Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

l-05 v4-4 ernesto-15 e-66 21 Il crostaceo alieno: Percnon gibbesi

Ponza, diamo la parola ai turisti


Condividi questo articolo

di Rita Bosso
Il Corso affollato di turisti

 

Tablet alla mano, Monia Sciarra sta andando in giro per Ponza, intervista i turisti e riversa tutto sulla pagina Facebook “Ponza, diamo la parola ai turisti”.

C’è la signora che associa le calette ai “tenutari”: la Caletta sta a Gabresù come Cala dell’Acqua sta a Monia e, sbrigativamente, propone: “Rifate le elezioni, datevi un altro sindaco perché noi vogliamo Ponza com’era prima!”.

Una coppia lamenta l’assenza di servizi igienici: a Frontone, dopo aver noleggiato ombrellone e lettino, hanno pagato un euro per utilizzare bagni in condizioni pietose.

C’è il buongustaio dalla gestualità e dalla risata potenti, fan di Aniello ‘a Bestia, che ancora si lecca i baffi dopo aver gustato una granseola.

Qualcuno ha una visione mistica della realtà: vanno bene gli ulivi per una rappresentazione pasquale nella quale ben si inserisce Gabresù con croce di legno al petto ma, forse, bisognava occuparsi anche di parcheggi e di spiagge; l’asfalto, poi, andrebbe messo in paranza, non a muorze e chiazze ‘i rena.
Coerentemente, offre al Sindaco una possibilità di redenzione: che almeno in questi ultimi mesi faccia qualcosa di buono.

La signora habituée di Ponza da trentasette anni affonda il coltello nella piaga: le spiagge sono ridotte a garage di gommoni, da Santa Maria sino a Cala Feola. Spiagge bellissime ma inaccessibili per via dei divieti: anche chi noleggia una barca deve limitarsi ad ammirarle da lontano.

Poca movida per i giovani, natura stupenda a detta di tutti.

Condividi questo articolo

1 commento per Ponza, diamo la parola ai turisti


Devi essere collegato per poter inserire un commento.