Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

paolo-01 ernesto-a k2-17 v4-14a l-07 Spugne blu

Il 2 giugno 1946 a Ponza

Condividi questo articolo

di Silverio Lamonica

giornali_referendum

Come mi fu raccontato dal compianto Vincenzo Bosso, anche a Ponza gli elettori votarono in maggioranza per la Repubblica che vinse con un margine di circa 70 voti (guarda caso, stiamo qui a rievocare quell’evento 70 anni dopo).
La campagna referendaria assunse toni molto aspri; da un lato gli attivisti della sezione comunista locale: il suddetto Bosso, Silverio Califano, Adalgiso Coppa, Salvatore Guarnieri (Carnera), Vittorio Pacifico (il calzolaio), Silverio Picicco e altri con in testa Temistocle Curcio segretario della sezione, si sguinzagliarono letteralmente per l’isola in una accanita propaganda capillare a favore della Repubblica, assieme ad esponenti di altre formazioni come i repubblicani, con l’allora segretario Dr Silverio Mazzella; dall’altro lato c’era la chiesa che si schierò apertamente per la monarchia.

Pochi giorni prima del voto fatidico, durante la santa messa il sacerdote Don Gennaro Sandolo nella chiesa di Santa Maria pronunciò dall’altare una vibrata omelia a favore del re, tra le altre cose disse: “Voi non sapete cosa significa repubblica. Repubblica significa ribellione, disordine, disconoscimento della famiglia! …” a questo punto fu interrotto da un sonoro “Ueeeeh!” era il Dottore Mazzella che sedendo in uno dei banchi in fondo alla chiesa, ascoltava allibito la predica.

Però ci fu qualcuno che cercò di interpretare a suo esclusivo favore, il significato di “repubblica” secundum ecclesiam.
Raccontava mio padre che qualche giorno dopo il referendum, si recò a Le Forna assieme a Giulio Conte-Matrone con la funzione di ufficiale giudiziario, per eseguire uno sfratto. Mio padre, suo carissimo amico, gli dava una mano nel redigere il verbale. Ebbene l’interessato, appena li vide arrivare esclamò : “Mo’ nun putite caccià cchiù a nisciuno, mo’ è reprubbrica!”
Inutile precisare che lo sfratto avvenne inevitabilmente, con l’amara disillusione del concittadino di Le Forna.


h-32

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.