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Il 1° maggio, la festa del lavoro che non c’è

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la Redazione

non c'è festa senza lavoro

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Sappiamo che la festa del lavoro o festa dei lavoratori, che viene celebrata il primo maggio in molti paesi del mondo, trae origine dai gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e quelli successivi del 1887 quando 4 operai, 4 sindacalisti e 4 anarchici furono impiccati per aver organizzato il 1° maggio uno sciopero per ottenere 8 ore di lavoro.

In un mondo in continua evoluzione ove per comunicare guardiamo sempre di meno negli occhi l’altro, il nostro interlocutore, sia esso l’amico o la persona che amiamo o il nostro avversario, perchè sempre più ci affidiamo ai social network, agli sms, ai blog, anche le ricorrenze legate alle grandi date, come quella del 1° maggio, vanno via via perdendo di senso e di valore.
Ci aiutano a ricordarle più i numeri, le statistiche che non i discorsi ufficiali conditi, per le circostanze, di tanti buoni propositi e  promesse.

Da un sondaggio condotto dall’Osservatorio di Demos-Coop (ce ne dà conto oggi su Repubblica Ilvo Diamanti, con l’articolo “Lavoro e ripresa il 70% non ci crede”) escono numeri che confermano i dubbi sulla ripartenza dell’economia e sulla poca incisività che accompagna i provvedimenti posti in essere finora nel settore del lavoro. Precarietà e incertezza nel futuro sono le cose che preoccupano di più gli italiani.
Dal campione intervistato è emerso che 7 persone su 10 ritengono che abbia senso celebrare questa giornata ma, in effetti, questo sentimento sembra essere suggerito più dalla nostalgia che dalla speranza.

C’è il rischio quindi nel parlare oggi di risultare retorici e vaghi e di usare parole a caso, per il suono e non per il senso.

Ci piace, allora, ricorrere, per questo primo maggio, alle parole semplici ed intense pronunciate da papa Francesco in uno dei tanti interventi in cui mette al centro del suo pensiero l’uomo e la sua dignità.

“Non devono esserci poveri e non c’è peggiore povertà di quella che non ci permette di guadagnarci il pane, che ci priva della dignità del lavoro”.

Buon primo maggio a tutti i lavoratori, auguri a chi è in cerca di lavoro ed auguri soprattutto ai giovani affinchè non smettano mai di credere in sé stessi e nel futuro.

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5 commenti per Il 1° maggio, la festa del lavoro che non c’è

  • sciarra monia

    Io mi sento schiava di un sistema economico speculativo umano… e penso di non essere sola!

  • Rosanna Conte

    Non sei sola Monia.
    Se riflettiamo ogni giorno apprendiamo dalla cronaca giudiziaria che il lavoro è diventato arma di ricatto – ti consento di lavorare se vendi la tua anima o il tuo corpo -. Già così una società non gode di buona salute, ma poi c’è dell’altro.
    Insieme al poter lavorare c’è anche il problema insidioso, perché ormai considerato la norma, di dover fare qualsiasi attività anche se non è consona alle proprie inclinazioni e aspirazioni, né corrispondente ai titoli di studio conseguiti.
    Sono sempre di meno quelli che hanno la fortuna di poter svolgere il lavoro che hanno scelto.
    Fra gli altri chi lo trova non sempre impara ad amarlo, avverte di più la fatica per svolgerlo e continua a vivere nell’insoddisfazione sebbene abbia la sicurezza economica, se la remunerazione lo consente.
    Tutto questo avviene mentre c’è stata anche la trasformazione della mentalità e la scomparsa di alcuni valori.
    Una volta si diceva Il lavoro nobilita l’uomo, e la fatica, anche nella nostra piccola isola, costituiva una virtù.
    Oggi si sono perse queste coordinate ed il lavoro buono, quello a cui tutti aspirano, è quello considerato meno faticoso, ancor meglio se diradato nel tempo o ridotto al minimo di impegno indispensabile.
    Rimane ancora, almeno a parole, l’idea che il lavoro debba essere onesto ma, con l’illegalità diffusa ad ogni piè sospinto, spesso anche i lavori normalmente legali, quando sono esercitati con modalità distorte, danno luogo a forme di disonestà.

  • Se il lavoro non c’è dobbiamo cominciare a parlare di UN REDDITO MINIMO

    “Il reddito minimo garantito è un programma universale e selettivo al tempo stesso, nel senso che è basato su regole uguali per tutti (non limitato ad alcune categorie di lavoratori come nella tradizione italiana), che subordinano la concessione del sussidio ad accertamenti su reddito e patrimonio di chi lo domanda. Questo è uno schema oggi esistente, pur in forme molto diverse, in tutti i paesi dell’Unione Europea a 15 (e in diversi nuovi stati membri). Il reddito minimo garantito dovrebbe sostituire e riordinare molti schemi preesistenti, riducendo sprechi ed evitando la compresenza di tanti strumenti presenti. Dovrebbe infatti sostituire le pensioni sociali e le integrazioni al minimo nonché tutte le prestazioni di indennità civile: assegno di assistenza, indennità di frequenza minori, pensioni di inabilità, e indennità di accompagnamento. Questi sono programmi con obiettivi meritevoli, ma sviluppati in modo non coordinato. Andrebbero perciò riunificati all’interno del Rmg, prevedendo maggiorazioni per ciascuna tipologia di beneficiari. In questo modo, le maggiorazioni per invalidi, soggetti non deambulanti e soggetti non autosufficienti sarebbero condizionate alla prova dei mezzi. Nello specifico, il Rmg dovrebbe prevedere maggiorazioni per i figli a carico (in base all’età e al numero), i familiari disabili e le famiglie monogenitore. Inoltre dovrebbe essere progettato in modo tale da non scoraggiare il lavoro part-time e il lavoro occasionale.”

  • silverio lamonica1

    Proprio stamane a Uno mattina in famiglia il meteorologo Col. Laurenzi ha formulato gli auguri agli abitanti delle piccole isole, veri “lavoratori del mare”: con il mare bisogna fare i conti quotidianamente. Per il 1° maggio 2017 potremmo organizzare la “Festa dei Lavoratori del Mare”. Abbiamo un anno di tempo e sono pronto a dare il mio modesto contributo. Intanto l’inno già c’è:
    https://www.youtube.com/watch?v=_ipZhFgTFn8

    Che ne dite?

  • Francesco Lena

    Gentile Redazione, invio queste mie semplici frasi per la ricorrenza del 1° maggio:
    W la festa del lavoro e dei lavoratori,
    che sia salvaguardata la dignità di tutti i lavoratori;
    che sia salvaguardata la dignità dei migranti;
    che sia salvaguardata la dignità degli ammalati;
    che sia salvaguardata la dignità dei diversamente abili;
    che sia salvaguardata la dignità dei disoccupati;
    che sia salvaguardata la dignità di tutte le persone che sono in mancanza di cibo;
    che sia salvaguardata la vita e la dignità delle persone che patiscono per le guerre;
    che sia salvaguardata la dignità dei nostri meravigliosi vecchi;
    che sia salvaguardata la dignità di tutte le persone deboli e bisognose;
    che sia salvaguardata la dignità di tutti i bambini che non possono giocare;
    che sia salvaguardata la dignità di tutte le persone del mondo.
    W il primo maggio, W la dignità della persona.

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