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Memo 51. Le battaglie di Isso contro Isso

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la Redazione

battaglia di Isso

La battaglia di Isso (particolare). Napoli, Museo Archeologico Nazionale

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Sarà colpa del caldo o dell’età, ma le già vaghe reminiscenze di storia si confondono con i proclami emanati sull’amato scoglio (cit. Silverio Guarino).
Isso, per esempio, non è anche il nome di una località dell’Anatolia, sede di una battaglia storica? E come si concluse? Uno a zero per Alessandro o per il re Dario?

Facile, a quei tempi: Alessandro, che aveva progetti grandiosi, individuò un nemico, uno solo (il re persiano Dario), e contro di lui si impegnò per dodici anni; e poi, mica doveva pensare a tutto, il macedone! Aveva al suo servizio fior di storici, di redattori di diari di guerra, di aggiornatori di pagina facebook: una pacchia! E pretendeva l’appellativo di Magno! Cosa avrebbe preteso se avesse dovuto occuparsi di tutto, dalla scelta quotidiana del nemico alla conduzione della battaglia alla stesura del diario di guerra? Insomma, se avesse dovuto fare tutto lui, cantare e portare la croce (cit. Gennarino Cialì), gli sarebbe bastato l’appellativo di Magno magno?

Al giorno d’oggi, dopo aver attaccato a destra e a sinistra, per mare e per terra, può pure capitare di restare a corto di nemici e di dover puntare le armi contro se stesso. Così, nella guerra contro i pariolini dichiarata alcuni giorni fa, il signor sindaco di Ponza (ssP) annuncia di voler utilizzare tutti gli strumenti di cui dispone, che poi sono gli stessi di cui disponeva l’anno scorso, due anni fa e pure tre anni fa; dunque, implicitamente, Isso sta accusando se stesso di non aver affrontato efficacemente il problema negli anni passati. Ah, l’infausto passato!

Ieri il ssP annuncia che “Legambiente, la più importante e la più autorevole associazione ambientalista”, decreta che Cala Fonte è la più bella spiaggia del Lazio. La qual cosa non ci sorprende.
Immaginiamo però lo sconcerto di WWF, di Greenpeace, di Italia Nostra, per non dire di Marevivo, amatissima prima della nota vicenda dei copertoni: tutti si stanno chiedendo dove e quando si sia disputata la competizione tra associazioni ambientaliste in cui Legambiente si è classificata prima per autorevolezza e per importanza. Non sanno, le meschine, che taluni giudizi sono, per loro stessa natura, ‘insindacabili’!

Il bello viene un paragrafo più giù, allorché il ssP scrive che “due mesi fa, poi, è stata praticamente chiusa la fogna a cielo aperto”. Sfugge la valenza dell’avverbio di modo: la fogna è stata chiusa solo ‘praticamente’ o chiusa tout court?
Perché, sapete, a Calafonte vanno a fare il bagno pure le mamme dei cretini, le quali sono sempre incinte e un’immersione nella cloaca, nel loro stato, non è proprio consigliabile.

I voti on-line raccolti da Legambiente sono stati espressi nel mese di giugno; presumibilmente i votanti avevano sguazzato in precedenza nelle chiare fresche e dolci acque mentre una fogna scaricava, praticamente e teoricamente: loro non se n’erano accorti, non è carino comunicarglielo adesso.
Implicitamente il ssP accusa l’amministrazione di aver consentito, per ben tre anni, la balneazione in zona in cui scaricava una fogna: seconda battaglia di Isso contro Isso, ennesima conferma che il passato, anche quello prossimo, è davvero infausto.

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