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0044-044 0048-048 u-23 v4-9a asilo-01 Un rimorchiatore rimesso a nuovo

Messaggi… fiabeschi (2)

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di Gabriella Nardacci

 

Lo scrittore e psicoanalista austriaco-americano Bruno Bettelheim (Vienna, 1903 – Silver Spring USA, 1990), nel suo libro Il mondo incantato del 1976, analizza il significato psicologico della fiaba e l’aiuto che può offrire nel delicato periodo della crescita dell’individuo.
La fiaba evoca situazioni che aiutano il bambino ad elaborare le difficoltà che deve affrontare nel corso della sua esistenza. Ogni fiaba proietta nel lieto fine l’integrazione di qualche conflitto interiore. Hansel e Gretel, che alla fine sconfiggono la perfida strega, dimostrano che è possibile superare la paura, frequente nel bambini, di essere abbandonati dai propri genitori. In Pollicino è il piccolo uomo intelligente che sconfigge il feroce e stupido gigante.

Bruno Bettelheim. Feltrinelli

Bruno Bettelheim. Il mondo incantato. Uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe, Feltrinelli, 1982

Pagine molto originali su Pinocchio ha scritto Giorgio Manganelli che mette in scena un mondo di ombre e fa del viaggio del burattino un attraversamento del regno dei morti. Ovviamente fuori della portata dei bambini, ma in grado di spiegare alcune reazioni di paura alla proposizione ad essi del libro di Collodi.

Manganelli. Pinocchio

Giorgio Manganelli. Pinocchio un libro parallelo; Adelphi, 2002

Gianni Rodari (1920 -1980) ed Italo Calvino (1923-1985) hanno scritto favole e raccolto ampie antologie dal ricco patrimonio favolistico italiano…
Rodari. Filastrocche-in-cielo-e-in-terra-libro.

In un saggio di Eugene Drewermann (già sacerdote, attualmente psicoterapeuta e saggista), si afferma che le favole sono state scritte per quegli adulti che hanno dimenticato come si sentivano quando erano bambini [riportato da Beniamino Placido in “Le favole fanno paura agli adulti”: saggio su “La Repubblica” del 2004).
Mi permetto di contestare, o meglio di interpretare diversamente quest’affermazione. In questo concetto trovo plausibile che alcune fiabe sono state scritte per gli adulti ma solo perché come tali, sono capaci più di un bambino, di distinguere e riconoscere ciò che è bene e ciò che è male.
E non si possono fare confronti con l’Odissea di Omero perché questa grande opera si conosce solo da adulti e non da bambini.
Le versioni semplificate ora in commercio, secondo me, anche se ben fatte, sminuiscono l’importanza di tale opera. Il bambino che la legge, quando poi diventerà uno studente alle medie e al liceo, non avrà più la sorpresa di studiare una grande “fiaba” nei dettagli perché ne conosce il sunto e pensa che basti. Secondo me, questo vale anche per le versioni ridotte della Divina Commedia o altre opere contenute nei programmi della Scuola Superiore.

Nello stesso saggio si afferma che malgrado nelle favole abbondino orchi, e streghe, lupi feroci, e serpenti velenosi, esse abbiano una funzione “rassicurante”. Ci deve essere qualche ragione se i bambini amano e chiedono proprio quei personaggi e quelle insidie, nelle loro favole.
La spiegazione che viene fornita è che “i bambini lo sanno di essere aggressivi: nei confronti dei lupi, degli orchi e magari anche dei compagni di scuola. Però se ne vergognano. Ma non osano dirlo, non osano dirselo. Attraverso la fiaba si liberano di questo loro insidioso senso di colpa. Capiscono che non sono i soli ad avercelo, che non sono i soli a soffrirne”.

fiabe-italiane-raccolte-dalla-tradizione-popolare
Che “tutti i bambini sappiano di essere aggressivi”… è un’affermazione che mi giunge nuova. Ovviamente contesto quest’affermazione. Nella mia lunga esperienza d’insegnante, io ho potuto costatare invece che il bambino sa quello che è, a volte aggressivo e altre docile ma comunque sempre predisposto alla serenità, alla benevolenza, alla pace laddove non ci sono genitori che propongono un modello diverso.

Premetto di non avere una preparazione adeguata per ciò che riguarda la psicanalisi, pertanto mi limito a manifestare il mio pensiero grazie all’esperienza di quarantadue anni d’insegnamento, ma non sempre è vero che tutti i bambini amano streghe, orchi e che sono gli adulti a fare guerra a questi personaggi presenti in alcune favole… Esistono bambini che con queste fiabe, popolate da orchi e mostri vari, riescono a liberarsi di questo senso di colpa che è la loro aggressività. C’è anche un’altra tipologia di bambini con sensibilità differenti che risolvono il loro problema con fiabe diverse.

