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2009-07-21_18-54-33 a4-r i-25-bis ernesto-a k2-30 Una delle volti delle camere delle grotte di Pilato

Lettera a San Silverio

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di Polina Ambrosino
San Silverio. Chiesa copia

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Per iniziativa della Redazione il lungo intervento di Polina è stato scorporato dai ‘Commenti’ e viene presentato come articolo a se stante. Comunque prende le mosse dal precedente articolo di Luisa Guarino (leggi qui).

 

Caro San Silverio,
chissà se Tu da lassù avrai tempo e modo di seguire le nostre miserie…
I SANTI come Te di certo hanno orecchi per le preghiere serie, sentite e sofferte…il resto è polvere. Ma noi, povere anime, di polvere siamo stati fatti, polvere torneremo e di polvere ci inebriamo.

La tua Ponza, ormai ridotta in inverno a un’isola semideserta, e d’estate tutta tirata a lucido per accogliere turisti e moneta corrente, non è più quella di 100 anni fa, ma nemmeno di 50 e nemmeno di 10.
E i ponzesi pure: gli indigeni che la vivono tutto l’anno, in via di estinzione, sono sempre più anziani. Quest’anno si è perso un altro plesso, ma era ovvio: i bambini residenti nella zona porto, partendo da via Madonna fino a Giancos non arrivano a una ventina…
E cosi, caro San Silverio, anche la tua festa non è più quella di una volta.
Ma come potrebbe?
Quando Ponza era abitata da almeno 3.500 persone tutto l’anno, c’era molta più gente che oggi è al camposanto, che reputava la festa una cosa sacra, a cui partecipare era un orgoglio, un onore. E ci teneva moltissimo ad esserne organizzatore.
Adesso i loro eredi o non vivono più a Ponza o hanno da fare: barche a mare, negozi, ristoranti, attività varie, quindi non possono fare le questue, non possono fare la mortella, non possono impegnarsi nella parte burocratica.
Poi, certo, sono cambiati tanti parroci: Ponza ha il primato, nella diocesi, per cambi di preti…
Nun facimme sta’ quiete a nisciune…
Uno non ci stava bene perché era troppo giovane e aveva “troppe idee”, un altro sembrava più un impiegato che un parroco, l’attuale invece, leggo, non dà spazio a chi vuole fare…

Insomma, caro San Silverio, pur di non impegnarsi, ognuno ha i suoi “validi motivi”…
Però, mentre i parroci vanno e vengono Tu resti e la tua festa anche. Ma chi la deve fare? E con che cosa?
Perché chi viene a Ponza ‘in vacanza’, ed è cosi attento alla tua festa, non viene a dare una mano a quei pochi disgraziati che ancora vanno a fare la questua, la mortella e si occupano della parte burocratica?
Perché siamo cosi bravi a notare le pseudo mancanze, ma non diamo MAI la disponibilità a partecipare, ad aiutare?

Sarebbe molto costruttivo se la gente che dice di tenerci alla festa trovasse il modo di dare un contributo fattivo alla sua realizzazione, invece che limitarsi ad annotare scrupolosamente tutto ciò non piace.
È una vita che il 9 giugno tu arrivi a Santa Maria su una barca turistica piena di gente, e se qualche anziano 95enne non c’è, sarà forse perché arrivare a mezzanotte a quell’età non è proprio normale!
E la tua immagine sul libricino, di un antico san Silverio, è cosi terribile?
Non sei sempre tu anche quello che ho pregato a san Paolo fuori le mura, cosi anziano e canuto?
È stato emozionante vedere quella immagine e quella della statuetta trovata per caso… È vero, ci sono degli errori nella stesura del libretto, si poteva fare meglio. Si dovrà fare meglio. Ma non con questa acredine, non con questo clima da tribunale.

Non so se ti offenderà andare in processione con Santa Domitilla… non lo so. Credo di no. Anche quando Dies portò i giovani a cantare alle 5 del mattino ci saranno state critiche furiose… ma oggi quella cosa è un nostro orgoglio.

Caro San Silverio, se la festa non la vuoi, fai come sei anni fa: il 20 giugno una bella giornata di pioggia fredda, appena finisce la processione, e tutti a casa.
Io ti vorrò bene lo stesso.

Con tutto il rispetto per Luisa Guarino, ma stavolta non condivido il tuo pensiero, sarà che ho un esempio in famiglia di chi FA QUELLO CHE SI DEVE FARE, A PRESCINDERE DAL PRETE, DAL COMITATO, DALLE CHIACCHIERE E DA TUTTO IL RESTO: se ci fossero più Luigi Ambrosino San Silverio avrebbe di sicuro il meglio.

P.S.
Quest’anno, per la Chiesa, è un anno giubilare. Papa Francesco ha creato il GIUBILEO DELLA MISERICORDIA. Anche per questo ci sono delle novità. Anche per questo si porteranno i Santi di Ponza in processione insieme.

