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Epicrisi 80. “Quell’aiuola che ci fa tanto feroci”

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di Luisa Guarino
Dante. Paradiso Canto XXII

 

E’ difficile commentare le vicende settimanali che riguardano la nostra isola, messi come siamo in questi ultimi giorni di fronte a eventi di così drammatica portata. Le beghe, i contrasti, gli avvenimenti, le conquiste, le vittorie, appaiono ben poca cosa di fronte al terrore e alla morte.
Ma la vita è questa, vuoi nel mondo che nel nostro microcosmo insulare. Perciò, nell’uno come nell’altro caso cerchiamo di guardare avanti.

Future in our hands
Anzi nel nostro caso specifico, guardiamo indietro e individuiamo più o meno quattro filoni in cui si articolano i diversi interventi che si sono succeduti nei giorni scorsi.
Potremo definirli: di attualità, letterari, di ambiente e mare, di arte e cultura.

Al primo tema si riferisce ad esempio, a parte i costanti aggiornamenti inseriti nella rassegna stampa, la firma del nuovo contratto per la Snap che regolarizza la situazione fino alla fine del 2023 e restituisce la serenità ai marittimi ponzesi. L’articolo viene subito integrato da un commento: si tratta di un comunicato con il quale i dipendenti Snap ringraziano il sindaco Vigorelli per il suo intervento, risolutivo.
Un vero scossone al sito, in senso positivo, lo dà lo scritto di Silverio Gabresù, con il suo richiamo alla “dignità ponzese” apparentemente smarrita: l’episodio cui si riferisce appartiene alla cronaca, e lo conoscono tutti. Noi vorremmo solo fare nostro e amplificare il suo appello.

Silverio Gabresù.2

Facciamo un passo indietro e registriamo proprio nella giornata di ieri uno Speciale rassegna stampa poiché la Regione Lazio ha approvato il bando pubblico delle strategie dei Gal (Gruppi di azione locale) nel settore della pesca. Prende dunque il via il bando FEAMP (Fondo Europeo per Affari Marittimi e Pesca) valido fino al 2020. Le candidature andranno presentate entro il 30 settembre 2016.

Flotta peschereccia

Sul versante letterario registriamo, dopo una breve assenza, il ritorno delle traduzioni di Silverio Lamonica: nel caso specifico, di uno scritto del 2004 di Nancy Lytle in cui Ponza viene definita solo per chi ama il mare (e ci mancherebbe altro, aggiungiamo noi) l’immagine che ne esce è già un po’ retrò, a distanza di poco più di 10 anni.
C’è poi l’invito di Luciana Figini a scoprire o a riscoprire il libro Flavia, la fanciulla delle isole scritto nel 1933 da Donato Cuono.
Parole d’autore invece direttamente dalla metaforica penna di Francesco De Luca. Osservatore attento e autore “consumato” ci regala due scritti diversissimi tra loro, ma entrambi con stoccata finale: La storia della civiltà occidentale con una battuta dissacrante, e Sembrando sorridere con una frase struggente.

Recupero del nassone copia

Tra natura, ambiente e mare si colloca invece un’altra serie di notizie: la moria di ostriche e sfunnoli nelle acque di Ponza, il ritrovamento del corallo nero nel Golfo di Gaeta da parte di Adriano Madonna, biologo marino, docente universitario nonché nostro collaboratore. Molti ricorderanno anche la strage di gabbiani di pochissimo tempo fa. Abbiamo cercato di chiedere e di informarci ma per ora non c’è alcuna risposta in merito.

A Cala Fonte stiamo tutti bene

Per quanto riguarda arte e cultura, si concluderà mercoledì 20 nei locali del museo di Via Roma la mostra fotografica PonzArt. Mare d’aMarecurata per l’associazione culturale Tanaliberatutti da Teresa Rotondo: ce la descrive il nostro Enzo Di Fazio. Si è concluso proprio ieri invece il festival CinemadaMare, che ha portato a Ponza tanti giovani cineasti che hanno realizzato i loro corti proprio nei diversi punti dell’isola.

Personalmente ho ricordato la figura di Edoardo Castagnina, storico libraio di Latina scomparso una settimana fa, che tante estati ha trascorso nella nostra isola, in località Sant’Antonio, con la sua bancarella piena di volumi e quella passione contagiosa, quella immensa esperienza che lo hanno fatto definire dal quotidiano Latina Oggi “il signore dei libri”.

Solo negli ultimi giorni abbiamo appreso che lo scorso mese di giugno, in una casa di riposo in Belgio, è morto Renato, figura molto conosciuta a Ponza, e anche molto amata. Per me Renato, non vorrei sembrare cinica, è morto nel momento che è andato via dall’isola: sapere che si è spento in un Paese di cui non conosceva neanche la lingua mi fa ancora più tristezza. Ricordo con gioia i momenti trascorsi a scambiare quattro chiacchiere con lui, io che passavo per strada e lui seduto sul muretto di Giancos, prima di salire la scalinata per far ritorno a casa: sempre educato, corretto, compito.

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Quasi una telepatia, pochi giorni fa Francesco De Luca nella sua “Poltrona del dialetto” lo aveva ricordato con uno dei suoi componimenti, ‘A festa ‘i Renato. Un po’ dissacrante, come avviene spesso nelle strofe in dialetto (in una comunità piccola e chiusa come quella ponzese poi), di Renato emerge quasi solo il suo essere “ricchione”. Ma chi l’ha conosciuto sa che è stato molto altro, e ne ricorda tra l’altro la correttezza, il senso del dovere. Ricchione? Come dire biondo, bruno, castano: niente di più. Tra l’altro Renato capelli non ne aveva: sfuggiva e sfugge dunque a qualsiasi etichetta. Anche appiccicata in buona fede e magari con simpatia.

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