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Sindaco… Sindaco!

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di Silverio Guarino
Sindaco. Poltrona e fascia

Premessa. Mi auguro che a nessuno venga una crisi di orticaria, venendo a conoscenza – oltre che del mio amore per la lingua latina – della mia straordinaria passione per la lingua greca.

Ed allora partiamo dall’etimologia della parola: sindaco.

Deriva da due termini della lingua greca: “syn”, preposizione che si usa per il complemento di compagnia e che si traduce: “insieme” e “dike” che significa: “giustizia”.
Quindi il sindaco è colui che vive insieme alla giustizia, in sua compagnia.

Non si diventa sindaci per iniziare a vivere insieme alla giustizia, ma si perfeziona la propria vita, vissuta insieme alla giustizia, per continuare a seguirla.
Per il bene comune.

A parte l’amore per la giustizia che ha permeato la vita passata del sindaco, l’ideale è che questo primo cittadino (“primus inter pares”):

  • non abbia scheletri nell’armadio;
  • non abbia conflitti di interessi;
  • non abbia cause pendenti con chicchessia;
  • non abbia nemici personali;
  • non abbia “crediti” o “debiti” con i politici;
  • non si sia “appecoronato” a nessuno.

Il capo vero (sostiene qualcuno), per essere tale, deve essere: amato, stimato e temuto (!).
Non il sindaco, che, equilibrato e disponibile, è amato e stimato da tutti i suoi concittadini. Tutti. Sia quelli che lo hanno votato che quelli che non lo hanno votato.
E mai temuto.
Da nessuno.

E la sera il sindaco può continuare ad andare a dormire “con il cielo stellato sopra il suo capo e la legge morale dentro il suo cuore”. Sempre. Per tutto il tempo del suo mandato, come ha sempre fatto anche prima di essere stato eletto.

Attenzione_caduta_sindaci

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3 commenti per Sindaco… Sindaco!

  • Biagio Vitiello

    L’elencazione di Silverio delle sei qualità di un “sindaco ideale” sono pura “Utopia” (nome fittizio di un paese ideale, coniato da Tommaso Moro).
    A me basterebbe trovare un Sindaco veramente votato al “bene comune” che capisca quali sono le necessità del paese, e risolva i problemi che si pongono; e che non tratti i suoi concittadini come se fosse uno sceriffo.
    Trovare un ideale di sindaco a Ponza che abbia almeno tre (delle sei qualità citate da Silverio), è cosa molto difficile; sarebbe più facile, forse, trovare un Santo .
    Per me, chi ambisce alla carica di sindaco a Ponza, deve concentrarsi a far qualcosa per l’occupazione giovanile e per la cura degli anziani; non spreco di risorse per “centri diurni” ed altro, ma una casa di riposo per anziani: non chiederei altro.

  • Venerdì Santo ho incontrato Silverio Lamonica e mentre si aspettava che ‘u fucarazzo si accendesse, abbiamo parlato del più e del meno e tra l’altro gli ho detto: “Silverio, come collaboratore di Ponzaracconta, hai trovato la giusta ispirazione, quella di metterti alla ricerca di articoli scritti in inglese (tua passione) che riguardano l’isola e tradurli per Ponzaracconta e per tutti noi. Ottima operazione di recupero e divulgazione”.

    La stessa cosa oggi mi permetto di dirla a Silverio Guarino: “interessante quello che hai scritto sull’etimologia del termine Sindaco ispirata dalla tua passione per il latino e il greco, da cui in effetti derivano le nostre parole e i significati di queste che in qualche modo vanno tramandati, per comprendere la reale distanza tra le parole e i fatti concreti”.
    Operazione sicuramente “professorale” ma utile perché:
    “La democrazia ha bisogno di parole oneste con le quali possiamo condividere il destino delle nostre comunità. Attraverso le parole prendono forma i pensieri, e le idee acquistano consistenza. Con le parole costruiamo la nostra narrazione del mondo e in ultima analisi la nostra verità” (G. Zagrebelsky).

  • Adriano Madonna

    All’elenco del dott. Guarino su “che cosa non deve essere un sindaco”, mi permetto di aggiungere che non deve essere arrogante e maleducato. Questa parola: “educazione”, ormai dimenticata, andrebbe ritrovata e valorizzata nel suo importante significato.

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