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Addio a Mario “l’americano”

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la Redazione

gabbiano

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E’ venuto a mancare stamani Mario Migliaccio. Aveva 88 anni e viveva nella sua casa di Chiaia di Luna, dove si era ritirato nel 2009, proveniente dagli Stati Uniti, dopo la morte della moglie Rosa.
Lo chiamavano “l’americano” proprio perchè aveva lavorato per oltre cinquant’anni in America. Vi era arrivato da emigrante nel 1950 e il suo primo lavoro fu quello di lava-piatti, a 20 dollari la settimana, nel famoso Sam’s Restaurant Pizzeria dei fratelli Dammy e Sam D’Arco, suoi zii.
Imparò presto a fare la pizza ed a farla bene tanto che dismise il grembiule solo nel 2009.
Qusto significativo scampolo di vita vissuta lo abbiamo appreso leggendo una pagina, tradotta da Silverio Lamonica, del blog di Sylvie Morgan Brown, scrittrice e cultrice di cucina casareccia (leggi qui).
C’è una foto di quel bel periodo americano che ritrae Mario, nel famoso ristorante vicino a suo zio Aniello (Danny) D’Arco, fondatore del locale. Danny è al centro con gli occhiali, Mario è alla sua sinistra mentre alla destra di Danny c’è Rosa, la moglie di Mario.

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Foto dall’archivio fotografico Lamonica-Sandolo

Oggi quello storico locale, che ha più di ottant’anni, è gestito dal figlio di Mario, Louis che ne è anche il proprietario.
A Louis, a sua sorella Dorothy, che vive a Brooklyn, a tutti gli altri parenti e alle nipoti Margherita e Romilda che l’hanno accudito amorevolmente fino agli ultimi giorni le condoglianze della redazione di Ponzaracconta.

I funerali si terranno domani 4 agosto alle ore 17,00.

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1 commento per Addio a Mario “l’americano”

  • Luisa Guarino

    Abbiamo dato ieri pomeriggio l’ultimo saluto a zio Mario Migliaccio, che essendo zio di Margherita e Romilda consideravamo anche un po’ zio nostro.
    Tra i presenti nella chiesa della SS. Trinita’ molti amici delle nipoti dell’estinto: quelli che abitavano e abitano nella zona Parata/Madonna e che con loro hanno condiviso tante belle ore sulla spiaggia della Parata.
    Zio Mario da diversi anni viveva con loro a Bari, trascorrendo però lunghi periodi di vacanza a Ponza, nella sua casa a Chiaia di Luna, sempre con la loro assidua e premurosa presenza. Ogni tanto inoltre, nonostante l’età e qualche acciacco, tornava per qualche breve soggiorno negli Stati Uniti: se non ricordo male anzi c’era stato anche pochi mesi fa.
    Ma ha avuto la ‘fortuna’ di morire a Ponza, proprio come desiderava.
    Durante il rito funebre don Ramon ha ricordato quando alcuni anni fa ha conosciuto Mario e la sua adorata Rosa. “Erano una coppia bellissima: sembravano sempre due giovani innamorati”. Anche questa è la testimonianza e l’eredità di affetto che deve consolare familiari, amici e conoscenti che oggi lo piangono.
    Sul sagrato Aniello De Luca, grande memoria storica delle tradizioni e degli usi ponzesi, ricordava come Mario Migliaccio fosse tra gli ultimi superstiti di quello Statuto dell’Immacolata fondato nel lontano 1948.
    “All’epoca erano circa una cinquantina, tra giovani e giovanissimi – dice Aniello -: oggi mi sarebbe piaciuto cantare per lui il canto della Madonna. Di quel folto gruppo, ora che anche Mario se n’è andato, restano solo mio fratello Silverio, 90 anni, che vive a Napoli, e il cancelliere Giosuè Coppa”.

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