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Epicrisi 70. Un messaggio in bottiglia per un’isola sempre più precaria?

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di Giuseppe Mazzella

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Tristezza. E’ stata questa la sensazione che ho provato leggendo il ‘messaggio in bottiglia’ rinvenuto sulla battigia della spiaggia di Sant’Antonio che Franco De Luca ha voluto far conoscere proponendolo ai nostri lettori. Tristezza e un nodo alla gola per la ‘sorte’ di quanti, vivendo sull’isola, non hanno altrimenti la possibilità di comunicare le proprie ansie, se non attraverso una lettera affidata al mare, e che riguardano un futuro che si annuncia grigio. Soprattutto per i più giovani che, come in tutta Italia, anche a Ponza soffrono la scarsità di lavoro e la mancanza di prospettive. Non a caso, questo primo maggio, al di là dei toni celebrativi, ormai sempre più stanchi, è stato vissuto un po’ dovunque e anche da noi, come una promessa mancata, una speranza delusa. Salvo suscitare echi lontani e nostalgici, voci e umanità, come scrive sempre Franco, riandando con la memoria agli anni della sua infanzia in quel microcosmo nel microcosmo di via Umberto. Un passato che ammalia e forse spinge al positivo, ma che a paragone del presente ne accresce ancora di più il divario.

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In questa sequenza di difficoltà si è incanalata anche la nostra squadra di calcio che dopo le speranze orgogliose di inizio campionato, sembra ripiegata su stessa.

I ponzesi, una popolazione coriacea, abituata a vivere in condizioni molto difficili, sembrano aver perso mordente e volontà. Cosa succede? Tante le questioni sospese, le domande dalle quali si attendono risposte. Anche il mare, la nostra grande ricchezza, suscita dubbi sull’utilizzo e sui modi di viverlo. Gli scritti di Impagliazzo, che analizzano le Aree protette di Ventotene e S.Stefano, fanno capire che anche quelle scelte avvedute e tese a proteggere il nostro patrimonio naturale, non sono prive di ombre e che necessitano di un approfondimento. E ancora i mali del Mediterraneo, raccontati con scienza affabulatrice dal prof. Adriano Madonna, aggiungono preoccupazione a preoccupazione. Anche Donatella Bianchi, conduttrice storica della trasmissione televisiva Linea Blu e presidente del WWF, stigmatizza il tiepido impegno di mettere a fuoco la salvaguardia del nostro mare.

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Per fortuna anche su questo fronte c’è una bella notizia con la Bandiera Blu assegnata alla nostra Ventotene. E’ ovvio augurarsi che anche per Ponza arrivi presto questo riconoscimento.

Una situazione precaria, quello di vivere nell’isola, interpretato con il suo linguaggio colorito anche dal nostro “Sang’ ‘i Retunne”, che sottolinea la processione di quanti, nell’imminenza dell’estate, ricercano la benevolenza delle autorità preposte per ottenere qualche chance di lavoro.

E le brutte notizie non finiscono qui. A leggere l’intervento dell’associazione “Cala Felci”, che lamenta anche per quest’anno la mancata autorizzazione da parte dell’amministrazione comunale della manifestazione ‘Ponza in tavola’, le perplessità aumentano. Le passate edizioni, infatti, raccolsero successo e una notevole presenza di pubblico, contribuendo a far conoscere le nostre tradizioni non solo culinarie, che ebbero origine nel settecento borbonico. Un evento-vetrina che merita di essere non solo riproposto, ma incentivato. Il nostro augurio è che si dia spazio a questa come ad altre attività proposte e volute dagli isolani e dalle loro associazioni, che rappresentano legittimamente il cuore della nostra identità della quale tantissimi turisti ed estimatori da anni si dichiarano entusiasti. Credo che ci si possa trovare tutti d’accordo che proporre solo offerte culturali preconfezionate non aggiunge attrattiva ad un luogo. Quando poi queste hanno dato risultati deludenti, possono addirittura essere controproducenti. Chi più dell’isolano è in grado di “interpretare” lo spirito e la memoria di Ponza? E invece, al contrario e inspiegabilmente, le iniziative locali vengono in gran parte bocciate e non si sa sulla base di quale ragionamento. Ragionevolezza fa pensare che ci possa e ci debba essere una inversione di tendenza.

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Un grido d’allarme viene ancora da Monia Sciarra per il futuro della Snip e Snap, società di armatori ponzesi il cui destino pieno di incognite sembra fortemente dipendere dalle scelte strategiche della Laziomar.
Da qui un appello alla politica ed alla comunità ponzese affinchè sia tutelato e preservato questo patrimonio imprenditoriale e umano che è riuscito ad intercettare sempre i bisogni dell’isola.

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Per fortuna in questa settimana ci sono anche le belle notizie. Tra queste c’è certamente l’apertura di una farmacia a Le Forna, un servizio di cui la frazione nord di Ponza lamenta la mancanza almeno da mezzo secolo. Anche qui il nostro augurio è che, dopo la farmacia, possano seguire un ufficio postale più moderno, magari ospitato nell’edificio attualmente gestito credo dall’associazione “Il Veliero”, arricchito da un bancomat e da un bancoposta, e un centro di terapia riabilitativa per gli ormai tanti anziani sempre più in difficoltà. A tal proposito l’articolo di Silverio Lamonica riporta alla memoria una figura straordinaria di donna generosa che fu Caterina Mazzella. Originaria dei Conti, emigrata negli USA, sposata ad Alfondo Raja, di origine siciliana, svolse per tutta la vita la professione di massoterapista a Staten Island, nel cui cimitero oggi riposa. Caterina, finché è vissuta, e anche nell’ultimo anno di vita, quando era già gravemente malata, non ha mancato di tornare a Ponza, dove aveva una casa a S.Maria, che la sua famiglia ancora possiede. Alternava i bagni di mare con sedute di massaggi a chiunque volesse usufruirne.

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La ricordo, per essere stato io stesso suo paziente, passare interi pomeriggi al lavoro, sempre con un sorriso radioso e una buona parola, oltre ai risultati notevoli che era in grado di ottenere grazie alla sua appassionata professionalità. La figlia, di cui Silverio racconta l’attività di benefattrice e la sua prematura scomparsa, si innesta onorevolmente sulla vocazione materna.

E ancora un’altra bella notizia. L’associazione “A Priezza” compie vent’anni di attività che saranno celebrati con un ricco cartellone proprio in questo fine settimana. Come a dire: non tutto è perduto.

 

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1 commento per Epicrisi 70. Un messaggio in bottiglia per un’isola sempre più precaria?

  • Biagio Vitiello

    Mi permetto di fare una piccola obiezione a Giuseppe Mazzella, inerente l’apertura della “farmacia” a Le Forna.
    Essa propriamente non è una farmacia, ma un “dispensario farmaceutico stagionale”, fatto solo per il notevole flusso turistico, come prevede legge. In esso sono presenti solo farmaci “di uso comune e di primo soccorso”. Poi, comunque… “è meglio poco che niente..!”.

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