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Porto turistico a Cala dell’Acqua tre progetti: commento alle osservazioni presentate dai Comitati Samip e Rinascita per Ponza

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di Vincenzo Ambrosino
Cala dell'acqua 22 copia

 

Il Comitato Samip esprime nelle sue osservazioni, in modo molto sincero, i propri desideri e dichiara di  volere a Cala dell’Acqua e dintorni un investimento privato che si metta al servizio delle esigenze della cittadinanza fornese e lo fa addirittura proponendo un vero progetto integrativo (leggi qui).

Il Comitato Samip nella sua osservazione ha già decretato insoddisfacenti i progetti di Cala dei Medici e quello di Marina di Ponza mentre al progetto della Società Marina di Cala Dell’Acqua, per avvicinarsi a soddisfare i bisogni dei fornesi dovrebbero apportarsi notevoli e sostanziali variazioni.

Sintesi delle variazioni al progetto della Società Marina di Cala dell’Acqua indicate dal Comitato Samip:

–  “Un Porto che vada dall’ex derrik alla Punta della Montagnella, che preveda un camminamento lungo tutto il periplo interno dove possa passare anche una corriera di piccole dimensioni.

– Un porto che preveda anche l’attracco dell’aliscafo, per le navi cisterna e le navi crociera. In esso dovranno trovare posto tutte le barche e le attività di Cala Feola , che verrà restituita alla balneazione. Avranno un trattamento di favore solo i residenti invernali, per i quali è comunque previsto un affitto in banchina ad un prezzo equo.

–  A terra sono permesse tutte quelle attività che non esistono nella Frazione escludendo monolocali e negozi di generi alimentari perché molto presenti”.

Ineccepibile e condivisibile – la determinazione del Comitato Samip 2012 – dopotutto in questo Comitato ci sono cittadini di Le Forna che hanno subito gli espropri delle loro case e delle loro terre, respirato per anni la polvere delle discariche;  hanno nel tempo resistito, sopravvissuto e lottato per il loro riscatto economico e sociale – che hanno da sempre sognato, definitivamente risolto,  solo nella realizzazione di un porto che li ripagasse di tutti i sacrifici compiuti.

Ma, solo per far notare agli amici del Comitato Samip: il progetto di Marina di Cala dell’Acqua, se si avvicina a soddisfare le esigenze marine, si mantiene a debita distanza dal proporre interventi seri a terra. Infatti a terra prevede solo servizi legati al porto per cui non ci pensa nemmeno al risanamento ambientale della zona ex Samip, non ci pensa quindi minimamente a risanare e a costruire strutture che completino l’offerta turistica isolana.

Cala dell'Acqua. Zona Miniera. Recente. Better copia

Il Comitato Rinascita per Ponza nelle sue osservazioni (leggi qui) mette in evidenza che i tre progetti presentati sono diversi l’uno dall’altro e questa diversità è sinonimo di libertà progettuale nell’interpretare, da una parte le leggi che regolano la materia e i bisogni dei cittadini di Ponza e dall’altra a soddisfare gli interessi degli azionisti delle singole società.

I tre progetti, non avendo avuto indicazioni politiche precise dall’amministrazione pubblica, interpretano interessi generali e anche quelli particolare; interpretazioni che si avvicinano ma non certo coincidono con le esigenze espresse dai comitati e dai cittadini.

I progetti di Cala Dei Medici e quello di Marina di Ponza prevedono delle strutture portuali molto simile e grosse operazioni di recupero, risanamento e nuove costruzioni a terra, quello di Marina di Cala Dell’Acqua – ne abbiamo già parlato – si occupa solo della parte più immediatamente produttiva dell’operazione: la realizzazione di un porto turistico.

In questa ottica di “libera interpretazione” fatta unilateralmente dai “privati”, il Comitato Rinascita per Ponza si tiene a debita distanza dall’esprimere preferenze (cosa che si tenterà di fare in Conferenza dei Servizi) cerca però di indicare agli amministratori e ai cittadini quali sono i bisogni che devono essere serviti nell’operazione di risanamento ambientale e realizzazione di un porto turistico a Cala dell’Acqua.

Un porto a Cala dell’Acqua deve:

–  riequilibrare lo sviluppo socio-economico tra Ponza e Le Forna?
–  riservare Cala Feola alla totale balneazione per cui il nuovo porto deve  garantire posti e spazio attrezzato ai diportisti e noleggiatori da trasferire da Cala Feola?
–  risanare la zona ex-miniera e prevedere nuove strutture che completino l’offerta turistica locale?

Il Comitato Rinascita per Ponza dice di più:  –“se non si vuole andare in ordine sparso – con il rischio di perdere molto più tempo – (società private in concorrenza tra di loro, enti pubblici e amministrazione comunale ad esprimere i loro pareri, comitati, cittadini, ambientalisti, forze politiche a difendere i loro interessi di parte ecc.) almeno l’isola nelle sue varie componenti amministrative, politiche e economiche deve marciare insieme”.

Ma questo non lo si può fare per lettera e neanche in “presentazioni dispersive” ma attivando una vera commissione che lavori per studiare, capire e proporre.

***

Nelle osservazioni presentate dai due comitati – Samip e Rinascita – inerenti i tre progetti di porto a Cala dell’Acqua, c’è comunque, convergenza nell’esprimere la volontà di partecipazione al processo decisionale ed è palese – anche dalla forma e dai contenuti delle osservazioni presentate – l’intento dei comitati di non voler perdere tempo in ostruzionismi e opposizioni ma mettersi in gioco per far sì che il porto alle Forna diventi realtà in tempi brevi.

Questi Comitati sono senz’altro portatori di interessi diffusi sul territorio isolano, stanno a mio avviso facendo un’azione meritoria nell’organizzare persone  e anche importante dal punto di vista della crescita democratica. Comitati spontanei che si uniscono ed elaborano delle idee, delle proposte, addirittura dei progetti sono un evento da accogliere con favore.

Noto però che solo il Comitato Rinascita per Ponza ha inoltrato la richiesta al Sindaco di partecipare alla Conferenza dei Servizi come uditori. Mi sembra auspicabile da parte del Sindaco, dopo la prima “falsa partenza” che ha fatto decidere di riprendere d’accapo tutto l’iter burocratico per il porto a Cala dell’Acqua, di accogliere positivamente la richiesta del Comitato.

La trasparenza, la partecipazione, la collaborazione ma anche la critica democratica non possono che far bene in un paese troppo ingessato in tatticismi familistici.

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