevare polveroni per nascondere incapacità gestionali, può generare l’effetto boomerang.

 

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2 commenti per Storia prima felice, poi dolentissima e funesta di Zannone

  • Biagio Vitiello

    Secondo il mio modestissimo parere, bisognerebbe fare una denuncia alla Magistratura e alla Corte dei Conti, per il grave danno al patrimonio comunale causato dalla incuria e distruzione della casa del guardiano, e vedere se le colpe sono del Parco o dell’amministrazione comunale di Ponza.
    Un responsabile ci dovrà essere per forza e deve assolutamente pagare, per quel bene inestimabile che appartiene alla collettività ponzese!
    Questa mi sembra la strada da seguire, le altre sono le solite chiacchiere giornalistiche per suscitare solo clamore.

  • Ma che cosa ne pensa l’opinione pubblica di Ponza della denuncia che il nostro Sindaco ha sporto contro il presidente dell’Ente Parco del Circeo e della Forestale?

    Ha fatto bene o ha fatto male?

    Gli antiambientalisti a Ponza sono ancora maggioranza per questi il Sindaco ha fatto bene!

    Ma che cosa diranno su Zannone anche quelli più sensibili agli aspetti ecologici della faccenda?

    Diranno: “Ma come si fa ad affidare un patrimonio come l’isola di Zannone, vincolandolo a regole e leggi per poi ritrovarsi a non riuscire neanche a pulirlo, conservarlo, valorizzarlo, renderlo utile dal punto di vista didattico e accessibile a un turismo ecologico?

    Oltre all’Ente Parco del Circeo, su Ponza esistono già mille vincoli ecologici; a Ponza fra breve si instaureranno anche i Siti di Conservazione Speciale: zone di Palmarola, Ponza e Zannone dovranno essere perimetrate regolamentate e controllate.
    Altri pezzi di territorio marino e terrestre isolano – secondo Natura 2000 – avranno un loro destino.
    Bene i Ponzesi, a maggioranza antiambientalista, ma anche le amministrazioni che vincono le elezioni con i voti di queste maggioranza, subiranno queste ulteriori imposizioni per cui non avranno né la forza, né le idee, né la volontà di capire quello che sono diventate le nostre isole per cui, gli “osservatori consapevoli”, assisteranno nel tempo a queste “scaramucce istituzionali”, periodiche, occasionali, che non potranno trovare soluzioni definitive.
    Queste soluzioni definitive si possono trovare solo se si comprenda che:
    – Le isole Ponziane sono governate da leggi protezionistiche;
    – Per non subirle e governarle le amministrazioni comunali devono garantire capacità, competenza e affidabilità nella difesa di queste leggi;
    – Solo le amministrazioni autorevoli da questo punto di vista possono difendere gli interessi sacrosanti dei cittadini residenti;
    – Questi interessi dei cittadini residenti, che hanno diritti e doveri rispetto alla vita comunitaria e al loro territorio, devono essere scritti, vergati, in un nuovo contratto che l’istituzione comunale, nella persona del Sindaco, concorda con le istituzioni continentali.
    – Il Sindaco diventa a questo punto l’Uomo del destino per le nuove generazioni di isolani.

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