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Silverio scrive: dignità ponzese

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di Silverio Gabresù
Silverio Gabresù.2

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Signor Sindaco,
le Sue improvvide dichiarazioni al quotidiano on-line “Latinacorriere.it” circa il finto malore da me inscenato nel corso delle operazioni di sequestro delle mie attrezzature balneari svolte dai Suoi Vigili sabato pomeriggio,  mi costringono – mio malgrado – a replicare pubblicamente, a tutela di quella dignità che – Le assicuro – anche noi isolani possediamo e custodiamo gelosamente.

Vede, Signor Sindaco, non basta tirar su due ricciole dai nostri mari, non basta passeggiare per il corso nelle ore di punta, per essere considerato uno di noi: essere isolani è un valore che si legge nei solchi scolpiti dal maestrale sui nostri volti, negli sguardi puntati su un orizzonte sempre troppo lontano, negli inverni sempre troppo lunghi e desolanti, nelle ansie dei nostri giovani e nella rassegnazione dei nostri anziani.

Io, come molti ponzesi, mi chiamo Silverio, una sorta di marchio d’origine che condivido con i tanti che hanno così inteso omaggiare l’illustre Santo Patrono, senza tuttavia doverne necessariamente condividere i destini. Ricordi, signor Sindaco, che proprio dalle isole, da taluno concepite come luogo di segregazione, si sono spesso levati i venti del riscatto e del desiderio di libertà.

Lei potrà avere il privilegio di ormeggiare il suo bel gozzo là dove i comuni mortali mai oserebbero immaginare ma non quello di saper interpretare la nostra cultura, così finendo per comandarci senza tuttavia riuscire a rappresentarci a pieno.

E forse non è un caso che a presidiare i Suoi poteri abbia chiamato truppe di targa sabauda (il comandante dei Vigili Urbani quest’anno viene da Torino), probabilmente le uniche in grado di osservarci con i Suoi stessi occhi da estraneo, gli unici in grado di multare chi ha l’auto sporca e chi utilizzi l’acqua per lavarla, di sanzionare chi, costretto a lavorare in condizioni impervie abbia messo in moto l’auto prima di salirvi a bordo, di invitarmi al comando a ritirare il verbale con il quale sono stati cancellati d’un tratto passato, presente e futuro e nel contempo infliggermi 78,00 euro di multa per la sosta del motorino, le uniche costrette a chiederci le generalità prima di crocifiggerci.

Chissà se in un prossimo futuro dovremo ritrovarci ad essere anche amministrati da assessori meneghini piuttosto che bergamaschi o veneziani, così almeno smetteremo di dialogare con loro e non succederà – com’è successo a me – che un assessore ti esorti a riaprire gli ombrelloni per poi vederli nuovamente sequestrati; non succederà che in Comune ti forniscano i materiali per realizzare strutture poi destinate al sequestro e forse alla confisca.

Il linguaggio della dignità, tuttavia, è universale e non conosce inflessioni dialettali, così come universale è il linguaggio del corpo: purtroppo, signor Sindaco, sabato pomeriggio non è andata in onda alcuna sceneggiata da dare in pasto ai turisti, ne avrei fatto volentieri a meno, glielo assicuro.
La legge stabilirà se avevo o no il diritto di noleggiare quei pochi ombrelloni e lettini che costituiscono le mie uniche risorse di sostentamento; qualcun altro verificherà se sono stato o meno un buon cittadino, ma non sono un simulatore, non gioco né con la salute né con i sentimenti di pietà che non intendo invocare a fonte del mio futuro.

Lei, Signor Sindaco può autorizzare o censurare le mie iniziative, credere o meno alla mia buona fede, far stazionare le sue truppe ovunque io tenti di lavorare (saranno sicuramente contenti quelli che, sulla base del principio per cui i controllori possono fare una sola cosa per volta, si sottraggono allo stesso rigore a me riservato) ma c’è una cosa che certamente Lei non può fare: irridere al mio dramma personale e attentare alla mia dignità beffeggiandomi sulla rete.

