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Ponza, bella come una gemma

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segnalato e tradotto da Silverio Lamonica

 

Poiché siamo “a pochi passi” dall’estate, propongo questo reportage su Ponza di Jim Byers, un editorialista esperto in itinerari turistici, il quale oltre ad avere un suo blog, riportato in calce al presente articolo, scrive per conto di alcune riviste e siti multimediali del ramo, sia del Nord America che dell’Australia.
Venne a farci visita nell’estate del 2010. Ha espressioni lusinghiere nei riguardi della nostra isola, ma nello stesso tempo non lesina critiche – anche severe – al “modus operandi” alquanto approssimativo di qualche “operatore turistico” nostrano.
Sarebbe quanto mai opportuno farne tesoro.
S.L.      

 

Ponza bella, una gemma di isola italiana
La metà dell’affollamento di Capri con acque stupende ed un’autentica sensazione del tempo antico…

 

di Jim Byers (Jim Byers Travel)

Ven. 24 settembre 2010
Ponza, Italia – Potresti creare facilmente un fantastico opuscolo turistico e rendere questo posto paragonabile alla Costiera Amalfitana. Potresti inquadrare uno yacht particolarmente elegante mentre entra in porto al tramonto e con tutta probabilità convincere qualcuno che sta guardando, in un film, la barca di una star aggirarsi in quel di Capri per una cena da 500 dollari.

Ma il fatto è che questa non è la Costiera Amalfitana, coi suoi interminabili chioschi di limoncello e orde di nordamericani. E non è Capri, anche se circola voce che Jude Law (attore britannico – n.d.t.) sia stato qui in luglio.

Invece, ciò che trovi al termine degli 80 minuti di corsa in aliscafo dal porto della terraferma italiana di Anzio, è una bella isola del Mediterraneo con una costa abbastanza frastagliata che la rende interessante.

Lungo l’angusta muraglia del porto ci sono negozi di colore giallo-ocra, ma in alcuni casi ci sono più tratti vuoti che decorati. Le barche sono palesemente tipiche di chi lavora sul mare, cosparse di reti da pesca di colore verde e ravvivate da sgargianti salvagente arancione. Non una cassa di Cristal (champagne – n.d.t.) o Dom Perignon in vista.

Proprio all’esterno del porto c’è una terrazza a due livelli, su quella in basso tendono a specializzarsi in t-shirts e morbidi cappelli (color) lavanda, come pure in orrendi souvenir di corallo blu. Ma ci sono anche buone enoteche e, lungo il tratto tranquillo superiore, negozi alla moda che vendono borse firmate da 300 dollari.

Una chiesa dai colori sbiaditi, situata sopra un’estremità del porto, mostra una caratteristica aureola di bulbi luminosi dietro il busto di Gesù. All’interno sono appese reti da pesca gialle e rosse con dentro alcune pallide stelle marine; forse un simbolo della buona – e della cattiva – sorte che il mare ha elargito a questi isolani.

Se ti avvii oltre la chiesa, su a destra, troverai l’Hotel Bellavista, il cui nome deriva dalle vedute sbalorditive dei bei faraglioni e scogli e un mare che brilla nel colore dei sogni invernali.

Potresti individuare una piccola insegna con la scritta “Zona di Rispetto Silenzio” e stupirti al cospetto di ciò che sembra una casa privata. Sulla strada c’è un mazzetto di fiori di seta su una parete, vicino a ciò che sembrano magneti ornamentali da frigorifero come un Babbo Natale ed un gelido pupazzo di neve. E se sei fortunato potresti sentire qualcuno in fondo al piccolo museo cittadino suonare pigramente It Had To BeYou al sassofono.

Ponza coastal view.

Con 50 euro, a Ponza si può noleggiare un’auto per l’intera giornata, permettendo ai visitatori di immergersi in alcune favolose vedute di ripide falesie e nel blu del Mar Mediterraneo (Baia di Cala Feola a Le Forna – n.d.t.)