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3 commenti per Lettera a San Silverio

  • Luisa Guarino

    Cara Polina, acredine e clima da tribunale proprio non mi appartengono: mi dispiace se ho dato quest’impressione. A Luigi Ambrosino non si possono fare che ringraziamenti per tutto ciò che fa, da anni e anni, senza risparmiarsi e in totale spirito di servizio: da ammirare, ringraziare ogni giorno… e magari da imitare, cosa certamente più difficile. Ho fatto cenno ad Attilio non perché non fosse presente ma perché, almeno così mi è stato riferito, senza la sua cura, diretta o indiretta che sia, tra non molto la scalinata per salire sullo scoglio di San Silverio a Palmarola non sarà più praticabile. Il comitato non esiste più, ma anche formare un gruppo “di lavoro” appare al momento improponibile, visto che è difficile poter avere “voce in capitolo” anche solo per un consiglio o una decisione collegiale. Ho capito perfettamente, e del resto don Ramòn lo ha sottolineato, che quest’edizione 2016 partecipa dello spirito del Giubileo della Misericordia. Ma che l’eccezione non diventi la regola.

  • Giovanni Conte di Silvano

    Cara Polina, tanti parlano ma non sanno quello che dicono, non sanno quali e quante sono le difficoltà per organizzare la festa Patronale, voglio esprimere un mio pensiero e non innescare nessuna polemica e non accusare nessuno di chi sa che cosa. Per i sacerdoti il primato dei cambiamenti non è dettato dai gusti personali ma da precise regole; per la festa ho un mio pensiero tutto particolare… Ci tengo a precisare che sono uno che ha militato poco nel comitato (solo una ventina di anni assiduamente, poi dal 2000 un po’ da esterno, ma sempre presente); negli ultimi anni collaborazione ‘a chiamata’ per vari motivi.
    Per me tutto questo disfattismo o indifferenza – come diceva Don Ramon in Chiesa qualche sera fa – è dovuta al fatto che negli ultimi anni nel nome del rinnovamento della tradizione la festa è stata snaturata, direi smembrata dei suoi contenuti. Diversamente è per i partecipanti al comitato, negli ultimi anni si è accesa una faida fratricida con l’inserimento di persone che non hanno mai avuto esperienza di comitato a danno di altre, anche con parole grosse – e non parlo per sentito dire ma parlo perché ero presente – e siccome ognuno di noi ha il proprio carattere alcune di queste persone che abbandonavano famiglia e lavori nel periodo della festa si sono fatte da parte. Secondo me questa è la sostanza di tutte queste incomprensioni, poi lo sappiamo che ci sono quelli che anche se si fa la festa più organizzata e bella del del mondo avranno sempre qualcosa da ridire.

  • polina ambrosino

    Vi ringrazio per le risposte: anche io non ho mai fatto parte del comitato, ma ho sempre dato la mia disponibilità per varie ed eventuali, ogni anno. A prescindere da chi ci fosse nel comitato e da chi fosse il parroco. Ogni anno, per vari motivi, si introducono delle novità, come nel 2000, sempre per il giubileo, la processione giunse a Santa Maria, ma non è diventata regola. Per quanto riguarda l’ingresso nella gestione della festa di persone nuove, successo alcuni fa, poteva essere gestito diversamente: invece che pensare in negativo e puntare il dito contro la poca esperienza, si doveva pensare che c’erano forze nuove, che queste forze saranno comunque il futuro dell’isola e che, anche se “la vecchia guardia” non ha gradito il modo in cui è avvenuto questo cambio, poteva pensare di affiancare il nuovo comitato, di essere di supporto.
    Invece ci si mette da parte, ci si sente offesi e ci si ritira, pensando: “ecco, adesso vedetevela voi e arrangiatevi”… però poi, il diritto di critica, anzi il diritto di distruggere con le parole qualunque cosa si faccia, quello non viene mai meno.
    A Ponza siamo rimasti 4 gatti in croce, e continuiamo a farci guerre intestine che hanno un unico risultato: peggiorare le cose. Allora, cerchiamo di superare lo scoglio che è dentro di noi, parliamoci guardandoci in faccia, chi ama Ponza e il suo Patrono abbia la volontà di andare avanti e di COLLABORARE CON CHIUNQUE VOGLIA DARE UNA MANO. Adesso che le luci sono state smontate ed è calato il sipario sul 20 giugno, pensiamo al prossimo, facciamoci vivi, incontriamoci e “scanniamoci pure”: però poi mettiamo un punto e andiamo a capo, perché il 20 giugno 2017 arriverà e non deve trovare altre polemiche, altre acredini, altri malumori… I problemi non esistono: ESISTONO LE SOLUZIONI. AD MAIORA.

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