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Buone notizie dal Sud. (1). Si parte dalla visita alla reggia, ma poi…

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di Sandro Russo
Reggia di Caserta. Esterno

 

Un appuntamento preso e le prenotazioni fissate con un certo anticipo, insieme ad un gruppo di amici, se no poi non si fa più.
Un viaggio a Caserta e dintorni per un fine settimana di maggio.

L’associazione mentale più comune di Caserta è con la reggia, meta quasi per tutti di gite scolastiche; per uno del gruppo è stata sede di servizio militare.
Quindi dalla visita alla Reggia non si può prescindere, ma per ‘turisti’ mediamente distratti come noi siamo, c’è poco da dire: l’ingresso alla reggia è veramente maestoso, le dimensioni fuori scala rispetto ai nostri riferimenti comuni.

Reggia di Caserta. Scalone d'onore
La presentazione del “giro” per i visitatori è buona, le sale ben tenute e l’organizzazione curata. Giudizio sommario, date le nostre scarse conoscenze nel campo della storia dell’arte, ma molto positivo rispetto all’allarmismo e alle polemiche che su Caserta si leggono sui giornali.

E apprezziamo anche la presentazione fatta su un opuscolo a cura dell’amministrazione comunale di Caserta (Ufficio del Turismo), che introduce la Reggia attraverso le parole dello stesso Re Ferdinando IV di Borbone:

Venite, venite! Song’ ’o rre!
Nel Regno di Napoli e di Sicilia comando io: sono Ferdinando IV di Borbone, ma mi chiamano “Re Nasone”, ’sti lazzaroni. E chesta è ’a casa mia: ’a Reggia.
Un capriccio di papà Carlo III, che poi non se l’è goduta perché se n’è andato a fa’ ’o ’rre in Spagna e ha lasciato tutto a me.
Non è stato solo uno sfizio, perché papà voleva dare una nuova capitale al regno. Possibilmente lontana dal mare, perché voi non immaginate la gente che viene a darci fastidio, coi cannoni e tutto il resto!
Bene inteso, ha dovuto mettere mani al portafogli e per prima cosa ha comprato il terreno: è costato 489.343 ducati, ma mammà era d’accordo. Gli consigliarono il nome di Luigi Vanvitelli come architetto e il progetto gli piacque subito. Il 20 gennaio del 1752 è stata posta la prima pietra.

Bella, vero? Ma c’è costata un sacco di soldi: 6.133.507 ducati. Eh sì… papà e mammà non badavano a spese. Intanto, adesso mia moglie Maria Carolina ha una reggia ancora più bella di quella di sua sorella che sta a Versailles.
Papà ha scelto materiali belli e preziosi: il tufo viene da San Nicola La Strada, il travertino da Bellona (pure qua vicino), la calce da San Leucio (a proposito andate a vedere il Belvedere, dal momento che state da queste parti), il laterizio da Capua, il marmo grigio da Mondragone e quello bianco da Carrara.

Venite, venite! Guardate quant’è bella!
…E guardate quant’è grande! Aspettate..! Saccio tutto a memoria: i lati sono di 247 e 190 metri, quindi il perimetro è di 874 metri; è alta 41 metri, per una volumetria di quasi due milioni di metri cubi, le stanze sono 1.200 (…ma mica tutte per me, eh!) e ha 1742 finestre. Solo 245 stanno sulla facciata di fronte al Vialone. Una volta le ho contate.

 Venite, venite! Nun ve mettite scuorno. Saglite… Avete mai visto ’nu scalone più bello di questo? Quella di fronte è la Cappella Palatina, fermiamoci un attimo, ma poi andiamo negli appartamenti reali, e attraversiamo tutte le stanze…”

Reggia di Caserta. Cappella Palatina

Ma anche così, un occhio alla guida e l’altro al tanto che c’è da vedere – dopo una sequenza dei Saloni dai nomi altisonanti (degli ambasciatori, degli alabardieri, del trono), varie stanze per la pinacoteca e la biblioteca – la mente divaga…

Sala del tronoSala del trono

Sala di Alessandro (Magno)Sala di Alessandro (Magno)

Reggia_di_Caserta. Appartamenti privatiAppartamenti privati

Quando si arriva agli appartamenti privati del re e della regina, in un recesso del bagno di quest’ultima troviamo quell’arnese a quattro zampe, che a giochi finiti (nel 1861, alla nascita del Regno d’Italia), i funzionari sabaudi segnalarono in inventario come: “strano oggetto a forma di chitarra” (sembra che sia il primo bidet introdotto in Italia, voluto da Carolina d’Asburgo-Lorena moglie di Ferdinando IV; come riportato anche da Wikipedia).

Il bidet della reggia di Caserta

E qui ognuno ricorda qualcosa a proposito dello “strano aggetto”, che sembra essere diventato nel mondo una peculiarità italiana… Qualcuno ricorda di parenti americani che hanno detto: “Però! Comodo per lavare i piedi!”. Mentre qualcun altro si informava cautamente se servisse a fare il bagnetto al neonato!

Su tutti uno del gruppo ha ricordato di aver letto sul Venerdì di Repubblica della settimana in corso un servizio proprio sul bidet, che religiosamente ho messo da parte e scannerizzato (qui riportato in file .pdf: Da Il Venerdì di Repubblica. 8 maggio 2016)

Anche il Parco si visita con piacere: le vasche monumentali con quella in fondo con il gruppo marmoreo di Diana cacciatrice; i giardini all’italiana sono ben curati; un po’ meno lo stagno, il grande bosco circostante; molti gli edifici abbandonati, tra cui le due serre, quella monumentale e quella di servizio.
Ricaviamo le seguenti notizie dall’opuscolo illustrativo della Reggia edito dall’EPT di Caserta:
“Il Parco della Reggia è articolato in tre aree. La prima, posta dietro al palazzo, è destinata al parterre, diventato poi un semplice prato verde inciso dai bianchi viali rettilinei, e comprende a sinistra il bosco vecchio, così chiamato perché preesistente alla costruzione della Reggia, e a destra le praterie circondate da spalliere arboree.
La seconda, che sale fino ai piedi della cascata dove si alza il colle di Briano, è costituita dalle fontane, realizzate sotto la direzione di Carlo Vanvitelli (figlio di Luigi).
La terza area, che non faceva parte del progetto iniziale, è quella riguardante il Giardino inglese. Nelle intenzioni del Vanvitelli (padre), il Parco della Reggia doveva avere la stessa imponenza del Palazzo”.

Parco della Reggia di CasertaVeduta della Reggia dal Parco

I due gruppi di Diana e Atteone alla base della cascataI due gruppi di Diana e Atteone alla base della cascata

Il bagno di VenereIl bagno di Venere

Il viaggio è stato ideato tra noi con una certa logica: volevamo vedere l’altro luogo di interesse, il Belvedere di San Leucio con la sede dell’antico complesso industriale per la manifattura della seta.
Poi il complesso della tenuta di Carditello (detta “Reggia di Carditello”) di cui tanto avevamo sentito parlare dalle recenti campagne dei FAI sui “Luoghi del Cuore” e visto un film colà ambientato…

Di strada, una capatina per vedere l’anfiteatro romano di Santa Maria Capua Vetere, con una sorpresa inaspettata nel locale Mitreo.

…E la ciliegina sulla torta, la struttura che lega e ha reso possibili la reggia di Caserta, San Leucio e la Tenuta di Carditello: l’Acquedotto Carolino!

Di tutto parleremo (e vedremo le foto) nella prossima puntata…

 

[Buone notizie dal Sud. (1) – Continua]

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