Mussolini, negli anni, mandò molta gente al confino su questo scoglio del Mediterraneo, non dissimile alla vacanza forzata che toccò a Napoleone nella vicina Elba. Lo scrittore Norman Douglas definì gli scogli pontini “isole dell’oblio”.

Ma non c’è alcun oblio al riguardo delle moltitudini di giovani e famiglie romane che sbarcano sull’ isola ignara, ad ogni weekend estivo. I mezzi di trasporto li vomitano a centinaia e i taxi dell’isola (veri banditi a giudicare dai miei 30 dollari, per un’andata e ritorno di sei minuti dal porto all’albergo, nel mio ultimo giorno di permanenza) sciamano all’unisono per afferrare le persone che non hanno pensato di portarsi l’auto o di ronzare in motociclo.

Per tutte le glorie della sua classe lavoratrice, c’è anche un lato molto pulito a Ponza. Alle spalle del porto le case si elevano in modo sparso sulle rocce scoscese in un arcobaleno di colori: giallo limone, rosa simile alla gomma da masticare, color pesca matura e blu pallido; molte spruzzate da oleandri rosa o gialli e dalle immancabili buganvillee rosso vivo o rosa.

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Fiori vivaci e case policrome punteggiano l’orizzonte nel centro principale di Ponza, un’isola tranquilla frequentata dai romani, ma poco nota alla maggior parte dei nord americani (Panorama dall’Hotel Chiaia di Luna – n.d.t.)

Puoi trovare alberghi con eccellenti piscine blu con vista sul porto o sulla stupenda falesia di Chiaia di Luna. E puoi sganciare 100 dollari per una cenetta all’ Acqua Pazza che comprende tonno rosso con glassa balsamica, oppure un antipasto formato da due file di anelli di calamari freschi, ripieni di olive tritate, peperoni rossi e bocconcini di patate, spruzzati con olio d’oliva e basilico fresco.

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Ponza non ha il sex appeal di Capri o Ischia, ma ha un porto bellissimo e angoli freschi a tonnellate per sorseggiare un caffellatte… o perfino un Martini (tavolini del Welcome’s Bar e veduta del porto – n.d.t.)

Anna Maria De Martino, che era nata e risiedeva nell’area della città di Nuova York ma è vissuta a Ponza per molti anni, spiega che è prevalentemente un posto per italiani:
Noi abbiamo un sacco di gente da Roma e altrettante dal Nord Europa”
“In gran parte è per il mare, credo”.

Si dice che le grotte sotto l’imponente scogliera siano eccezionali. Purtroppo il tempo si preannuncia tempestoso durante una recente visita e le piccole barche sono bloccate nel porto.
E’ rischioso!” dice un barcaiolo italiano,facendo cenni avanti e indietro con le mani verso un barchino: “Troppi scogli!

Prostrati dalle onde, io e mia figlia che ha viaggiato con zaino in spalla attraverso l’Europa, ma che s’incontra con suo papà per pochi giorni lontano dagli alberghi economici, siamo obbligati a sganciare 70 dollari per noleggiare una jeep convertibile per l’intera giornata. La prima macchina che mi viene mostrata ha un cambio variabile, che è una lunga asta sporgente dal cruscotto, manovrabile in orizzontale. Ciò non viene impiegato nelle mini vetture nordamericane con trasmissione automatica, così ripieghiamo su una decrepita jeep – un vecchio arnese anche per la tappezzeria.
Non importa, dal momento che per guidare da un capo all’altro dell’isola occorre forse una mezz’ora, comprese le soste lungo le stradine a gomito, per le inquadrature incredibilmente belle dei minuscoli villaggi, saldamente abbarbicati ai pendii verticali battuti dai flutti del mare. Si dice che la vicina isola di Palmarola offra favolose possibilità di immersione, ma il tempo è tale che bisogna spostare la gita in un altro momento.