L’anno scorso, ho partecipato a scuola, ad un “Progetto sulle emozioni”. Occorreva fare quest’esperienza nella propria classe.
Premetto che ogni cosa nuova da fare in classe, come ad esempio quale libro di narrativa leggere durante l’anno scolastico, è stato deciso sempre dai bambini (ritengo che ciascun interesse che parta da loro, produca effetti positivi e ciò è sempre avvenuto…). Il Progetto prevedeva la lettura di alcuni libri che la maggior parte dei bambini non ha voluto leggere. Fra i miei alunni, c’erano due bambini con problematiche complesse, pertanto non me la sono sentita di insistere nel proporre simili letture.
Mi sono limitata a provocare conversazioni in modo da poter fare un’indagine sulle emozioni che più erano messe in risalto da loro e prevalevano emozioni attinenti alla gioia, alla felicità, all’allegria. Fra quelle più tristi, la paura e la rabbia ma, mentre parlare delle emozioni positive è stato quasi come bere un bicchier d’acqua, descrivere quelle negative, soprattutto per i due bambini in difficoltà, è stato doloroso come un parto.

I boschi delle favole

Ora è vero come afferma Placido che Hansel e Gretel, uccidendo la strega, dimostrano che è possibile superare la paura frequente nei bambini, di essere abbandonati dai propri genitori e che Pollicino piccolo uomo intelligente, riesce a sconfiggere un feroce e stupido gigante… ma è anche vero che queste paure rimangono ancorate dentro e forse determinano negli adulti-genitori comportamenti inadeguati verso i propri figli o per troppa protezione o per mancato accudimento. Insomma un po’ come un cane che si morde la coda…

Occorre stare molto attenti a ciò che si propina ai bambini. Essi sono come spugne… certi messaggi dovrebbero essere spiegati con il sorriso sulle labbra e certe letture devono essere visionate prima da noi e poi passate a loro.

I messaggi subliminali passano anche attraverso alcuni scritti che apparentemente sembrano non averne.

Con ciò, ovviamente, non intendo demonizzare una certa letteratura per l’infanzia. Ogni cosa ha il suo contrario ed entrambi i pensieri devono essere conosciuti così che si possa insegnare a loro un’analisi più dettagliata ed esaustiva di ogni situazione.

Ma penso pure, però, che se alcune di queste fiabe siano state revisionate, evidentemente un motivo pensato e studiato c’è ed è una fortuna che sia stata fatta questa revisione in modo che così facciano meno male.

In tutte le favole, fiabe e storie, c’è sempre la lotta infinita fra il bene e il male e quasi tutte terminano con la vittoria del bene dopo guerre e lotte con grandi spargimenti di sangue.

Strega con gatto

Quando i bambini creano una favola comunque, sono sempre lontani dalle fiabe popolari. Le loro fiabe riguardano personaggi tecnologici sempre a combattere il male. Eroi “ bullonati” con pezzi intercambiabili. Mostri sì ma che i bambini creano col sorriso sulle labbra: i bambini sanno che sono loro i creatori di questi personaggi e che sono loro a gestirli con le paure, la rabbia ma anche tanta ironia e non sempre vanno incontro a guerre.
Mi ricordo di una favola inventata da un bambino. Il suo eroe ha vinto il nemico mettendolo a terra per il troppo solletico.

Personalmente amo gli antieroi che, senza violenza alcuna, ma con l’arma dell’ironia e del dialogo riescono a entrare meglio nel modo di trattare e vivere la vita e a tal proposito mi sovviene un grande libro per l’infanzia: Cion Cion Blu di Pinin Carpi (Premio Andersen 2002) adatto ai bambini 9/11 anni.

Ovviamente il panorama della letteratura per l’infanzia è vasto e di buoni libri ce ne sono tantissimi.

Non compriamo libri a caso per i nostri bambini. Consigliamoci in libreria e facciamo decidere a loro quale libro leggere così che possiamo conoscere anche i loro pensieri.

Quest’anno, dopo aver ascoltato dieci incipit di libri di narrativa per l’infanzia, quindici su dieci hanno scelto di leggere “C’era due volte il barone Lamberto” di Piumini. I bambini lo hanno apprezzato tantissimo e sono stati capaci di trarne, sorridendo, grandi messaggi positivi.

Non ho dato compiti per l’estate. Ho detto solo di leggere libri scelti da loro. Una bambina mi ha mandato un messaggio: “Maestra, ho letto già due libri e ora sto rileggendo Cion Cion Blu. L’ho lasciato per ultimo perché, dopo aver riletto le prime pagine, ho capito che quest’anno mi piace più dell’anno scorso…”.

Messaggio positivo.

Elfo

 

[Messaggi… fiabeschi (2). Fine]
Per la prima parte, leggi qui

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