Ho il diritto di violare la legge, se di questo si è trattato, e ho anche il diritto di stare male, a meno che non intenda mettere sotto accusa lo stesso personale, medico e non, del presidio medico di Ponza che ha manifestato sincera preoccupazione per le mie condizioni di sabato, spedendomi dritto a Formia per un controllo cardiologico ritenuto urgente.

A proposito, dimenticavo di ricordarLe che neppure il medico del Pronto Soccorso è ponzese e che pertanto è in grado di valutare le condizioni del cuore senza ascoltare le “ragioni del cuore”.

Silverio Gabresù, ponzese.

 

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5 commenti per Silverio scrive: dignità ponzese

  • Silverio Tomeo

    D’accordo, tutto bene, ma si può sapere chi lo ha votato questo personaggio? Quali interessi e quali sottoculture ne hanno favorito l’ascesa? Chi lo ha preso sul serio sin dall’inizio? Su quali macerie si è fatto strada? Ormai si capisce, e lo comprende pure lui, che mai più verrebbe rieletto, perché anche il masochismo ha un limite… La dignità ponzese, certo, una volta ricordo bene anche l’orgoglio, la tenacia, tipica di un popolo di emigranti e di isolani caparbi. E adesso? La prossima volta eleggerete Vittorio Sgarbi? Oppure il discepolo del sindaco dei miracoli immaginari?

  • Rita Bosso

    Auguro a Silverio salute, serenità e la capacità di poter guardare a questa triste vicenda con i colori forti, solari e luminosi con cui ha dipinto gli scorci della nostra splendida isola

  • Biagio Vitiello

    Voglio ricordare a Tomeo che l’ascesa di questo “sindaco forestiero” è da attribuirsi alla compresenza delle altre due liste (che poi erano entrambe sicure di vincere), ma la III sezione e la V sezione (Santa Maria e Calacaparra), un tempo feudi di Porzio, all’ultimo momento le hanno affossate. Sui come e perché si sono fatte miriadi di ipotesi…
    Se questo sindaco non si ripresenterà ,”vox populi”, è pronto a sostituirlo un componente giovane della giunta, già entrato in campagna elettorale con un paniere ricco di promesse….

  • Luisa Guarino

    Ricordo un Silverio Gabresù giovanissimo, insuperabile protagonista dei tornei di calcio sulla spiaggia di Sant’Antonio: anche perché mio figlio, bambino, era un suo grande tifoso. L’ho poi apprezzato per i suoi dipinti, quasi dei murales, che si trovano sulle pareti di molti locali dell’isola. Grinta, passione e sensibilità non gli mancano. Insieme a Rita gli auguro anche tanta salute e fortuna. E grazie per averci ricordato di cosa abbiamo bisogno: ritrovare la nostra dignità.

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    Silverio tu stai difendendo la tua dignità di uomo quella di avere un lavoro tanto per cominciare. Molti altri ponzesi più fortunati di te quel lavoro e quella dignità ce l’hanno. Mentre tu metti in mostra la tua disperazione noi stiamo tentando di lavorare. Vedi la dignità Ponzese è altra cosa, questa si difende con azioni che hanno un’idea comune di isola e di sopravvivenza isolana. Io da tempo, probabilmente inascoltato, parlo di salvaguardia della residenza invernale: tutti i ponzesi che hanno fatto una “scelta di vivere sull’isola” hanno il diritto sacrosanto ad avere un lavoro. E’ un peccato politico se non mortale che una amministrazione comunale non faccia di tutto per difendere questo diritto fondamentale. Solidarizzo con te per il tuo dramma individuale di uomo che in qualche maniera vuole attenzione e rispetto: e tu meriti attenzione e rispetto da parte di noi tutti.

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