La strada passa abbastanza vicino al Grand Hotel Chiaia di Luna, di un costo esagerato per delle stanze anguste e scarsamente arredate, paragonabile più a un budget da due stelle del Nord America, anziché ad un esercizio pubblicizzato con quattro stelle. La cena si basa su alcuni decenti piatti di mare, ma costa troppo.

Comunque la veduta è bellissima, puoi sederti accanto alla piscina, oppure in uno dei tanti piccoli patii e cortili e guardare giù per la collina la cittadina di Ponza e il traffico portuale, oppure fare pochi passi e dare un’occhiata alla stupenda baia di Chiaia di Luna da cui l’hotel ha preso il nome. È stata chiusa per un po’ di tempo, in modo da permettere ai funzionari di mettere in sicurezza un tunnel scavato dagli antichi romani, ma la spiaggia è una perfetta mezzaluna a riposo in fondo ad una massiccia parete rocciosa. Una parte di essa sembra che sia stata affettata dal coltello da cucina, il più affilato, di Susur Lee (celebre chef canadese, cinese di origine – n.d.t.): una falesia d’oro, bianca e beige. Altre parti sono caratterizzate da composizioni fantastiche scolpite dal vento, con gli uccelli che si libravano lungo le correnti ascensionali e attorno ai siti selvaggi.

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La favolosa falesia della baia di Chiaia di Luna, sul versante occidentale di Ponza, una delle spiagge più belle dell’isola. Gli ospiti dell’Hotel Chiaia di Luna godono di ampie vedute della baia.

La prima sera, mia figlia ed io sedemmo in uno dei numerosi patii dell’Hotel Chiaia di Luna ad osservare una tempestosa danza di fulmini tra le nuvole nere, sulla terraferma italiana. La sera successiva sedemmo sui cuscini in un altro patio, sovrastante la scogliera, a enumerare quelle poche costellazioni che conosciamo.

Quella sera scaricammo delle canzoni sui nostri iPods e andammo a dormire. Mi svegliai in piena notte ed accesi l’ ipod per ascoltare una bella canzone: “Birds and Ships” di Natalie Merchant. Guardai nella notte il cielo sopra la baia rocciosa di Chiaia di Luna e vidi una stella cadente precipitare come un proiettile,in uno sfavillio pauroso, verso il blu profondo del mare.

Solo l’essenziale

Ponza è facilmente raggiungibile coi mezzi in partenza da Anzio, distante solo un’ora di treno da Roma. Si possono prendere i mezzi di trasporto con circa 25 dollari. La Caremar (oggi Laziomar – n.d.t.) ha navi più grandi e più lente, più adatte ad affrontare il mare mosso. La Compagnia Alfasci (Aliscafi Vetor? – n.d.t.) ha mezzi più piccoli e più veloci, più convenienti col bel tempo. Non c’è una buona spiaggia nella cittadina di Ponza, ma piccole barche da traffico vi trasportano alla bella spiaggia di Cala del Frontone per circa 5 dollari. C’è un ristorante all’aperto, piccolo ma familiare, ad una estremità e belle formazioni rocciose per prendere il sole dall’altra.

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Famiglie che si inerpicano sugli scogli per prendere il sole sulla riva sabbiosa della spiaggia più popolare di Ponza, appena fuori dal paese (Frontone 
n.d.t.)                

 

Il lavoro originale si può consultare al seguente linkhttps://www.thestar.com/life/travel/2010/09/24/lovely_ponza_an_italian_island_gem.html


Nota
Per tutte le foto: proprietà e diritti JIM BIERS / TORONTO STAR

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1 commento per Ponza, bella come una gemma

  • Luisa Guarino

    Mi sta bene tutto ciò che ha scritto Jim Byers ma ho un’obiezione da fargli. Non siamo la Costiera amalfitana, né Capri né Ischia. Siamo Ponza e ne andiamo fieri: non soffriamo di alcun complesso d’inferiorità… Semmai il contrario.

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